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CHIVASSO. Progetto Edilizio Mauriziano: che caos nelle carte del Comune

CHIVASSO. Progetto Edilizio Mauriziano:  che caos nelle carte del Comune

Protesta conto il PEC Mauriziano (archivio)

CHIVASSO. Ne abbiamo già parlato, ma la rilettura degli atti del Comune riserva sempre delle sorprese. Qualcosa che ci era sfuggito e che scopriamo all’ennesimo “ripasso” dell’enorme documentazione. 

Parliamo della storia del progetto edilizio e stradale cosiddetto “Mauriziano”, dei duecento appartamenti più una palestra più una strada, tutto quanto da realizzare in un terreno confinante con il Parco Mauriziano, quello che viene anche chiamato Parco Robinson.

In marzo e in aprile di quest’anno due sentenze del Consiglio di Stato hanno “bocciato” il piano, nel senso che hanno annullato le delibere con le quali tra il 2009 e il 2011 il Comune di Chivasso e la Regione Piemonte avevano approvato il progetto.

Le due sentenze mettono in dubbio che le opere realizzate dopo le alluvioni del 1994 e il 2000 (canali scolmatori e altro) abbiano effettivamente messo in sicurezza le aree da edificare. Il Comune di Chivasso invece ha sempre sostenuto che quelle aree, e in generale Chivasso Ovest, fra il Po, l’Orco e le tante rogge, sono state poste al riparo dal rischio alluvione. Farebbe testo il famoso “collaudo” del 2006. Nel luglio di quell’anno i due ingegneri liberi professionisti che avevano progettato gli scolmatori, e con loro il dirigente dell’area tecnica del Comune, firmano una dichiarazione e la mandano al Comune stesso. Vi elencano quattro opere: la “sistemazione del rio Orchetto”, il “Canale di Gronda che sfocia nella roggia San Marco”, la “realizzazione di canale scolmatore a Nord della frazione Pratoregio con intercettazione del rio Baina”, e la “ricalibratura e riprofilatura del Rio Nuovo Orchetto”. E concludono dichiarando che “le aree classificate in classe III B.2.1 del vigente PRGC possono ritenersi messe in sicurezza… “.  Fra queste aree c’è la 4.11, sulla quale era stata progettata una prima e più ridotta versione del progetto edilizio. 

Due mesi dopo, nell’ottobre 2006, la giunta comunale presieduta da Bruno Matola firma una delibera con la quale “prende atto del collaudo per la messa in sicurezza idraulica delle aree classificate ecc. ecc.”. Così il progetto edilizio Mauriziano può ripartire, e nell’aprile 2009 il Consiglio comunale adotta il progetto preliminare del nuovo progetto. 

L’AREA DEL VECCHIO CAPANNONE  È “COLLAUDATA”?

Però questo nuovo progetto dell’aprile 2009 è più ampio di quello precedente. Non riguarda più soltanto l’area 4.11. Comprende anche la adiacente area 5.25, quella dove si trova tuttora il capannone industriale abbandonato. Domanda: l’area 5.25 è in sicurezza? Il collaudo del 2008 dichiara infatti che le opere hanno messo al sicuro la 4.11. E la 5.25? È probabile che sia tutto a posto: però il Comune un’occhiata a quelle vecchie carte potrebbe darla. 

Nel febbraio 2010 il sindaco Bruno Matola risponde per lettera a Legambiente e a Pro Natura e afferma che in seguito al collaudo del 2008 le aree 4.11 e 5.25 sono da considerarsi messe in sicurezza. Però il collaudo – lo ripetiamo - menziona le 4.11 e non la 5.25. Come stanno veramente le cose?

CHIVASSO OVEST È PROPRIO IN SICUREZZA?

Certo le quattro opere collaudate nel 2008 sono state realizzate per mettere in sicurezza non solo poche aree, ma l’intera porzione Ovest del territorio comunale, quella fra il Po, l’Orco e la roggia San Marco. Ma quelle opere sono sufficienti? Pare che lo stesso Comune abbia dei dubbi. Nell’aprile 2010 il Comune convoca le commissioni consiliari Ambiente e Territorio per sottoporre loro le osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). Leggiamo: “da ultimo si intende evidenziare come lo sviluppo della città, stante le criticità di natura idro-geologica sulla porzione Ovest del territorio, debba necessariamente prevedere uno sviluppo verso Est fino a inglobare nella città la frazione di Castelrosso”. Come in effetti è avvenuto: proprio in questi giorni è in costruzione nei pressi dell’ex Imprevib di Corso Galileo il secondo cavalcaferrovia di Chivasso Est, che favorirà l’ulteriore espansione urbanistica tra il centro e Castelrosso.  Dunque nell’aprile 2010 il Comune ammetteva che su Chivasso Ovest gravavano “criticità di natura idrogeologica”. Perché allora l’anno prima il Consiglio comunale aveva approvato il progetto edilizio del Mauriziano, che è proprio in Chivasso Ovest? E perché per dieci anni lo ha sostenuto al TAR e al Consiglio di Stato, per ben quattro volte, e spendendo un bel po’ di soldi in parcelle di avvocati?

IL RIO ORCHETTO UNO E TRINO

Una delle quattro opere elencate nel collaudo del 2008 è la “sistemazione del rio Orchetto”.  Dov’è e cos’è il rio Orchetto? Nella planimetria degli scolmatori scaricabile dal sito del Comune il rio Orchetto è il corso d’acqua disegnato in blu che parte da Stradale Torino all’altezza di via Settimo e scende verso il Po percorrendo la Brozola e via Orti. Quindi si trova a valle dell’area del Mauriziano: c’entra qualcosa col progetto edilizio del Mauriziano oppure no?  E il tratto a monte, cioè il canale lungo via Settimo, fra la ferrovia e Stradale Torino? Quello che effettivamente corre lungo l’area 4.11 del progetto Mauriziano? Nella planimetria questo tratto compare con un colore diverso, col colore azzurro, e con un altro nome: “canale di collegamento al rio Orchetto”. Che cos’è questo canale? Nel collaudo del 2006 questo “canale” non viene affatto menzionato: quindi il Comune ha fatto ripartire il progetto Mauriziano senza il collaudo di questa opera, di questo “canale di collegamento al rio Orchetto”?  Per la verità il “canale di collegamento con il rio Orchetto” lo troviamo nelle controdeduzioni con le quali nel 2009 il Comune replica agli ambientalisti: qui si legge che il canale di collegamento con il rio Orchetto, detto anche “2° tratto del rio Orchetto”, è stato collaudato con una determina del 24 novembre 2008. Questo confermerebbe che nel 2006 non era ancora stato collaudato. Anzi, ripetiamo, nel collaudo 2006 compare il rio Orchetto ma non il “canale di collegamento al rio Orchetto”.  Ulteriore confusione: sempre nel collaudo 2006 da un lato si afferma che il “rio Orchetto” aveva ottenuto dal Comune già nel giugno 2005 il certificato di regolare esecuzione di sistemazione idraulica, ma dall’altro si ammette che in quel momento - alla data del collaudo che è l’undici luglio 2006 - erano appena stati affidati i lavori del 1° lotto. 

Insomma, un corso d’acqua diviso in tre: il rio Orchetto primo lotto, il rio Orchetto secondo lotto, e il canale di collegamento del rio Orchetto. E un bel caos, che richiederebbe una accurata rilettura di quegli atti da parte dell’attuale amministrazione comunale, che si appresta a recepire il Piano Gestione Rischio Alluvione e forse ad aggiornare il piano regolatore. 

IL RIO ORCHETTO È ACQUA PUBBLICA?

Ultimo dettaglio: a noi risulta che il rio Orchetto sia tuttora elencato nell’elenco provinciale delle acque pubbliche al n. 372: acqua pubblica in tutto il suo corso. Come la roggia Campagna, che è al n. 369. Il Comune lo sa?

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