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Sciabola e feluca a Mario Livio Gusta (foto Luisa Romussi)

In Piazza di Città l’investitura del Generale 2026: dopo il proclama di Paolo Diane, Ulisse Falchieri consegna i simboli del comando. Un passaggio solenne che apre un nuovo capitolo dello Storico Carnevale

La Piazza di Città trattiene il respiro. È uno di quei silenzi pieni, densi, che a Ivrea si riconoscono subito perché arrivano solo nei momenti che contano davvero. L’investitura del Generale 2026 non è un passaggio formale: è un atto che pesa, che segna, che resta.

Il Cittadino Designato Mario Livio Gusta è lì, al centro di un cerchio che non è fatto solo di persone, ma di storia. Davanti a lui il Carnevale, alle sue spalle la città intera. Prima che il gesto si compia, è la voce del Sostituto del Gran Cancelliere Paolo Diane a rompere l’attesa. Il proclama risuona netto, solenne, senza sbavature. È il suo debutto ufficiale, ed è una voce che entra con rispetto in una liturgia che Ivrea non perdona a chi improvvisa.

Poi arriva il momento che tutti aspettano. Il Generale 2025 Ulisse Falchieri compie l’ultimo gesto del suo mandato. Lo fa senza enfasi, ma con quella consapevolezza che appartiene solo a chi sa cosa sta consegnando. La sciabola e la feluca passano di mano. Non sono semplici simboli: sono il peso della responsabilità, l’onore del ruolo, la continuità di una tradizione che non ammette distrazioni.

Quando Mario Livio Gusta riceve gli attributi del Generale, la Piazza capisce. Capisce che il Carnevale ha un nuovo volto, una nuova guida, ma lo stesso cuore. In quel gesto c’è tutto: il rispetto per chi c’era prima, l’impegno per ciò che verrà, la consapevolezza di rappresentare non se stessi, ma una comunità intera.

Attorno, i Pifferi e Tamburi accompagnano la scena come fanno da secoli. Le loro note non celebrano l’uomo, ma il ruolo. Non applaudono l’individuo, ma la funzione che da oggi prende corpo. Ivrea osserva, riconosce, approva. È un patto silenzioso, ma chiarissimo.

L’investitura è compiuta. Il Generale 2026 Mario Livio Gusta è tale a tutti gli effetti. Da questo momento, ogni passo del Carnevale passerà anche da lui. La Piazza torna a muoversi, le voci riprendono, ma qualcosa è cambiato. Perché quando sciabola e feluca cambiano mano, a Ivrea non finisce mai solo un mandato: inizia un nuovo racconto.

E il Carnevale, da oggi, cammina di nuovo.

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