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Quando l’arte diventa medicina, la storia di Rosanna Bassani: “La pittura è la mia cura”

Alla Caffetteria Il Cedro la personale dell’artista, protagonista del progetto “Percorsi” di Prisma Laboratorio Artistico

Rosanna Bassani

Rosanna Bassani

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A Chivasso l’arte torna a prendersi uno spazio concreto nella vita quotidiana. Da domenica 29 marzo la Quintana del Cedro, negli spazi della Caffetteria Il Cedro di Laura De Marco (via Torino 39), ospiterà la mostra personale di Rosanna Bassani. Un nuovo evento promosso da Prisma Laboratorio Artistico.

L’esposizione si inserisce nel progetto “Percorsi”, l’iniziativa culturale con cui Prisma continua a costruire occasioni di incontro tra artisti e pubblico, fuori dai circuiti canonici e dentro luoghi vissuti. Non una galleria tradizionale, ma uno spazio informale e curato, che mescola quotidianità e cultura, favorendo un rapporto diretto con le opere.

Con questi eventi si vuole costantemente ribadire una scelta: l’arte come pratica viva, accessibile ma esigente, lontana dalle mode e vicina allo sguardo di chi è disposto a fermarsi per osservare. Si segue una direzione ben precisa: continuità, ricerca e attenzione alla qualità.

Questa, poi, non è solo un’esposizione. È anche una storia che racconta cosa può diventare l’arte quando entra davvero nella vita delle persone.

Rosanna Bassani dipinge da anni, senza accademie alle spalle e senza percorsi artistici tradizionali. La sua pittura è nata per necessità, quasi per istinto. Da oltre vent’anni convive con un tumore, ma chi la incontra difficilmente la sente parlare di battaglie o di sacrifici. Con il sorriso e la positività che la contraddistinguono sempre, lei racconta i suoi quadri.

La pittura è la mia cura, la mia più dolce medicina. Amo dipingere situazioni e momenti in cui mi immedesimo. I miei quadri, in fondo, sono una forma di autobiografia scritta in punta di pennello spiega.

All’inizio erano stoffe decorate, poi il passaggio al legno e alla ceramica. Infine le tele. Un percorso spontaneo, cresciuto nel tempo, che per lei è diventato un rifugio e insieme una forma di racconto personale.

“Non ho studi artistici alle spalle, ma la passione è nata dalla necessità di crearmi un’oasi di serenità dove i pensieri negativi si annullano” aggiunge.

È anche per questo, oltre che per la sua bravura, che Prisma Laboratorio Artistico ha scelto di dedicarle una mostra. Non per trasformare una storia personale in spettacolo, ma per ricordare una cosa semplice: l’arte può fare bene. Può alleggerire i pensieri, far cambiare prospettiva, restituire energia.

L’inaugurazione è fissata per domenica 29 marzo alle 16. Le opere resteranno esposte fino al 29 maggio e saranno visionabili durante gli orari di apertura del locale.

Un appuntamento che unisce pittura, storia personale e quella convinzione che attraversa tutta la mostra: a volte l’arte non serve solo a guardare qualcosa di bello, serve anche a stare un po’ meglio.

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