Monsignor Cerrato a Betlemme, frazione di Chivasso
CHIVASSO. Monsignor Edoardo AldoCerrato, Vescovo di Ivrea, giovedì 6 gennaio è tornato in città, dopo la santa messa di Natale, per il tradizionale appuntamento dell'Epifania, nel Santuario di Gesù Bambino di frazione Betlemme.
Un Santuario unico nella nostra Diocesi ha sottolineato monsignor Cerrato salutando i fedeli, unico dedicato a Gesù Bambino, così come è unica frazione Betlemme. Prima di presiedere la santa messa, che è stata concelebrata da Don Davide Smiderle, il Vescovo di Ivrea si è raccolto in preghiera nella grotta del Santuario, dove è stata realizzata una riproduzione fedele della Natività di Terrasanta.
“Sono qui con gioia – ha detto monsignor Cerrato -, ed ho pregato per voi e per le vostre famiglie, in questo periodo in cui si percepiscono tensione e sconforto”.
E la pandemia ha lasciato il segno anche in questa celebrazione a cui non hanno preso parte, come è sempre avvenuto negli anni scorsi, i figuranti che rappresentano la Natività.
Monsignor Cerrato, nell'omelia, ha sottolineato come sia stato colpito da un passo particolare del Vangelo, sia nella notte di Natale, che in quello dell'Epifania: i pastori furono svegliati e chiamati dalla voce degli Angeli del Signore, che li invitavano a mettersi in cammino per andare ad adorare Gesù, così come ricevettero la chiamata i Re Magi, che videro apparire la stella cometa.
“Quando noi intraprendiamo il nostro cammino di Fede accettiamo la chiamata di Dio – ha spiegato il Vescovo -, ma spesso non ci accorgiamo di questi segnali, come lo sono stati la voce degli Angeli e la stella cometa per i pastori e per i Magi, non li prendiamo sul serio: essi, invece, si misero in cammino. Questa è la risposta intelligente dell'uomo, quella di provare e la trasformazione che Dio fa della nostra vita, è prendere sul serio la chiamata che il Signore ci fa lungo tutto il nostro cammino”.
A tutti il Vescovo ha augurato la Pace, in un momento travagliato e tormentato: “Io non posso darvi la Pace, ma è la Pace del Signore che lui stesso ha donato alla chiesa attraverso i suoi Apostoli, nel momento della sua Resurrezione”.
Annarita Scalvenzo
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