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18 Aprile 2026 - 16:42
IVREA – È in corso la manifestazione promossa dal Comitato Ivrea per la Palestina, dal Collettivo Gramsci Botta Cena e dagli Studenti “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese. Un appuntamento che, fin dalle prime battute, si presenta come qualcosa di più di una semplice iniziativa simbolica: una mobilitazione che intreccia politica internazionale, condizioni sociali e critica economica.
Con lo slogan “Arruolati con noi per un futuro senza guerre”, il presidio ribalta il linguaggio militare trasformandolo in un invito alla partecipazione attiva. In piazza si alterneranno interventi e momenti di confronto, in un clima che unisce protesta e riflessione. Al centro, una presa di posizione netta contro quelli che gli organizzatori definiscono “i regimi di guerra globali” e il sistema economico che li sostiene.

Diego, uno studente di Rivarolo
Il messaggio che attraversa la manifestazione è chiaro: non assuefarsi all’orrore. Le immagini dei conflitti, dei bombardamenti e delle vittime continuano a circolare, ma – sottolineano i promotori – il rischio è quello di perdere la capacità di indignarsi. Da qui l’invito a “restare umani”, a non considerare normale ciò che normale non è. In particolare, il riferimento è alla situazione in Palestina, descritta come una tragedia consumata sotto gli occhi del mondo.
Non manca una critica più ampia all’assetto geopolitico internazionale, ritenuto responsabile di alimentare tensioni e instabilità. La questione palestinese viene inserita in un quadro globale che coinvolge anche altri scenari di crisi, mentre la solidarietà viene richiamata come responsabilità concreta, non solo emotiva.
Accanto ai temi internazionali, emerge con forza anche la dimensione sociale. I promotori collegano infatti il tema della guerra alle condizioni di vita in Europa e in Italia: il dibattito sul riarmo, la prospettiva della leva militare, il caro vita, i salari bassi e la precarietà. Questioni che, secondo gli organizzatori, fanno parte dello stesso modello economico e politico.
Tra i partecipanti presenti oggi a Ivrea anche Naim Abu Saif, giovane palestinese di circa 22 anni, cresciuto nel nord della Striscia di Gaza. Prima della guerra del 2023 studiava per diventare giornalista; durante i bombardamenti ha iniziato a raccontare la propria esperienza attraverso la scrittura, trasformandola in testimonianza e forma di resistenza.
Autore del libro “L’ultimo respiro di Gaza” (2025), Naim Abu Saif ha perso la casa e diversi familiari, compreso il padre. Nato nel campo profughi di Jabalia, ha vissuto fin dall’infanzia una realtà segnata da privazioni e conflitto. Proprio da quella esperienza nasce la sua scrittura, che unisce cronaca e racconto per restituire un volto umano ai numeri della guerra.
Riuscito a lasciare Gaza grazie a corridoi umanitari, oggi vive a Torino, dove ha ripreso gli studi. La sua presenza a Ivrea aggiunge una dimensione diretta alla manifestazione: non solo analisi e denuncia, ma anche testimonianza personale.
Naim Abu Saif alle 17,30 incontrerà chi lo vorrà in sala Santa Marta.
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