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La Chivasso: capolinea?

CALCIO. URS La Chivasso: capolinea?

Il Viale Matteotti a Chivasso al mercoledì e al sabato è il regno incontrastato del mercato cittadino. A pochi metri c’è l’Ettore Pastore. La casa dell’URS La Chivasso. E tra quelle mura da parecchi mesi si concentra un altro mercato. Decisamente meno edificante. Quello dei colori biancorossi, ormai sempre più sbiaditi. Già, perché il lockdown dovuto al coronavirus potrebbe aver messo fine alla storia centenaria della società calcistica chivassese. Un’avventura sovente borderline, che proprio nell’anno della prestigiosa ricorrenza (mai celebrata) è precipitata verso l’oblio. Colpito dall’iceberg di debiti esorbitanti messi in piedi dalla sciagurata gestione di Giampiero Pitzalis, il Titanic biancorosso sta inesorabilmente affondando. E di scialuppe di salvataggio nemmeno l’ombra.

In settimana il presidente pro tempore Alessandro Trusciglio ha lanciato un appello quasi disperato: “Abbiamo bisogno di una grossa mano economica per salvare la società, magari da parte di qualche imprenditore. So che non è facile, ma serve lo sforzo di tutti perché l’URS La Chivasso è patrimonio della città”. Un chiaro segnale di una società che ha un piede e mezzo nella fossa. Sono arrivate anche le dimissioni del vicepresidente, nonché allenatore di prima squadra e Giovanissimi 2006, Marco Gastaldo, che pare destinato a tornare a Gassino. In molti in città si chiedono che fine abbia fatto Marilena Gisoldo, approdata nel pianeta biancorosso nel mese di ottobre dopo le dimissioni di Pitzalis, subentrandone nella carica di massimo dirigente e accantonata dall’attuale direttivo già a febbraio. Dell’ex (?) presidente si sono perse le tracce.

Ripartire dopo tre mesi di stop appare una mission impossible. La dirigenza attuale sembra volersi aggrappare proprio all’assist fornitogli dal coronavirus per deporre la matricola in federazione e uscire di scena. In città più di una voce aveva accostato il nome di Libero Tubino alla società di Viale Matteotti, ma il presidente de La Pianese si è ben presto defilato da questa possibilità. Qualcuno all’orizzonte però c’è e al momento rimane nell’ombra in attesa degli eventi. L’obiettivo è una società totalmente nuova che ripartirebbe da zero. Il coronavirus è entrato a gamba tesa su un avversario già zoppicante e che, passando a parlare di calcio giocato, se il presidente regionale della LND Christian Mossino non bloccherà le retrocessioni si ritroverebbe addirittura in Seconda Categoria. Un ulteriore smacco in quello che doveva essere una stagione di festa. Ma la doppia retrocessione al momento sembra essere il male minore.

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Blogger: Roberto Vannicola

Roberto Vannicola
Cinque, Cinque, Cinque

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