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13 Gennaio 2026 - 14:05
La Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è passata da Crescentino e la città ha risposto come si fa nelle occasioni che restano: strade piene, scuole coinvolte, impianti industriali aperti e un territorio che per qualche ora si è sentito parte di una storia nazionale. Non una semplice tappa di passaggio, ma un momento di riconoscimento collettivo.
Crescentino si è inserita nel tratto piemontese del viaggio del fuoco olimpico partito da Torino, passato da Rivoli, Venaria Reale, Settimo Torinese e Chivasso, e diretto verso Aosta, lungo il percorso che porterà alla cerimonia inaugurale del 6 febbraio 2026 a Milano. Un filo simbolico che attraversa città grandi e piccole, mettendo sullo stesso piano metropoli e comunità locali.
Al centro dell’evento, lo stabilimento Versalis (Eni) di Crescentino, sito di eccellenza per la produzione di bioetanolo avanzato. Una scelta non casuale: Eni, Premium Partner dei Giochi Olimpici e Presenting Partner del Viaggio della Fiamma, ha voluto legare il passaggio del simbolo olimpico ai luoghi della trasformazione industriale e alle persone che ogni giorno lavorano sul territorio.
Tra i tedofori che hanno portato la Fiamma si sono alternati Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni, Adriano Alfani, amministratore delegato di Versalis, e numerosi dipendenti Eni residenti nell’area. Un passaggio che ha voluto raccontare un’idea di Olimpiade fatta non solo di atleti, ma di comunità, lavoro e responsabilità condivisa.
A Crescentino sono state presentate anche le torce olimpiche “Essential”, realizzate da Eni e Versalis. Un oggetto simbolico che porta con sé un primato: è la prima torcia olimpica a ottenere la certificazione ReMade® – classe A, grazie all’uso di materiali riciclati. Un segno concreto di come i valori dello sport possano dialogare con quelli dell’economia circolare e dell’innovazione sostenibile.
Accanto alla dimensione istituzionale, rappresentata dal sindaco Vittorio Ferrero, dal vicesindaco e dagli assessori, il passaggio della Fiamma si è trasformato in una vera festa cittadina. Coinvolte le scuole secondarie di primo grado e le società sportive locali, protagoniste di un pomeriggio che ha unito generazioni diverse sotto lo stesso simbolo.
Il viaggio della Fiamma ha ricordato, ancora una volta, che lo sport non è solo competizione ma collante sociale, capace di tenere insieme territori, storie e aspettative diverse. Un racconto che continuerà a camminare, tappa dopo tappa, fino all’accensione del braciere olimpico.
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