Ha sostanzialmente tenuto, davanti al giudizio della Sesta sezione penale della Cassazione, il verdetto di appello del filone principale del processo 'Minotauro' sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in alcuni comuni dell'hinterland torinese.
La Suprema Corte ha infatti confermato le condanne definitive per 23 imputati - tra i quali Nevio Coral, ex sindaco di Leini, uomo 'forte' del centrodestra, condannato a 8 anni per concorso esterno - e ha disposto alcuni annullamenti con rinvio. Gli 'ermellini' hanno inoltre derubricato l'accusa di voto di scambio in quella meno grave di reato elettorale per Giovanni Macrì, difeso dal professore Francesco Dassano, e per effetto estensivo anche nei confronti di Antonino Battaglia, l'ex segretario comunale di Rivarolo. Per questi ultimi due, la pena dovrà essere rideterminata dalla Corte di Appello di Torino che aveva pronunciato il verdetto di secondo grado il 28 maggio del 2015 nei confronti di circa 45 imputati.
Uno solo degli imputati, Giuseppe Mastromatteo, è stato assolto dalla Cassazione "per non avere commesso il fatto".
Per Saverio Napoli, sono state annullate le sentenze di primo e secondo grado con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Torino.
Un nuovo dibattimento d'appello si terrà nei confronti di Domenico Agresta, Salvatore Demasi (il boss accusato di essere l'interlocutore di alcuni politici), Valerio Ierardi, Rosario Marando, Giuseppe Nirta e Portolesi Domenico: è l'effetto di un verdetto delle Sezioni Unite dello scorso 28 aprile che impone di riascoltare in aula le dichiarazioni dei 'pentiti' che hanno portato alle condanne ribaltando i proscioglimenti di primo grado.
Per Benvenuto Praticò diviene definitiva e "irrevocabile" la condanna, eccetto in relazione ai reati di cui ai capi 63 e 64. La relativa pena sarà rideterminata dalla Corte di Appello di Torino che dovrà fare la stessa cosa, al ribasso, per Marco Zingarelli al quale è stata tolta l'aggravante del metodo mafioso.
Oltre alla condanna per Coral, sono diventate definitive - per effetto del verdetto emesso la scorsa settimana dalla Sesta sezione penale, presieduta da Franco Ippolito - anche le condanne per Bruno Trunfio, ex assessore del Comune di Chivasso, per Nicodemo Agostino, Vittorio Bartesaghi, Gaetano Cortese, Vincenzo Femia, Nicodemo Ientile, Nicola Macrina, Stefano Modafferi, Antonino Occhiuto, Antonio Papalia, Vito Pollifroni, Antonio Romano, Natale Romeo, e Giovanni Vadalà.
Tutti i loro ricorsi sono stati "rigettati". Tutti sono stati condannati a pagare le spese processuali e a rifondere all'Associazione 'Libera' di don Ciotti, costituitasi parte civile con l'avvocato Enza Rando, oltre settemila euro di spese processuali.
Sono stati invece dichiarati "inammissibili", con condanna definitiva, i ricorsi di Cosimo Arena, Francesco Direda, Franco Lo Surdo, Francesco Napoli, Antonio Pagliuso, Bruno Raschillà e Stella Raso: ciascuno di loro deve pagare 1.500 euro alla Cassa delle Ammende.
E' stato dichiarato inammissibile anche il ricorso del Procuratore generale di Torino contro le assoluzioni di Giuseppe Camarda, Cosimo Catalano, Vincenzo Ciano, Vincenzo Commisso, Vincenzo Antonio Fazari, Angelo Giglio, Valerio Ierardi, Giuseppe Mangone, Antonio Marando, Gaetano Napoli, Aldo Nigro, Antonino Occhiuto, Giovanni Turrà, Antonino Versaci e Francesco Ursino.
Parte civile nel processo si sono costituite anche la Regione Piemonte, la provincia di Torino, il Comune di Torino, i comuni di Volpiano, Leini, Chivasso e Moncalieri.
NEVIO CORAL: L’ ex sindaco di Leinì è stato arrestato dai carabinieri nella sua abitazione dopo la sentenza della Corte di Cassazione che lo ha condannato a 8 anni per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta Minotauro. Il provvedimento è stato spiccato dalla procura generale di Torino. Deve ancora scontare 6 anni, 5 mesi e 26 giorni.
BRUNO TRUNFIO; 46 anni, ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Chivasso, già segretario dell’Udc cittadino, condannato a 7 anni in via definitiva. I carabinieri lo hanno cercanto ovunque e lui si è costituito ad una stazione dei carabinieri della Ligura nel pomeriggio di martedì 17 maggio.
ANTONINO BATTAGLIA. Gli 'ermellini' hanno derubricato - per Battaglia e per Giovanni Macrì - l'accusa di voto di scambio in quella, meno grave, di violazione del decreto del 1960 in materia di elezioni, ordinando un nuovo passaggio in Corte d'appello. I difensori avevano sottolineato che non si poteva trattare di voto di scambio perché non vi era stata una dazione di denaro. "E' quello che abbiamo sempre sostenuto. E adesso siamo contenti che la Cassazione abbia accolto la nostra tesi". Così l'avvocato Franco Papotti, difensore dell'ex segretario comunale di Rivarolo Antonino Battaglia, ha commentato la sentenza.
Assolto
Mastromatteo Giuseppe (2 anni e 2 mesi)
Tornano in Corte d’appello
Battaglia Antonino, Rivarolo 3 anni
Macrì Giovanni, Valperga 3 anni
Agresta Domenico, Volpiano 5 anni
Demasi Salvatore, Rivoli 12 anni
Ierardi Valerio, Pont Canavese 1 anno e 10 mesi
Marando Rosario, in carcere a Spoleto 4 anni
Nirta Giuseppe, Lloret de Mar (Spagna) 3 anni e 8 mesi
Portolesi Domenico, Turbigo (Mi) 7 anni
Praticò Benvenuto, Pavarolo 13 anni
Zingarelli Marco, Settimo Torinese 2 anni e 2 mesi
Torna in tribunale di 1° grado
Napoli Saverio, Torino 12 anni
Condanne diventate definitive
Agostino Nicodemo, Cuorgnè 8 anni
Bartesaghi Vittorio, Nole Canavese 3 anni
Coral Nevio, Leini 8 anni
Cortese Gaetano, Rivoli 5 anni
Femia Vincenzo, Torino 6 anni e 6 mesi
Ientile Nicodemo, Sant’Ambrogio 5 anni e 6 mesi
Macrina Nicola, San Benigno 9 anni
Modafferi Stefano, Torrazza P.te 7 anni
Occhiuto Antonino, Salassa 2 anni e 8 mesi
Papalia Antonio, Torino 7 anni
Pollifroni Vito, Platì (RC) 5 anni e 6 mesi
Romano Antonio, Torino 7 anni
Romeo Natale, San Giusto 10 anni
Trunfio Bruno, Torrazza 7 anni
Vadalà Giovanni, Chivasso 7 anni e 4 mesi
Ricorsi inammissibili
Arena Cosimo, Torino 8 anni e 6 mesi
Direda Francesco, Cerignola (Fg) 2 anni e 4 mesi
Lo Surdo Franco, Piossasco 3 anni e 3 mesi
Napoli Francesco, Torino 8 anni e 6 mesi
Pagliuso Antonio, Vignola (Mo) 3 anni
Raschillà Bruno, San Francesco al campo 7 anni
Raso Stella,Torino 2 anni e 9 mesi
Nel marzo 2015 le prime 48 condanne per gli imputati del “rito abbreviato”
Le prime 48 condanne per le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Torinese erano diventate definitive nel marzo del 2015 con la decisione della Corte di Cassazione di respingere la richiesta della Procura generale, per un nuovo processo.
Una sentenza storica, che oltre a confermare l’impianto accusatorio della Procura di Torino, certificò – per la prima volta – l’esistenza della ‘Ndrangheta in provincia di Torino.
Non una presenza sporadica, ma una vera e propria organizzazione, articolata in otto locali, con ramificazioni in numerosi settori.
La sentenza di quella Corte presieduta da Antonio Esposito, arrivò dopo 24 giorni di riflessione e otto ore di camera di consiglio.
Riguardava gli imputati che si erano avvalsi del rito abbreviato e che erano stati condannati in appello. Tra questi il boss di Cuorgnè, Bruno Iaria, 13 anni di reclusione.
I primi arresti definitivi
In linea con la decisione della Corte, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, in collaborazione con i militari dei reparti territorialmente competenti (Torino, Reggio Calabria, Ivrea, Locri e Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), vennero subito eseguiti, 16 arresti, ma dei 48 condannati, molti preferirono evitarlo consegnandosi spontaneamente e qualcuno, peraltro, si trova già in carcere.
Restò fuori Giuseppe Racco, figlio di Natale Racco, residente a Prascorsano e condannato a 5 anni e 5 mesi. Rifugiatosi a Santo Domingo si costituirà due anni dopo, nel dicembre del 2015, ai carabinieri di Cuorgnè.
La Corte, in quell’occasione riformò anche due decisioni prese nel rito abbreviato: l’assoluzione di Giuseppe Trunfio e la condanna di Vito Marco Candido.
L’INCHIESTA
L’inchiesta Minotauro è stata la più articolata condotta dalla procura di Torino e dai carabinieri sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta al Nord. Cinque anni di controlli, intercettazioni e altre attività investigative sfociati, nel giugno 2011, in 150 arresti. In un solo caso, quello dell’ex sindaco di Leinì Nevio Coral – condannato definitivamente a 8 anni - era stata accertata anche l’appartenenza all’organizzazione di esponenti politici. In altri casi erano emersi soltanto contatti di politici, risultati poi sempre avvenuti in buona fede, con esponenti delle cosche.
Oltre al Comune di Leinì, era stato sciolto per infiltrazioni mafiose anche Rivarolo Canavese.
Tutto era cominciato nel 2006, in una cella del braccio C del carcere delle Vallette.
C’è Rocco Varacalli, corriere di droga della Locride. Vuole parlare con i pm e dire tutto quello che sa della ‘ndrangheta.
Diventerà il pentito numero UNO. Racconterà 20 anni di mafia in Piemonte e a Torino si decide così di unificare tre indagini: Minotauro, Canavese Connection e Signorina a Venaria.
L’8 giugno del 2011 scattano le manette per 153 presunti affiliati, appartenenti a nove locali.
C’è Bruno Iaria, boss di Cuorgnè. C’è Pasquale Trunfio figura di spicco del locale di Chivasso.
Agresta Antonio 10 anni 1 mese
Alì Rocco 2 anni
Barbaro Giuseppe, 3 anni e 4 mesi
Belcastro Valerio 4 anni e 4 mesi
Bernardo Leonardo 6 mesi
Caglioti Salvatore 8 anni
Callà Vincenzo 6 anni e 8 mesi
Callà Nicodemo, 2 anni e 8 mesi
Callipari Michele, 6 anni e 4 mesi
Camarda Nicodemo 5 anni e 2 mesi
Candido Vito Marco 7 anni
Capece Cosimo 7 anni
Cento Filippo 5 anni
Ciccia Antonio, 3 anni e 2 mesi
Cincinnato Luigi, 3 anni, 7 giorni
Crea Adolfo 10 anni e 1 mese
Crea Aldo Cosimo 8 anni e 8 mesi
Cufari Paolo, 8 anni e 8 mesi
Currà Fortunato, 4 anni, 14 giorni
D’Agostino Francesco (cl. 59) 5 anni e 4 mesi
D’Agostino Francesco, 7 anni
D’Agostino Pasquale 6 anni
Del Grosso Cenzina 9 mesi e 15 giorni
Del Grosso Matteo 11 mesi
Fazari Giuseppe 8 anni
Giorgio Francesco 9 anni e 8 mesi
Gorizia Domenico, 3 anni,7 giorni
Iaria Bruno Antonio 13 anni
Iaria Giuseppe, 2 anni, 10 mesi
Iervasi Vincenzo, 2 anni, 9 mesi
Lino Antonio 6 anni
Lo Surdo Giacomo 8 anni e 1 mese
Lombardo Cosimo (cl. 55) 6 anni e 8 mesi
Lombardo Cosimo , 5 anni
Macrina Valter, 3 anni
Marando Francesco, 3 anni, 5 mesi
Maiolo Pasquale 5 anni
Natale Domenico, 2 anni, 10 mesi.
Perre Francesco 8 anni
Pollifroni Bruno 5 anni
Raghiele Rocco 6 anni
Rizzi Antonio 2 anni
Tamburi Domenico 5 anni
Tamburi Nicolino 4 anni e 8 mesi
Trimboli Natale 8 anni e 10 mesi
Trunfio Pasquale, 8 anni e 8 mesi
Valentino Carmelo 3 anni e 4 mesi
Zucco Urbano 6 anni.
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