C’è un filo sottile che unisce Borgaro Torinese a una terra lontana e fragile come il Sud del Libano. È un filo fatto di memoria, impegno e responsabilità, che il Gruppo Alpini borgarese ha scelto di intrecciare ancora una volta nel cuore della propria comunità.
Il 93° anniversario di fondazione si annuncia così come un racconto collettivo che attraversa generazioni e confini, capace di trasformare una festa in un messaggio concreto di pace.
Guidati dal capogruppo Giuseppe Corotto e sostenuti da un direttivo coeso e operativo, gli Alpini di Borgaro si preparano a vivere un fine settimana intenso, in cui ogni momento porta con sé un significato preciso.
Tutto prenderà il via venerdì 17 aprile con un'apertura affidata ai più giovani che restituisce immediatamente il senso profondo dell’iniziativa: alla mattina saranno gli studenti delle scuole cdi Borgaro a dare voce al futuro, partecipando alla Festa della Pace nell’area di via Volpiano, dove verrà piantumato un Cedro del Libano. Un gesto simbolico, che affonda le radici in una storia reale, fatta di solidarietà concreta e legami costruiti nel tempo.
Quel cedro, infatti, rappresenta il punto di arrivo del progetto “Un Ponte di Pace”, nato dalla collaborazione con la Brigata Alpina Taurinense e con il contingente UNIFIL delle Nazioni Unite.
Un’iniziativa che ha portato gli Alpini borgaresi fino a Shhur, nel distretto di Tiro, contribuendo alla realizzazione e all’allestimento di una scuola materna. Un impegno nato quasi attorno a un tavolo, tra semplicità e determinazione, e cresciuto grazie al coinvolgimento di altri gruppi, associazioni e realtà del territorio.
Oggi, mentre quel territorio continua a vivere momenti di grande tensione, il valore di quel progetto emerge con ancora più forza.

Locandina
“Laggiù la situazione resta complessa, tutto può cambiare in poco tempo”, racconta Beppe Marabotto, tra i protagonisti dell’iniziativa. Le difficoltà degli ultimi mesi hanno rallentato e complicato la prosecuzione di tale percorso, eppure lo spirito che ha mosso gli Alpini resta intatto: portare a compimento quel ponte ideale, anche simbolicamente, proprio attraverso il “Giardino della Pace” che verrà inaugurato a Borgaro.
Il fine settimana proseguirà con i momenti più solenni e identitari. Sabato 18 aprile sarà dedicato al raccoglimento, con l’omaggio ai Caduti presso il Mausoleo del cimitero e la celebrazione della Messa in parrocchia, in ricordo degli Alpini “andati avanti” e nel segno del 110° anniversario della nascita dell’Alpino Giuseppe Borello, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Un passaggio che rinnova il legame tra passato e presente, tra sacrificio e testimonianza.
Domenica 19 aprile la città si ritroverà attorno alle penne nere per la giornata conclusiva, tra l’ammassamento in piazza Europa, l’alzabandiera accompagnato dalla Banda musicale di Ceres e la sfilata lungo le vie cittadine. Un percorso che toccherà i luoghi della memoria, con gli omaggi ai monumenti ai Caduti, fino ad arrivare nuovamente in via Volpiano, dove il “Giardino della Pace” diventerà ufficialmente patrimonio della comunità.
Qui verrà scoperta una targa che racchiude il senso più autentico dell’impegno alpino: "essere custodi della memoria e testimoni di pace per le future generazioni".
Parole che trovano eco nelle riflessioni del presidente Beppe Corotto, che guarda a questo anniversario come a un passaggio importante: “La pace è qualcosa che si costruisce, passo dopo passo. Anche quando tutto sembra complicarsi, bisogna continuare a crederci”.
E così Borgaro si prepara a vivere tre giorni in cui la celebrazione si intreccia con la responsabilità, la tradizione con lo sguardo verso il mondo.
Il cedro che verrà piantato crescerà nel tempo, proprio come l’idea che lo ha generato: quella di una comunità capace di guardare oltre i propri confini, trasformando la memoria in un impegno vivo, quotidiano, condiviso.