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25 Aprile 2026 - 17:32
Non solo un monumento, ma uno strumento vivo di memoria. Nel giorno della Liberazione, Ozegna compie un passo in avanti nel modo di ricordare i propri caduti inaugurando un cippo commemorativo che, accanto ai nomi incisi nella pietra, introduce una novità tutt’altro che scontata per una realtà locale: i QR code. Un ponte tra passato e presente, capace di trasformare il ricordo in racconto accessibile a tutti, in qualsiasi momento.
È questa la vera notizia del 25 Aprile ozegnese: la scelta di affiancare alla tradizione un linguaggio contemporaneo, quello digitale, per dare nuova voce alle storie di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà. Inquadrando i codici con uno smartphone, cittadini e visitatori potranno entrare nelle vicende personali dei caduti, conoscere nomi, volti, percorsi. Non più solo un elenco, ma biografie che tornano a vivere.
E proprio quei nomi, incisi sul cippo e letti uno ad uno durante la cerimonia, restano il cuore pulsante dell’iniziativa: Attilio Berra, Ferdinando Berra, Mario Bretto, Stefano Bruda, Giuseppe Castagna, Giorgio Davito, Antonio Davitto Bava, Giacomo Franco, Zeo Merlo (disperso), Sergio Morello, Serafino Perotti, Stefano Ruspino, Enzo Ruspino, Angelo Tardon, Francesco Vittone. Una lunga sequenza che ha scandito il momento più solenne della giornata, tra silenzio, partecipazione e la presenza dei familiari.
Un elenco che non è solo memoria storica, ma identità di una comunità. Ed è proprio su questo che si innesta la scelta innovativa dell’amministrazione: evitare che quei nomi restino muti, affidati soltanto alla pietra e al tempo, e restituire loro una voce, accessibile soprattutto alle nuove generazioni.
Nel suo intervento, il sindaco Federico Pozzo ha dato il senso profondo dell’operazione: «La memoria vive davvero solo se viene tramandata». Parole che trovano concretezza proprio nei QR code, pensati per rendere il ricordo non statico, ma dinamico, consultabile, condivisibile. Un modo per parlare ai giovani con strumenti che appartengono al loro quotidiano.
La cerimonia del 25 Aprile ha mantenuto il suo carattere solenne e partecipato, ma è stata chiaramente segnata da questo elemento di novità. Il primo cittadino ha voluto anche ribadire il valore universale della ricorrenza: «Una data che non appartiene a una parte, ma a tutti», ricordando come la libertà non sia mai definitiva e vada difesa ogni giorno, anche contrastando l’indifferenza, indicata come uno dei rischi più grandi per la tenuta dei diritti.
Accanto all’inaugurazione del cippo, la giornata è stata arricchita da altri gesti simbolici, come la piantumazione di due tigli, segno di radici e futuro, e dal coinvolgimento delle scuole, che nei giorni precedenti hanno portato un fiore nei luoghi della memoria. Presenti le autorità civili e militari, le associazioni del territorio – Alpini, Società Operaia di Mutuo Soccorso e Gavason – e la Banda musicale “Succa Renzo”, che ha accompagnato i momenti più significativi.
Ma è proprio quel cippo, oggi, a rappresentare qualcosa in più di una semplice inaugurazione. È il segno di un cambio di passo: la memoria che si apre, si aggiorna, si rende fruibile. Non più solo da osservare, ma da esplorare.
A Ozegna, il 25 Aprile non si è limitato a ricordare il passato. Ha provato, concretamente, a costruire il modo in cui quel passato continuerà a essere raccontato. E, forse, anche per questo, a non essere dimenticato.
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