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14 Gennaio 2026 - 15:09
Gli antichi chiodaioli delle Valli di Lanzo, a Viù la memoria di un mestiere che ha costruito la montagna
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Data di inizio 31.01.2026 - 17:00
Data di fine 31.01.2026 - 19:00
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Un oggetto minuscolo, spesso invisibile, ma capace di tenere insieme case, stalle, tetti e comunità intere. Il chiodo, battuto a mano nelle fucine delle Valli di Lanzo, è stato per secoli uno degli strumenti fondamentali della vita montanara, frutto di un sapere artigianale oggi quasi scomparso. A riportare alla luce quella storia sarà Mario Caiolo, autore del volume Gli artigiani chiodaioli di Mezzenile, protagonista dell’incontro in programma sabato 31 gennaio alle 17 a Viù, nell’ambito della nuova stagione dei Caffè Culturali.
L’appuntamento si terrà al Caffè Rocciamelone, luogo simbolo della vita culturale viucese, dove da anni si alternano presentazioni, incontri e momenti di approfondimento dedicati alla storia e all’identità delle vallate alpine. Caiolo sarà intervistato dal divulgatore Alessandro Mella, in un dialogo che prenderà le mosse da un mestiere antico per raccontare un intero mondo fatto di fatica, ingegno e resistenza.
I chiodaioli erano artigiani del ferro, uomini che trasformavano barre grezze in chiodi attraverso il fuoco e il martello, lavorando spesso in condizioni dure, in ambienti poveri ma animati da una straordinaria competenza tecnica. Nelle valli, e in particolare a Mezzenile, la produzione dei chiodi non era un’attività marginale: rappresentava una risorsa economica essenziale, capace di integrare l’agricoltura e garantire un reddito in territori segnati da inverni lunghi e isolamento geografico.
Il libro di Caiolo ricostruisce quel passato attraverso documenti, testimonianze e memoria collettiva, restituendo dignità a un lavoro che ha lasciato segni profondi nel tessuto sociale delle Valli di Lanzo. Un mestiere umile solo in apparenza, ma decisivo per lo sviluppo delle comunità montane e per la costruzione materiale del paesaggio alpino.
L’incontro di Viù si inserisce in un percorso di valorizzazione della cultura locale, che non guarda al passato come a un esercizio nostalgico, ma come a una chiave di lettura del presente. Raccontare i chiodaioli significa parlare di economia di sussistenza, di artigianato diffuso, di saperi tramandati e oggi messi a rischio dall’oblio.
L’ingresso all’evento è libero fino a esaurimento posti, nel solco di una tradizione che fa dei Caffè Culturali un luogo di incontro aperto e partecipato, dove la storia delle valli continua a essere raccontata e condivisa, chiodo dopo chiodo.

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