No Green Pass, il settimese Marco Liccione posta su facebook una fotografia di una famiglia ebrea: “La storia si ripete, cambia la modalità”. Giovedì scorso (25 novembre) il leader del movimento No Green Pass “La variante torinese” ha protestato davanti al Comune del capoluogo: “Chi ghettizza i non vaccinati è un nazista”. “Come per gli ebrei c’era una discriminazione razziale, oggi vi è quella sanitaria per i non vaccinati”. Sostiene Marco Liccione a La Voce sulle polemiche dopo la pubblicazione della foto di una famiglia con al petto la stella di David. Intanto, la comunità ebraica sta valutando un esposto in Procura.
“Durante le leggi razziali, gli ebrei non potevano entrare in determinati luoghi, gli stessi che oggi non possono accedere sono coloro che non si sono sottoposti alla terapia genica sperimentale. Che differenze ci sono tra oggi e ieri allora? Ce lo spieghino i politici, a partire dalla senatrice Liliana Segre” ha continuato Liccione. “Ogni volta che usciva una nuova legge o una nuova restrizione…dicevamo: “Bhe… solo un’altra cosa… esploderà.” Quando abbiamo dovuto indossare la stella gialla per stare fuori…abbiamo iniziato a preoccuparci. Era troppo tardi. Svegliamoci prima che sarà troppo tardi”” ha concluso nel post.
Marco Liccione, giovedì scorso ha iniziato la sua protesta dinanzi a Palazzo di Città a Torino con un cartello con scritto: “Costituzione italiana”. Secondo il settimese con le nuove restrizioni imposte dal Governo italiano su chi non ha il Green Pass “violano la Costituzione italiana”. “Il mio accostamento di oggi era riferito al periodo delle leggi razziali e non alla Shoa in sé. Come per gli ebrei c’era una discriminazione razziale, oggi vi è quella sanitaria per i non vaccinati”.
Intanto, la Comunità ebraica di Torino sta valutando con i propri legali se presentare un esposto alla Procura nei confronti di Marco Liccione, leader dei No Green pass torinese autore di un post su Facebook in cui paragona l'attuale regime sanitario al trattamento degli ebrei all'epoca delle leggi razziali. Lo ha annunciato il presidente della Comunità ebraica di Torino, Dario Disegni.
"Dobbiamo valutare con i nostri legali se ci sono gli estremi per sporgere una querela o un esposto, lo valuteremo - dice Disegni - So che la Digos si è già mossa e che c'è un rapporto alla Procura, vedremo cosa succederà".
"Questo nuovo e vergognoso accostamento tra Green pass e crimini della Shoah non può che suscitare lo sdegno più profondo non solo della Comunità ebraica ma di tutta la società, che deve dire con forza basta a questi accostamenti inaccettabili - aggiunge Disegni -. Le istituzioni, la società civile e il sistema scolastico rafforzino i programmi e l'insegnamento per far conoscere la reale tragedia della Shoah soprattutto alle giovani generazioni. Occorre contrastare queste forme di mistificazione, di banalizzazione della Shoah per creare nelle giovani generazioni una forte coscienza civile responsabile che faccia riferimento ai valori della nostra costituzione"
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