Tornare a festeggiare dopo due anni è bellissimo; continuiamo a fare attenzione ma anche il fatto che le mascherine non siano più obbligatorie è un bel sollievo per le persone» ha affermato Paolo Fornaca, Presidente del’Associazione Amici del Grissino, in occasione dell’omonima Sagra in scena a Gassino da giovedì 12 a domenica 15 maggio. «Giovedì con polletto e patatine siamo arrivati a circa 200 coperti e oggi (venerdì per chi legge) in due ore abbiamo fatto 600 hamburger. Non abbiamo un servizio di catering qui, ma per il prossimo anno potremmo pensare di prenderlo!» ironizza Fornaca.
I partecipanti alle serate della Sagra del Grissino, effettivamente, sono stati numerosi. Così, da giovedì a domenica i due padiglioni in plasticato allestiti in piazza Antonio Chiesa, lungo Strada Circonvallazione, hanno ospitato i gassinesi, tornati a festeggiare dopo due anni di stop. Tra un panino lungo le tavolate comuni di un padiglione, o un bicchiere di birra alla spina sotto all’altro telone, tre elementi non sono mancati: i fantomatici grissini, la musica e tante, tante persone. Protagonisti del servizio ai tavoli, invece, sono stati molti giovani volontari: «la squadra che serve è costituita interamente da volontari; sono tutti ragazzi fra gli 8 e i 16 anni - spiega Mario Sabatino, vice-presidente dell’Associazione Amici del Grissino - sono tutti compagni di scuola e tramite il passaparola hanno deciso di venire a darci una mano. Ci siamo poi noi soci fondatori, il team di adulti, chi sta alla cassa e chi sul retro».
Ad animare le serate, le note di Giorgia Bertolino, l’Orchestra del Canavese e i Radio PAXI.
«La festa è bella e una cosa che mi ha stupito è che non c’è molta differenza rispetto al pre-covid, l’afflusso di gente è uguale se non maggiore - ha detto sicuro Stefano Grandini, gassinese DOC da generazioni - i grissini li compreremo, ma soprattutto domani saremo qui per la Festa dei Donatori di Sangue». L’ultimo giorno della Sagra del Grissino sarà infatti dedicato alla premiazione dei donatori, evento organizzato dalla FIDAS. Silvia Zago, chierese e donatrice premiata, ha fieramente ricordato: «domenica riceverò questo premio; anche la Festa dei Donatori era ferma da due anni per il covid. Io sono di Chieri, quindi non parliamo di grissini perché c’è la rivalità con i rubatà» dice convinta Zago, salvo concedere poco dopo: «sì sono di Chieri.. ma i grissini li compro a Gassino».
Maria Loss, altra gassinese, ha ricordato: «Festeggiare senza mascherine è un piacere, anche se in coda per la cena noi comunque l’abbiamo messa. In ogni caso - conclude scherzosa - di gente ce n’è, il cibo è buono, la musica anche e il tempo assiste… perché non festeggiare!»
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