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24 Maggio 2021 - 20:20
Il pretesto l’ha dato la posa di una pietra d’inciampo alla memoria di Ester Ernesta Sacerdote, del 30 aprile scorso.
Un’iniziativa dell’Anpi, sezione Boris Bradac, per rendere omaggio alla madre di Abramo e Rosa Segre, tutti deportati il 6 dicembre 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz in Polonia, da cui non fecero più ritorno.
Con la posa della pietra e di una targa commemorativa davanti alla casa, in piazza della Repubblica dove Ester Ernesta risiedeva e dove aveva il negozio di tessuti, si restituisce alla memoria la sua individualità di donna, di madre e di cittadina: i figli sono ricordati davanti al Liceo Berti di Torino, che gli stessi frequentavano, e dove nel 2019 vennero posate due pietre d’inciampo in loro ricordo.
L’occasione ha dato lo spunto al regista chivassese Loris Fiore, in arte Victor Vegan, attore, sceneggiatore e documentarista, di rispolverare un po’ di storia della nostra città.
Già nel film “La Memoria dei Giusti” del 2011, dello stesso Vegan, si ricordava l’esistenza di un ghetto ebraico in quel di Chivasso. Un ghetto in cui, fino al 1471, viveva la grande comunità ebraica della città.
Chi ha memoria di questo?
“Pochissime persone - comincia a spiegare Victor Vegan -. Probabilmente ancora meno si saà che in via della Ruta, l’attuale via Del Collegio, all’angolo con via Torino sorgeva un’antica Sinagoga: la comunità ebraica di Chivasso era molto popolosa prima che, un editto del duca Amedeo IX detto il Beato, ne sancì l’espulsione dalla città. Gli ebrei chivassesi furono così costretti ad emigrare a Casale Monferrato e, di loro, nel tempo, s’è persa la memoria”.
“Vista l’iniziativa per Ernesta Sacerdote - continua Vegan - sarebbe interessante oggi rispolverare la storia della nostra città, magari mettendo una targa sull’edificio che in quegli anni ospitava la Sinagoga e, perché no, anche dove c’era il ghetto degli ebrei. E’ importante far sapere che esisteva una comunità ebraica qui a Chivasso: l’associazione Studi Chivassesi ha raccontato nel dettaglio questa storia. Dovremmo cercare di valorizzarla un po’ di più”.
Vegan conclude lanciando una proposta: “L’Istituto San Giuseppe di via Del Collegio (oggi all’asta, ndr) potrebbe diventare un centro interculturale come ce ne sono in diverse città dell’Inghilterra e della Francia. Si potrebbe farlo diventare un punto d’incontro e di riunione di tutti i credenti della città. D’altronde Chivasso è storicamente stata, per lungo tempo, un crogiolo di culture e popolazioni diverse”.
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