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Favria celebra la memoria con “Il club dei libri fuorilegge”

A 80 anni dalla nascita della Repubblica, un incontro tra storia, Resistenza e libertà di pensiero

Favria celebra la memoria

Favria celebra la memoria con “Il club dei libri fuorilegge”

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Un appuntamento che unisce memoria storica, cultura e impegno civile. A Favria, mercoledì 22 aprile alle ore 18, va in scena la presentazione del libro “Il club dei libri fuorilegge” di Cristina Calardo, un evento che si inserisce nel clima delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica italiana, nata dal referendum del 1946 dopo la caduta del fascismo.

Un’occasione non solo letteraria, ma profondamente simbolica. Il ritorno alla Repubblica segnò infatti l’inizio di un percorso che portò alla stesura della Costituzione, frutto diretto della Resistenza e ancora oggi pilastro della vita democratica del Paese. Un anniversario che, come sottolineato dagli organizzatori, invita a riflettere sull’importanza di difendere i valori costituzionali da ogni possibile minaccia.

L’iniziativa vedrà la partecipazione delle istituzioni locali, con gli interventi del sindaco e della vicesindaca di Favria, affiancati da figure di rilievo nel panorama culturale e storico del territorio. Tra questi Mario Beiletti, presidente dell’ANPI Ivrea e Basso Canavese, impegnato da anni nella divulgazione della storia resistenziale, ed Ennio Pedrini, direttore editoriale di 3P Edizioni. Presente naturalmente anche l’autrice Cristina Calardo.

Al centro dell’incontro, il racconto contenuto nel libro, ambientato negli anni più bui del Novecento. La storia si sviluppa nella città tedesca di Jena, dove il giovane protagonista, Hans, coltiva una passione profonda per i libri, rifugiandosi tra gli scaffali di una libreria gestita da un libraio ebreo, suo amico. Ma nel 1933, con l’ascesa del nazismo, tutto cambia: i testi considerati contrari all’ideologia del regime vengono dichiarati “fuorilegge” e destinati ai roghi pubblici.

È in questo contesto che prende forma la reazione del protagonista. Spinto da un senso di giustizia tipico dell’infanzia, Hans coinvolge i suoi amici in una piccola ma significativa azione di resistenza. Un gesto che diventa simbolo della difesa della libertà di pensiero, in un’epoca in cui leggere poteva diventare un atto di ribellione.

Il libro si inserisce così in una riflessione più ampia sul valore della cultura come strumento di libertà. I roghi dei libri, avvenuti realmente nella Germania nazista, rappresentano uno dei momenti più drammatici della censura del pensiero, e richiamano ancora oggi l’importanza di preservare il pluralismo e il diritto alla conoscenza.

L’evento di Favria si propone dunque come un momento di confronto tra passato e presente. Da un lato la memoria della Seconda Guerra Mondiale e delle persecuzioni, dall’altro l’attualità di temi come la libertà di espressione e il ruolo della cultura nella società. Un dialogo che coinvolge istituzioni, associazioni e cittadini, in un territorio — quello del Canavese — profondamente segnato dalla storia della Resistenza.

In un periodo in cui il dibattito pubblico torna spesso a interrogarsi sui valori democratici, iniziative come questa assumono un significato particolare. Non solo per ricordare, ma per trasmettere alle nuove generazioni il senso di una conquista che non può essere data per scontata.

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