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I giovani della Juventus U20 diventano volontari per il Banco Alimentare del Piemonte

Quindici calciatori impegnati nel magazzino di Moncalieri per preparare i pacchi destinati alle famiglie in difficoltà

Per un giorno hanno messo da parte pallone e allenamenti per dedicarsi a un’attività diversa, ma non meno importante. I giocatori della Juventus U20 sono stati protagonisti di una giornata di volontariato al Banco Alimentare del Piemonte, contribuendo concretamente alla preparazione degli aiuti destinati alle famiglie in difficoltà.

L’iniziativa, organizzata questa mattina nell’ambito del Social Project della UEFA Youth League, ha coinvolto 15 giovani calciatori bianconeri nella sede centrale dell’organizzazione. Qui i ragazzi hanno lavorato fianco a fianco con i volontari del Banco Alimentare, partecipando alle attività di selezione e riconfezionamento dei prodotti alimentari destinati alla rete solidale regionale.

Durante la mattinata i giovani atleti hanno potuto osservare da vicino il funzionamento di una macchina organizzativa complessa, che ogni giorno gestisce tonnellate di generi alimentari destinati alle persone più fragili. Non solo lavoro manuale: i ragazzi hanno anche approfondito aspetti tecnici legati alla gestione delle scadenze dei prodotti e alla corretta lettura delle etichette, elementi fondamentali per garantire sicurezza e qualità degli alimenti distribuiti.

L’esperienza non si è limitata al lavoro nel magazzino. Il progetto proseguirà infatti anche nella giornata successiva, quando i giocatori della Juventus U20 parteciperanno alla distribuzione dei pacchi alimentari presso l’associazione Carità Senza Frontiere, una delle numerose realtà che collaborano con il Banco Alimentare sul territorio piemontese.

La rete regionale del Banco Alimentare è composta da 560 organizzazioni partner, tra associazioni, parrocchie ed enti del terzo settore. Attraverso queste realtà nel 2025 sono state aiutate oltre 110mila persone in condizioni di povertà alimentare in Piemonte, un dato che racconta la dimensione di un fenomeno spesso invisibile ma diffuso anche in un territorio economicamente avanzato.

Per la Juventus l’iniziativa rappresenta un momento importante nel percorso di crescita dei propri giovani atleti. «Conoscere una realtà come il Banco Alimentare e incontrare direttamente i beneficiari permette ai nostri giocatori di toccare con mano le fragilità delle persone», ha spiegato Massimiliano Scaglia, responsabile della Juventus U20. «È un’esperienza che forma e sensibilizza, arricchendo i ragazzi non solo come sportivi ma anche come persone».

Anche il Banco Alimentare del Piemonte ha accolto con favore la partecipazione dei giovani calciatori. Il presidente Salvatore Collarino ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «Condividere i bisogni per condividere il senso della vita è il principio che ispira tutte le nostre attività. Siamo felici di aver condiviso un altro pezzo di strada insieme alla Juventus, che ancora una volta si è dimostrata attenta e sensibile verso il nostro impegno».

Secondo Collarino, esperienze come questa permettono ai ragazzi di vivere una realtà diversa da quella a cui sono abituati, trasmettendo un messaggio forte di responsabilità sociale e cultura della condivisione.

La collaborazione tra il club bianconero e il Banco Alimentare non nasce oggi. Da anni la Juventus, insieme al proprio servizio di ristorazione, recupera le eccedenze alimentari prodotte nei bar e nei ristoranti dell’Allianz Stadium durante le partite, redistribuendole attraverso la rete solidale del Banco Alimentare.

Si tratta di un impegno inserito nelle politiche di economia circolare e contrasto allo spreco alimentare promosse dal club, che contribuisce allo stesso tempo a rafforzare la rete di solidarietà sul territorio.

La giornata di volontariato dei giovani bianconeri dimostra come lo sport possa diventare anche uno strumento di educazione civica e sociale. Perché accanto alla crescita sportiva, il calcio – soprattutto a livello giovanile – può insegnare anche il valore della responsabilità, della solidarietà e dell’attenzione verso chi vive situazioni di maggiore fragilità.

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