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A Lace il 25 Aprile non è solo celebrazione. Nei luoghi della Resistenza

Nella frazione di Donato: partecipazione numerosa tra istituzioni, ANPI e cittadini nel luogo simbolo della Resistenza tra Canavese e Biellese

DONATO – A Lace il 25 Aprile non è mai solo una celebrazione, ma un ritorno concreto nei luoghi dove la storia della Resistenza si è consumata in modo drammatico. Anche nel 2026, nella frazione di Donato sulla Serra d’Ivrea, al confine tra Biellese e Canavese, l’81° anniversario della Liberazione si è confermato uno degli appuntamenti più partecipati e significativi della memoria partigiana del territorio, con una presenza numerosa e diffusa fin dalle prime ore della mattinata.

La giornata si è aperta alle 10 con il ritrovo presso il ristorante La Campagnola, da cui è partito il corteo verso l’area monumentale. Le tappe alla Cascina – sede del distaccamento partigiano durante la guerra – e al cippo dedicato al comando della VII Divisione Garibaldi hanno scandito i primi momenti della commemorazione. Qui si è svolta la deposizione dei fiori, accompagnata dalla Banda musicale di Donato, davanti a un pubblico ampio, composto da amministratori, rappresentanti delle associazioni e molti cittadini arrivati da tutto il territorio tra Canavese e Biellese.

Nel corso della mattinata si sono susseguiti gli interventi del sindaco di Donato, del sindaco di Ivrea Matteo Chiantore e della consigliera della Città metropolitana di Torino Sonia Cambursano, insieme ai rappresentanti dell’ANPI di Ivrea, del Basso Canavese e della Valle Elvo e Serra. Particolarmente seguito anche il contributo della costituzionalista Alessandra Algostino, docente dell’Università di Torino, che ha collegato il significato della Liberazione ai temi dell’attualità internazionale e alla difesa dei principi costituzionali. Presenti inoltre interventi del Coordinamento Biellese Antifascista e di associazioni impegnate sui temi della pace e della solidarietà.

La cerimonia è stata accompagnata per tutta la durata dalla Banda musicale di Donato e dal Coro Bajolese, che ha proposto canti della Resistenza, contribuendo a mantenere un clima partecipato e raccolto nonostante l’elevato numero di presenze.

Ma è il luogo stesso a dare il senso profondo della giornata.

Lace, oggi area monumentale immersa nei boschi della Serra, fu durante la guerra uno snodo strategico della lotta partigiana. Qui aveva sede il comando della VII Divisione Garibaldi “Piemonte” e della 76ª Brigata “Togni”, formazioni attive tra Biellese, Canavese e Valle d’Aosta, in un’area fondamentale per i collegamenti tra le vallate e per l’organizzazione della guerriglia.

Nella notte tra il 29 e il 30 gennaio 1945, a pochi mesi dalla Liberazione, questo presidio venne colpito da un attacco nazifascista improvviso e violento, probabilmente reso possibile da una delazione che rivelò la posizione del comando. L’azione portò alla cattura quasi totale dei dirigenti partigiani: un colpo durissimo per la Resistenza locale. Alcuni combattenti furono uccisi durante l’assalto, altri vennero trasferiti e nei giorni successivi fucilati o impiccati in diverse località del territorio, tra Ivrea, Cuorgnè e altri centri del Canavese.

Tra i nomi ricordati durante la cerimonia figurano quelli di Walter Fillak, comandante della Divisione Garibaldi, e di Ugo Macchieraldo, poi insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare, insieme ad altri partigiani catturati e uccisi in quei giorni. I loro nomi sono incisi nel monumento di Lace e rappresentano ancora oggi il centro simbolico della commemorazione.

Dopo la parte ufficiale, la giornata è proseguita con il tradizionale pranzo condiviso nell’area monumentale, che ha visto una partecipazione altrettanto ampia, confermando il carattere comunitario dell’iniziativa. Nel pomeriggio spazio alle iniziative con musica e canti della Resistenza, fino al collegamento ideale delle 15.30 con Ivrea, dove si è svolta la celebrazione cittadina.

Dopo la guerra, questo luogo è stato trasformato in uno spazio commemorativo permanente: il cippo, il cosiddetto “sacro masso” con i nomi dei caduti e l’area monumentale sono diventati nel tempo un punto di riferimento non solo per Donato, ma per un territorio più ampio che ogni anno si ritrova qui per ricordare. Accanto al 25 Aprile, Lace resta infatti al centro anche delle iniziative del 29 gennaio, anniversario dell’eccidio.

È in questa continuità che si inserisce la celebrazione del 2026, che ha unito memoria storica e riflessione contemporanea. Anche quest’anno, accanto al ricordo della Resistenza, hanno trovato spazio temi legati all’attualità, al rifiuto della guerra e alla difesa dei valori costituzionali.

Celebrare il 25 Aprile a Lace significa riportare la storia nei luoghi in cui è accaduta, ma anche riconoscere che quella storia continua a parlare. 

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