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“Nella notte ci guidano le stelle”, la Resistenza raccontata dalle donne

A Cuorgnè l’anteprima della nuova produzione di Casa Fools

“Nella notte ci guidano le stelle”, la Resistenza raccontata dalle donne

“Nella notte ci guidano le stelle”, la Resistenza raccontata dalle donne

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C’è un filo sottile che lega memoria e presente, e passa attraverso le storie di chi ha attraversato la guerra, la Resistenza e la conquista dei diritti. È da qui che prende forma “Nella notte ci guidano le stelle”, la nuova produzione di Casa Fools, in anteprima mercoledì 23 aprile alle ore 21 al Teatro Tullio Pinelli di Cuorgnè.

Lo spettacolo, scritto e interpretato da Paola Bertello e Roberta Calia, nasce in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile e si inserisce nel percorso di riflessione sull’80° anniversario del suffragio universale. Non un semplice racconto storico, ma un lavoro teatrale che prova a interrogare il presente partendo dalle radici della democrazia italiana.

Al centro della scena ci sono due donne, Teresa e Arianna, figure immaginarie ma costruite a partire da testimonianze reali. Due vite diverse, una legata alla città e l’altra alla campagna, che si incontrano nel cuore di un periodo decisivo, tra il 1943 e il 1946. Intorno a loro si muove un mondo segnato da fame, bombardamenti, lavoro e violenza, ma anche da solidarietà e partecipazione. È in questo contesto che le protagoniste compiono un passaggio decisivo: da esistenze segnate dall’obbedienza a percorsi di consapevolezza e scelta.

Il racconto segue il loro cammino fino al referendum del 1946, momento simbolico in cui le donne entrano per la prima volta nella vita politica del Paese attraverso il voto. Uno snodo storico che lo spettacolo utilizza come punto di arrivo, ma anche come punto di partenza per una domanda che attraversa tutto il lavoro: quanto di quel progetto di uguaglianza e libertà è stato davvero realizzato oggi?

La messa in scena si sviluppa attraverso un intreccio di parole, musiche originali di Alberto Cipolla e movimenti scenici curati da Claudia Tura, costruendo un linguaggio essenziale ma denso, capace di restituire la complessità delle esperienze femminili nella Resistenza. Non c’è una narrazione lineare né celebrativa: il lavoro si concentra piuttosto sulla pluralità dei ruoli e dei livelli di coinvolgimento delle donne in quegli anni, evitando semplificazioni.

Il titolo stesso, tratto da un verso di Fischia il vento, richiama una dimensione simbolica che attraversa l’intero spettacolo. Le stelle diventano il segno di una speranza che resiste anche nei momenti più bui, una tensione verso un ideale che allora muoveva le scelte individuali e collettive, e che oggi torna a interrogare chi guarda.

L’anteprima di Cuorgnè rappresenta così non solo un appuntamento teatrale, ma anche un’occasione di riflessione condivisa. Un invito a rileggere la storia non come un racconto distante, ma come un patrimonio vivo, fatto di domande ancora aperte.

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