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09 Aprile 2026 - 13:11
Valle di Susa, il 24 aprile torna la Camminata di Valle per la Liberazione
Dettagli evento
Data di inizio 24.04.2026 - 20:00
Data di fine 25.04.2026 - 00:00
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Non è solo una commemorazione, ma una scelta pubblica, quasi una dichiarazione collettiva. In Valle di Susa la vigilia della Liberazione torna a prendere la forma di un percorso condiviso, fatto di passi, memoria e presenza. Venerdì 24 aprile 2026, alla vigilia dell’81° anniversario della Liberazione, è in programma la tradizionale Camminata di Valle, promossa dall’Unione Montana Valle Susa, un appuntamento che negli anni ha assunto un significato che va oltre la semplice ricorrenza.
Il punto di partenza sarà alle ore 20 da piazza della Repubblica a Chiusa di San Michele, da dove il corteo si muoverà lungo la valle fino a raggiungere Sant’Ambrogio di Torino, con arrivo previsto in piazza 25 aprile. Un tragitto che non è soltanto geografico, ma simbolico: un attraversamento del territorio che diventa anche attraversamento della memoria, in un tempo in cui il passato continua a interrogare il presente.
L’iniziativa si inserisce nel calendario delle celebrazioni per il 25 aprile, ma ne rappresenta una declinazione particolare. Non una cerimonia statica, ma un movimento collettivo. Camminare insieme, in questo caso, significa rendere visibile una comunità che sceglie di riconoscersi in alcuni valori – libertà, giustizia, democrazia – e di riaffermarli nello spazio pubblico.
All’arrivo, a Sant’Ambrogio, la serata proseguirà con gli interventi istituzionali. Saranno presenti il presidente dell’Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri, i sindaci di Chiusa di San Michele Riccardo Cantore e di Sant’Ambrogio di Torino Silvano Barella, insieme ai rappresentanti dell’Anpi, Ferruccio Sbodio ed Enzo Boglio, e ai giovani del Treno della Memoria. A fare da cornice, la banda musicale di Chiusa di San Michele, che accompagnerà la conclusione del corteo.
Il senso dell’iniziativa emerge chiaramente anche dalle parole dell’assessora all’istruzione Elisabetta Serra, che sottolinea come la camminata del 24 aprile 2026 rappresenti un momento condiviso per ricordare chi ha lottato per i diritti e la democrazia, ma anche un’occasione per affermare, oggi, da che parte stare. Non un esercizio di memoria fine a se stesso, dunque, ma una presa di posizione che riguarda il presente.
È qui che la Camminata di Valle trova la sua dimensione più profonda. In un contesto segnato da guerre, disuguaglianze e fragilità democratiche, il richiamo alla Resistenza assume un significato attuale. Non come semplice celebrazione storica, ma come riferimento a un sistema di valori che non può essere dato per acquisito. La memoria, in questo senso, diventa uno strumento attivo, una responsabilità che si rinnova.
La scelta di una camminata serale aggiunge un ulteriore livello simbolico. Il buio, le luci, il movimento lento e condiviso contribuiscono a creare un clima che favorisce la riflessione e la partecipazione. Non a caso, per motivi di sicurezza, viene richiesto ai partecipanti di utilizzare torce elettriche o dispositivi luminosi, evitando l’uso di fiamme libere. Un’indicazione pratica che diventa anche immagine: tante luci diffuse, individuali ma parte di un insieme.
Nel tempo, questa iniziativa ha costruito una propria identità all’interno delle celebrazioni del 25 aprile in valle. Non sostituisce i momenti istituzionali, ma li affianca con un linguaggio diverso, più partecipativo, capace di coinvolgere generazioni differenti. La presenza dei ragazzi del Treno della Memoria, in questo senso, rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra testimonianza e continuità.
L’invito dell’Unione Montana è rivolto a tutta la cittadinanza, senza distinzioni. Ed è forse questo uno degli elementi più significativi: la volontà di mantenere aperto uno spazio di partecipazione, in cui il ricordo non sia confinato alle istituzioni ma condiviso con la comunità.
Perché, in fondo, il punto non è solo ricordare ciò che è stato, ma decidere cosa farne oggi. La Camminata di Valle del 24 aprile 2026 si muove proprio su questo crinale: tra memoria e presente, tra storia e responsabilità. Un gesto semplice, camminare insieme, che però continua a dire molto su come una comunità sceglie di guardare al proprio passato – e al proprio futuro.

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