CASTAGNETO PO. “Il teatro è una necessità che ho; è un incontro, un momento di ascolto attivo, di partecipazione e di condivisione che passa attraverso canali poco esplorati nel quotidiano. Permette di farsi trasportare dalle emozioni, fa guardare qualcosa che è finto ma che non è falso, facendoci accettare di vedere cosa c’è di vero lì” queste le parole di Amandine Delclos mentre cominciamo a parlare di teatro… il suo mondo, la sua vita.
Classe 1994, è nata in Francia, a Digione esattamente, da mamma italiana e papà francese. A circa tre anni si sono poi trasferiti a Castagneto Po. “Da piccola ero una bimba sveglia, tranquilla ma anche molto attiva, affettuosa e molto coccolata. La mia è stata un’infanzia decisamente serena. Fin da allora mi è sempre piaciuto disegnare, ma non ho mai avuto le idee chiare su cosa avrei voluto fare da grande; da quanto ricordo cambiavo idea in base a ciò a cui mi appassionavo al momento… non avevo le idee ben definite neanche al liceo… biologia, matematica, qualcosa di più artistico, volevo fare un po’ tutto” racconta Amandine sorridendo. Ma proprio il liceo ha rappresentato un momento cruciale per lei, perché è qui che si è avvicinata al teatro. “Ho frequentato il liceo scientifico ‘Isaac Newton’, è stato un periodo stupendo, dove ho incontrato dei bravissimi insegnanti e qui ho anche preso parte al laboratorio di teatro del professor Aldo Pasquero - racconta -. Ci andavano dei miei amici e il fidanzatino dell’epoca e così ho provato anche io, mentre ero al secondo anno. Il bello di questa attività era anche che ti permetteva di conoscere un sacco di persone, dato che era aperto a tutto il quinquennio. In quegli anni si cerca sempre l’appartenenza a un qualcosa e noi ci siamo ritrovati nel teatro. Inoltre aiutava a vincere paure di tipo sociale, agevolava nell’approccio con gli altri e permetteva di scoprire nuovi aspetti di noi stessi, visto che il periodo dell’adolescenza è il momento di trasformazione per eccellenza” aggiunge.
Finito il liceo Amandine Delclos si è iscritta alla facoltà di Biologia e in parallelo ha continuato con il teatro, sia recitando che come spettatrice. “La biologia mi è sempre piaciuta e l’avere due genitori che insegnano scienze mi ha influenzato, anche se in via indiretta, nella scelta. Ma non ho mai abbandonato il teatro, continuando a collaborare con il professor Pasquero e Giuseppe Morrone nel laboratorio e nel loro ‘Faber Teater’, entrando così in contatto con una realtà di professionisti. Li ho seguiti anche da spettatrice nel festival ‘Teatri di confine’, altra esperienza utilissima che mi ha permesso di vedere l’aspetto del teatro sul territorio, notando quanto creava comunità. Diciamo che ho così osservato diversi punti di vista relativi all’ambito teatrale - racconta -. Ho anche seguito le stagioni al Carignano, un teatro più classico e tradizionale, non sperimentale, ed è stato importante per capire e vedere i diversi modi di fare teatro”.
La consapevolezza di voler fare l’attrice, anche a livello di professione, è arrivata dopo due anni di stop, in cui Amandine si è resa conto che il teatro le mancava un sacco. Decise così di frequentare una scuola teatrale a Roma, della durata di un anno, un’esperienza interessante, dove è entrata in contatto con insegnanti molto competenti. Concluso il periodo di studio è tornata a casa e ha partecipato ad alcuni laboratori, a qualche workshop teatrale, ha lavorato per un po’ con il “Teatro a Canone”, con una compagnia torinese dal nome “Il Mutamento”, ha recitato una piccola parte nel film “La stanza del sorriso” ecc… diciamo che è un po’ un’attrice “ballerina”, come si definisce lei stessa, e giostra fra tutte le possibilità che le si presentano. Non ha neanche mai abbandonato il disegno e quando capita segue qualche progetto di illustrazione, cercando di far diventare anche quello un lavoro a tutti gli effetti.
Momento cruciale è stato l’incontro con Livio Viano… “In realtà ci conoscevamo già, abitando entrambi a Castagneto, ma è stato solo in quel momento che abbiamo iniziato la nostra collaborazione… appena prima del lockdown per l’esattezza - spiega -. Avrò l’onore di recitare nel suo ‘Pinocchio’, e ci sarà il passaggio di testimone fra me e Stefania Ventura, storica interprete, che ora vive in Sicilia e ha fondato lì la sua compagnia teatrale” racconta.
Amandine Delclos ci spiega che già solo l’aver capito cosa vuole fare nella vita è una grossa soddisfazione. “Il mestiere di attrice è ciò che voglio fare e ora lo sto facendo, quindi sono felice. Spero di riuscire a portarlo avanti per tutta la vita come mio lavoro, ma questo lo scoprirò solo col tempo. Ora vivo il presente” racconta sorridente.
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