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CIRIE'. Via Vittorio: ecco le proposte dei commercianti del Primo Isolato

CIRIE'. Ed ora che via Vittorio è pedonale, riempitela di eventi, di manifestazioni, di opportunità”.

E’ questa la richiesta dei commercianti del primo isolato, quelli del terzo lotto, dove le griglie che sbarravano il cantiere dei lavori, sono state tolte solo a settembre.

Tra chi ha fatto sentire una posizione critica alla pedonalizzazione nel corso dell’incontro con i commercianti di due settimane fa, c’erano anche loro.

Per far sentire la loro voce hanno anche avviato una raccolta firme a sostegno di quella che era una proposta concreta messa nero su bianco.

La nostra proposta - spiega Fabio Garbolino del bar Ala - era quella di provare a sperimentare una soluzione che consentisse il traffico delle auto dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 19 con delle aree di sosta shop&drive. E la chiusura del traffico durante le ore notturne e nei week-end. A corredo di questa proposta avevamo raccolto circa 550 firme, quasi quante  le firme di quanti, invece, volevano la via pedonale. Però, i giochi, ora, sono fatti. Nel corso dell’incontro che si è tenuto giovedì 6 ottobre la sindaca Devietti ha detto già le intenzioni dell’amministrazione. Via Vittorio è pedonale. Da novembre partirà la sperimentazione. E indietro non si torna”.

Un atteggiamento che è spiaciuto ai commercianti di questo tratto di via: “Speravamo potesse esserci un dialogo, che le nostre proposte potessero essere ascoltate” incalza Daniela Vollaro del negozio di intimo Due Vi.

Qui tutti sono realisti e hanno ben chiaro il fatto che indietro non si potrà tornare.

Noi commercianti del primo isolato siamo stati i più danneggiati. Prima il Covid, poi i lavori - spiegano -, ma di questo non è stato tenuto in considerazione nulla. E poi siamo nel tratto di strada meno servito dai parcheggi”.

Poi aggiungono: “L’incontro che è stato fatto a giochi fatti, avrebbero dovuto farlo prima. Invece, le uniche due occasioni nelle quali abbiamo avuto l’opportunità di parlare con l’amministrazione è stato solo per la definizione del cronoprogramma dei lavori. Null’altro”.

Corrado Magnetti, del negozio di calzature Rolle, qui su via Vittorio dal 1979. E’ un sostenitore dell’isola pedonale fin dalla prima ora: “Ho sempre sostenuto che Via Vittorio dovesse diventare pedonale. Siamo anche in ritardo. Era un salto nel buio che andava fatto quando i tempi erano migliori. Adesso, di una via vuota non ce ne facciamo nulla. Bisogna creare l’abitudine nelle persone. Per farlo occorrono eventi, manifestazioni, appuntamenti di richiamo”.

La pensa così anche Ruben Sales che in via Vittorio ha un negozio di abbigliamento dal 2018: “Mia madre ha da molti anni un negozio a Settimo Torinese sull’isola pedonale di Via Italia. Ma è un’altra cosa. E’ viva. Qui, invece, siamo in balia del nulla. Non c’è una programmazione di eventi. Eppure siamo a metà ottobre. Per novembre non c’è nulla in programma. E neppure per dicembre si sa ancora nulla. Qui, invece, servirebbero almeno due manifestazioni a settimana. Io ho aperto nel 2018, poco prima del Covid. E non posso dire che qui fosse tutto oro. Ma devono capire che arriviamo da due annate complicate. E nessuno è pronto ad un salto nel buio di questo tipo”.

Anche Monica Carollo ha un negozio d’abbigliamento qui, nel primo isolato di Via Vittorio: “L’ascolto c’è. Non possiamo dire di non essere ascoltati. E lunedì sera il sindaco ci incontrerà nuovamente. Il vero problema è che si fanno tante parole, ma poi... Non è una questione di cattiva volontà. Non è nel tornaconto di nessuno far morire la città . C’è però qualcosa che sfugge. Che non funziona. Credo che sia un problema di tipo organizzativo. Non è normale che organizzino Ciriè in Fiore nello stesso giorno in cui c’è la Festa delle Rose a Venaria. Con i risultato che lì era stracolmo... e qui quattro gatti”.

D'Agostino: "Ora è tardi, gli incontri andavano fatti prima"

Il malcontento esploso nel corso dell’incontro tra amministrazione e commercianti è il segno che le associazioni di categoria non sono più rappresentative”.

La pensa così il consigliere di opposizione Davide D’Agostino.

All’incontro le associazioni erano presenti, ma nessuno è intervenuto per parlare in nome dei propri iscritti. Ed è certo che un malcontento così non se l’aspettava nessuno.  Ciò vuol dire che i commercianti non si sentono più rappresentati. Quel che serve è un dialogo diretto con il territorio”.

I problemi, da quanto emerso nel corso dell’incontro con i commercianti, sono molti.

E’ vero, non sono 30 posti auto in più o in meno a fare la differenze. Probabilmente è più un problema psicologico, ma non si può dire “Non capisco la paura dei commercianti”. Io capisco il loro timore nel sapere che i loro clienti dovranno parcheggiare altrove. E che troveranno un bar più comodo. O non avranno voglia di pagare la sosta per andare proprio nei negozi del centro. Per svago, per una passeggiata, magari lo fanno anche. Ma se devono sbrigarsi per delle commissioni? Con i minuti contati andranno ancora in Via Vittorio? Sono domende che, a chi vive di questo, tolgono il sonno. Quello che si chiede ai commercianti è un atto di fede. Ma se poi non funziona?”.

La situazione più difficile è proprio quella del terzo lotto: “Per tutto questo tempo lì è rimasto tutto com’era. Ora di punto in bianco gli viene chiusa la strada e non ci sono neppure i benefici del periodo Covid, come i dehor gratis, di cui gli altri esercizi hanno potuto beneficiare. E’ per questo che chiedevamo una soluzione mista con pedonalizzazione nei weekend e nelle ore serali, ma apertura dalle 7 alle 19 per dare una mano ai commercianti, permettendo loro di continuare ad avere un passaggio di clientela. La scelta di andare per step, seguendo i lavori, invece non ha portato questo tratto di via ad adeguarsi. Ed ora gli si chiede di cambiare tutto da un giorno all’altro”.

“La pedonalizzazione, c’è chi l’ha vista come un’opportunità - spiega D’Agostino” e chi si sente penalizzato anche solo dal fatto che dal centro strada le vetrine non si vedono. Per questo motivo serviva una fase transitoria mista. Per permettere a tutti di adeguarsi a questo cambiamento che è sì epocale e che, se ben gestito potrebbe porta

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