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TORRAZZA. Il Coronavirus non ferma Amazon. Cirio: "Segnalerò al servizio sanitario"

TORRAZZA. Il Coronavirus non ferma Amazon. Cirio: "Segnalerò al servizio sanitario"

Alberto Cirio, presidente della Regione

Il Coronavirus non ha fermato la produzione nel polo Amazon di Torrazza Piemonte. Nessun reparto isolato, nessuno stop alla distribuzione. Da mercoledì, quando è stato confermato il caso di un lavoratore risultato positivo al virus, nulla è cambiato nei ritmi dello stabilimento. "Chi non se la sente può stare a casa" hanno fatto sapere dall'azienda, ma la paura tra i dipendenti è tanta. E l'invito è stato accolto da chi ha potuto. Ma questo atteggiamento, quello di dire "Fate come volete, noi andiamo avanti" non è piaciuto affatto ai lavoratori. Tanto meno al mondo della politica. Il consigliere regionale Pd Alberto Avetta storce il naso: "Amazon è una realtà importante. I cittadini, che poi sono anche clienti, si aspettano massima serietà e rispetto delle regole. Non ho argomenti per dire che che non lo abbiano fatto, ma è un momento delicato. Oggi più che mai occorre trasparenza. L'azienda deve dare risposte chiare per allontanare ogni paura dai lavoratori e ogni sospetto dai cittadini. Ora deve garantire massimo rispetto delle regole e trasparenza". E proprio sulle regole interviene il presidente della Regione Alberto Cirio: "Il fatto che ci sia stato un caso in un'azienda non implica necessariamente la sua chiusura. La Regione Piemonte non ha chiuso quando il suo Presidente è risultato positivo al test. Verificherò che il sistema sanitario abbia adottato tutte le misure del caso. Questa è l'unica misura dovuta". Sul piede di guerra la consigliera del M5S, Francesca Frediani: "Quanto sta avvenendo al centro Amazon di Torrazza è grave. La Regione Piemonte non può continuare ad ignorare questo e molti altri casi, deve mandare un segnale chiaro: la tutela della salute viene prima delle esigenze produttive". Perplessa la presidente provinciale di Ascom: "Ascom fin dall’inizio ha chiesto regole uguali per tutto il commercio no food Il governo seppur nelle numerose incertezze è stato molto chiaro nel ritenere il commercio On Line libero da divieti. Mi chiedo come un Govereno possa svendere le proprie imprese a favore delle multinazionali che peraltro non pagano tasse in Italia".
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