Fa caldo. Tanto. E la 9 Miglia Alladiese si decide lì, prima ancora che negli ultimi chilometri.
Ad Agliè, sotto un sole da quasi estate e con temperature attorno ai 30 gradi, è Emanuele Ladetto a prendersi tutto. Vittoria netta, costruita con pazienza e poi chiusa senza lasciare spazio a repliche: 51’18” sui 14,970 chilometri del percorso, un tempo che vale ancora di più se letto dentro quelle condizioni.
La gara si spezza dopo il quinto chilometro. È lì che Ladetto cambia passo e scava il solco. Dietro provano a reggere, ma il margine cresce metro dopo metro. Andrea Vittoni chiude secondo in 51’53”, a 35 secondi. Terzo Antonio Giardiello in 52’30”, completando un podio che racconta bene il livello della competizione.
Appena fuori, una fila compatta ma già staccata: Cristian Nurri (53’02”), Giampiero Chiocchi (53’20”), poi Michele Belluschi, tra i favoriti della vigilia, che paga qualcosa e chiude sesto in 54’00”.
Non è solo una questione di gambe. È gestione. È testa. È capire quando forzare e quando resistere. E Ladetto, in una giornata così, ha fatto tutto nel momento giusto.
Tra le donne, il segnale è altrettanto chiaro. Elisa Viora è l’unica a scendere sotto l’ora: 59’54”. Un riferimento netto. Dietro, Emma Giaccone si ferma a 1’00”57, poi Debhora Li Sacchi completa il podio in 1’01”55.
Numeri che dicono molto anche oltre i primi posti. Gli arrivati sono 367 su 386 iscritti, segno di una gara selettiva, dove il caldo ha pesato davvero.
Eppure la partecipazione resta alta, segno che la 9 Miglia Alladiese non è solo una gara: è un appuntamento radicato, che tiene insieme agonismo e territorio.
Le società più presenti confermano il quadro: Podistica Torino, Equilibra Running Team, Team Peretti. Dietro quei numeri ci sono gruppi, allenamenti, chilometri condivisi. E soprattutto una comunità che continua a rispondere.
Poi c’è tutto il resto, che spesso non entra nei tempi ufficiali: i volontari lungo il percorso, l’organizzazione del Team Peretti, il legame con la memoria di Daniele Ferrando. È anche da lì che passa la riuscita di una manifestazione così.
Il risultato, alla fine, è semplice da leggere: una gara dura, selettiva, vera.
E un vincitore che non ha aspettato l’ultimo sprint. Ha deciso prima. E non si è più voltato indietro.