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Ivrea
06 Settembre 2023 - 01:19
Il primo cittadino Matteo Chiantore non lo dice chiaro e tondo ma lo dice. Abbassando più che può il tono della voce. Cercando le parole giuste ma senza girarci troppo intorno.
"Sull'ampliamento del tunnel ferroviario sotto la città? Siamo onesti! Non abbiamo grandi spazi di manovra. Avevo proposto di evitare l'ampliamento utilizzando dei treni dotati di batteria. Non ci sono risposte. Non tanto da RFI e Regione Valle d'Aosta ma da Regione Piemonte che sarebbe quella che dovrebbe mettere mano al portafoglio per il cambiamento del parco treni...".
E poi ancora: "I lavori sono stati appaltati. I margini di ivrea del sindaco di Ivrea al momento, devo essere sincero è molto ridotto. Il progetto attuale è molto cambiato rispetto al progetto presentato un anno fa. Siamo scesi da un metro a 45 centimetri. Non comporterà più il fatto di creare dei gradini in discesa in piazza Perrone... Il lavoro invasivo comporterà la riduzione della carreggiate da due a una e questo creerà dei problemi, ma non è previsto dopio senso di circolazione in via Garibaldi...".
Per il resto Matteo Chiantore ha rinviato tutto a dopo l'incontro con RFI programmato per il 18 settembre, non tanto con l'animo di chi si aspetta delle novità, piuttosto di chi vuole dimostrare di essersi mosso come ha potuto.
Delusi e sconcertati i tanti che in campagna elettorale già se lo erano immaginato con "sciabola e feluca" a dare battaglia ad assessori regionali e dirigenti ferroviari.
E la mente va a quell'incontro con RFI organizzato alle Officine H nel marzo scorso quando si capì che l'Amministrazione comunale, sui tavoli che contano, non contava una cippa, non se lo filava nessuno.
Stonate le parole dell'allora sindaco Stefano Sertoli. Disse che da mesi si considerava “in battaglia” ma non si capì quando, come e dove si fosse messo l’elmetto. E poi in “battaglia con chi”?
Esisteva almeno una pec, una lettera, una raccomandata in cui aveva “mandato a quel paese” qualcuno? No!
La verità è che si era svegliato in ritardo. All’ultimo minuto, nonostante i tanti nostri articoli sull’argomento. Lo aveva fatto quando la Conferenza dei servizi era già stata convocata. Si era presentato al Ministero dei trasporti accompagnato dall’allora deputato Davide Gariglio del Pd e contento come una pasqua s’era fatto dare una pacca sulle spalle. Lui l’aveva ricambiata ed era finita lì, con un “marameo”!
A Sertoli glielo aveva detto chiaro e tondo, qualche giorno prima, pure il vice presidente della Regione Valle d’Aosta con delega ai trasporti, Luigi Bertschy.
Era intervenuto parlando di “occasione da non perdere”, sostenendo che l’opera fosse fondamentale per tutti e che la si doveva fare così com’era nei progetti, in buona sintesi, chiedendo agli eporediesi di digerirla nei tempi, nei modi e nella forma che “San Pnrr” vorrà.

Il vice presidente della Regione Valle d’Aosta con delega ai trasporti, Luigi Bertschy
E quando si parla di Pnrr, bene ricordare, che si fa riferimento ai 200 miliardi di spesa autorizzati dall’Europa per opere pubbliche da mettere in cantiere e inaugurare (salvo proroghe) entro e non oltre il 2026.
Guai a dire che l’elettrificazione si fa solo perchè non c’erano altri progetti già pronti su cui investire, che i disegni erano lì, in un cassetto, che stavano marcendo.
Immaginatevi la scena con Tizio che parla a Caio, seduti l'uno di fronte all'altro, nello stesso ufficio.
Uno che naviga su internet e l'altro che si mangia un panino con due fogli A4 sulla scrivania per raccogliere le briciole.
"Hai qualcosa?". “Sì! Ecco! Trovato! Facciamo questo…?”.
E poco importa se il primo progetto (riveduto e corretto) è vecchio e antiquato come il cucco (risale al 2011).
Poco importa se ci sarebbero altre soluzioni, non in ultima quella dei treni di ultima generazione con batterie al litio per evitare di sventrare la città.
All'incontro alle Officine H l’ingegnere Luca Bassani, responsabile del progetto per Rete ferroviaria italiana aveva subito messo le mani avanti: “Io mi occupo solo dell’infrastruttura…”.
Morale?
La scelta di evitare i lavori sul Lungodora con treni elettrici a batteria, bimodali o trimodali, «è politica» ma, per l’appunto, la politica non c’era. Sarebbe anche di Trenitalia che gestisce il parco mezzi attraverso accordi con le Regioni, ma anche Trenitalia (guarda caso) non c’era.
Un paio di cose però, a dire il vero, le si erano apprese e sono “cose” che ci avevano fatto tirare un mezzo sospiro di sollievo. La prima riguardava il ponte sulla statale 26 (“Si abbasseranno i binari e non si rialzerà la strada”), la seconda che i lavori sul lungodora, su via Riva e piazza Perrone, procederanno a tappe. Prima una corsia. Poi la seconda corsia. Infine il marciapiede.
“Ci vorranno circa sei mesi… e si comincia nel 2024” aveva rimarcato Bassani. Poi, come tutti sappiamo, i 6 mesi è facile che diventino 8 o anche 10, o anche di più.
Qualche settimana dopo si è poi saputo che Sertoli aveva ottenuto l'inizio dei lavori a dopo il Carnevale del 2024 ma anche che nessuno gli aveva garantito che tutto sarebbe terminato entro il Carnevale del 2025.
Nella skyline che verrà si vede un strada che diventa collinetta, s’alza e poi degrada a partire dalla fontana di Camillo Olivetti e sino alla fine di piazza Perrone che, insieme alla casa delle sorelle Rodda (poverette loro) si infossa di circa un metro rispetto al piano stradale.
Tra il pubblico gli attuali assessori comunali Massimo Fresc e Francesco Comotto con il dito puntato su un progetto per niente definitivo e con parecchie “imprecisioni” ma anche l'allora candidato a sindaco del centro sinistra Matteo Chiantore con il fare da “Braveheart” e tutto concentrato sui treni elettrici a batteria e sulla “vetustà” del progetto nel suo insieme che “non teneva conto del progresso tecnologico che c’è stato in altri Paesi come la Germania”.
Altro capitolo l'elettrificazione su tutta la tratta che andrà avanti per 2 o 3 anni con la chiusura della linea ferroviaria
Che cosa sono 2 o 3 anni di disagi ferroviari per chi non li subirà?
Morale? A pochi mesi dall’inizio dei lavori non si sa ancora nulla.
Non si sa, tra le altre cose, o non si è ancora capito, in che modo si agevoleranno i pendolari.
E non si sa - e non lo può prevedere nessuno - quanto incideranno sulla vita dei cittadini i numerosi cantieri e il movimento di camion che ne seguirà.
Tant’è!
Così è se vi pare... Avrebbe detto Pirandello.
Tutto qui? Tutto qui! E le barricate che il neo eletto sindaco Matteo Chiantore e i due assessori avevano promesso in campagna elettorale? Ci aveva convinto che avrebbe piegato tutti alla forza delle idee e ai ragionamenti logici.
Peccato che alle parole non sia seguito nulla di formale (o almeno non ci risulta), neanche uno straccio di ricorso al Tar o una lettera di “insulti”. Le avesse scritte e non ne avessero dato notizia sarebbe ancora peggio, considerando che è proprio con la voce grossa che a volte certe situazioni si modificano.
Insomma, per il momento, nè più e nè meno di quel che ci si sarebbe aspettati da un Sertoli qualsiasi.
Parliamo, infine, delle compensazioni già approvate da Rfi? Parliamone!
Facevano riferimento ad una nuova passerella sulla Dora che porta al Canoa e alla risistemazione di tutti i locali sottostanti il lungodora a cominciare dall’ex Tipografia. Quest'ultima opera pare però sia saltata dopo uno scontro con i proprietari.
C’è qualche novità? Boh!
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