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Salvatore Adernò: dal cuore di Noto a Torino, il siciliano che fa volare il bastone fino ai palcoscenici mondiali del twirling

Scopre il twirling quasi per caso a sette anni e trasforma quella scintilla in una straordinaria carriera internazionale fatta di medaglie, viaggi e sacrifici; oggi, atleta, tecnico e giudice, trasmette la sua passione alle nuove generazioni e porta l’Italia ai massimi livelli mondiali

Torino

Salvatore Adernò 26 anni

C’è un momento, nella vita di ogni atleta, in cui lo sport non è più solo uno sport.

Per Salvatore “Salvo” Adernò, 26 anni, originario di Noto (Siracusa), lo sport è diventato presto qualcosa di più di una semplice disciplina: è identità, respiro, casa. Aveva sette anni quando, quasi per caso, mentre aspettava la madre fuori da una palestra, si imbatté in uno sport poco conosciuto ma destinato a cambiargli la vita: il twirling. Da quel giorno, quel bastone non lo ha più lasciato, fino a diventare uno degli atleti italiani più forti a livello internazionale.

«All’epoca facevo pattinaggio a rotelle – racconta Salvo – mia mamma tardò a venirmi a prendere e io rimasi lì ad aspettare. Dopo di noi si allenava il twirling. L’ho scoperto così».

All’inizio non è stato semplice. Il twirling, soprattutto anni fa, era considerato uno sport prevalentemente femminile e anche la sua famiglia era titubante. Poi la scoperta che l’allenatore della società era un uomo e la decisione di provarci hanno segnato la sua storia. «All’inizio i miei erano un po’ titubanti, perché era visto soprattutto come uno sport femminile. Poi abbiamo scoperto che l’allenatore era un uomo e mi sono iscritto. Da lì non ho più smesso», ricorda.

Il twirling è una disciplina elegante e durissima: unisce ginnastica, danza e coreografia e richiede precisione assoluta, concentrazione e sangue freddo. Il bastone viene lanciato fino a 16-18 metri mentre l’atleta esegue acrobazie spettacolari: un errore di un secondo può compromettere mesi di lavoro. Servono palazzetti alti, allenatori preparati e dedizione. Tutto ciò che, nel Sud Italia, per Salvo era difficile trovare.

Il vero salto arriva a vent’anni. Dopo anni di viaggi mensili dal Sud al Nord per allenarsi, Salvatore lascia la Sicilia e si trasferisce a Torino, dove può finalmente dedicarsi al twirling a tempo pieno. «A 20 anni, dopo aver finito la scuola, ho deciso di trasferirmi in Piemonte perché giù non avevo grandi prospettive di carriera agonistica. Però venivo già qui dal 2011: una volta al mese salivo per quattro giorni per allenarmi con il mio allenatore», racconta. Torino diventa così la sua base: qui si allena, gareggia, cresce e costruisce una carriera internazionale.

Dal primo allenamento alla Nazionale italiana

La carriera di Salvo è un percorso tra categorie e livelli agonistici. Ha iniziato in serie D, il livello promozionale, e passo dopo passo è salito in serie C, serie B e poi, nel 2011, in serie A. Quello stesso anno entra nella Nazionale italiana di twirling, dove milita tuttora.

Da 15 anni partecipa a gare internazionali, europee e mondiali, accumulando esperienza e prestigio: ogni stagione un Europeo o un Mondiale, ogni competizione un tassello in più.

Gare, medaglie e traguardi

Il palmarès di Salvatore è ricco. A livello individuale:

  • bronzo al Campionato Europeo 2013 e 2015 (categoria Junior);

  • bronzo al Campionato Europeo 2023 (categoria Senior);

  • quarto posto ai Mondiali 2016, con piazzamenti tra il settimo e l’ottavo posto nelle altre edizioni.

In duo e coppie, Salvo ha gareggiato con compagni maschi e femmine: nel 2012 nel duo maschile, nel 2017 nel duo misto, nel 2025 nel duo conquistando l’argento al Campionato Europeo e puntando alla qualificazione per il Mondiale.

Nei team e nei gruppi coreografici, la sua squadra ha ottenuto risultati importanti: oro agli Europei 2023 e 2025; argento ai Mondiali 2025 di Torino, alle spalle del Giappone; due quarti posti ai Mondiali precedenti.

Ogni lancio, ogni rotazione, ogni acrobazia è frutto di anni di allenamenti durissimi, sacrifici e dedizione.

L’ansia prima della gara e la forza di non mollare

Dietro le medaglie ci sono anche momenti difficili: gare perse, aspettative disattese e fatica. «Quando le cose non vanno come vorrei – confida – è la passione che mi aiuta a non mollare. Ho fatto di questo sport la mia vita: sono atleta, tecnico, giudice. Mi ricordo sempre perché ho iniziato e quanti sacrifici ho fatto. Non mi va di mollare».

Prima delle gare l’emozione è forte e l’ansia c’è, soprattutto in competizione. «Per un’esibizione no, perché mi piace farmi vedere. Prima di una gara, invece, un po’ di ansia arriva sempre. Ho i miei rituali, cerco di farmi forza, i miei tecnici mi aiutano. E alla fine, in qualche modo, si supera».

Oggi Salvo non è solo atleta, ma anche aiuto allenatore: segue giovani talenti e trasmette la sua passione alle nuove generazioni.

Se il twirling potesse parlare, cosa direbbe di lui? «Direbbe che sono cambiato tanto – racconta – che mi ha insegnato disciplina. È questo che mi ha dato più di tutto».

Lo sguardo al futuro: Mondiali e nuove sfide

I suoi obiettivi restano gli stessi: competere ai massimi livelli. Nel 2026 il traguardo è il Campionato Mondiale di agosto. La qualificazione nel duo passerà da tre gare decisive: fine marzo a Cantalupa (Piemonte), fine aprile a Padova, fine maggio in Sicilia.

Con il Team Italia, invece, non servirà qualificarsi: la squadra nazionale sarà direttamente al Mondiale. «Con il team l’obiettivo è la medaglia. Qualsiasi colore va bene».

La storia di Salvatore Adernò è fatta di coraggio, sacrificio e perseveranza: notti in palestra, chilometri tra Sicilia e Piemonte, delusioni e trionfi. Dimostra che con talento, disciplina e passione anche un giovane siciliano può arrivare ai massimi livelli mondiali e diventare fonte di ispirazione.

Oggi Salvo continua a volare con il bastone tra le mani, portando in alto il nome dell’Italia, della Sicilia e di Noto. La sua missione va oltre la competizione: far conoscere il twirling e dimostrare che non ha genere né confini, trasmettendo energia a chi lo guarda.

«Ogni gara è un’emozione nuova – racconta – e ogni lancio del bastone è un messaggio: se credi in ciò che ami, puoi farlo volare fino al cielo». E mentre il bastone sale alto, Salvo continua a fare quello che ha sempre fatto: credere, resistere e volare.

 

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