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Settimo Torinese
29 Novembre 2022 - 00:22
Enrico Cocciulillo con il presidente Rotary Settimo Tommaso Capello
Le cose più si amano e più si ha paura di perderle.
È l’incipit del nuovo libro di Enrico Cocciulillo “Le Cose” che si è presentato alla conviviale del Club Rotary Settimo, martedì 22 novembre, presso il ristorante da Sergio in via Brescia 6, a Settimo
Enrico Cocciulillo è laureato in sociologia e diplomato alla scuola di Giornalismo “Carlo Chiavazza” di Torino. Giornalista freelance e consigliere nazionale della Federazione della Stampa. Dal 2014 al 2019 membro della Giuria Esecutiva Federale della FNSI.
“Le Cose” è un libro, o meglio un saggio, ricco di stimoli e curiosità. Un saggio che pone delle riflessioni sull’adimensionalità del termine e si posiziona nel tempo e nello spazio per arrivare al gioco del divino e dell’umano. Un gioco che crea “Le cose”, ci si affeziona e le distrugge o le lascia andare. Non è un saggio semplice, perché comporta l’accettazione che alla fine tutto possa essere e divenire discutibile. Le cose ci appartengono e sono attorno a tutti noi. Le cose si usano e si lasciano. Siamo in un mondo di cose.
“Le cose da dire sono tante ed ancora più sono le cose da fare -ha detto Enrico - ci sono cose però che hanno come unica radice l’amore vero, che non conosce prezzo. La custodia delle cose, come la scarpa del proprio amato morto in guerra che si vuole conservare, la cosa è quindi la persona amata, la cosa diventa persona. Le cose dipendono dall’uomo che le pensa, le crea e le disfa, così l’uomo dipende dalle cose che ha creato, le quali a loro volta creano il modo di vivere dell’uomo. Possono dominarlo e distruggerlo, quasi avessero in sé la capacità di pensare e di agire”.
A moderare l’incontro è stato Tommaso Capello, presidente del Rotary Club Settimo, che ha espresso verso l’autore i propri complimenti per l’acutezza del suo scritto, mettendo il lettore nella posizione del dubbio. Un dubbio da cui è difficile, ma non impossibile, uscirne.
“È libro che gioca sul filo del dramma smorzato dall’ironia -ha aggiunto Tommaso Capello -che Enrico sa applicare con la giusta misura. Perché diviene interessante vedere come si può usare il sostantivo cose e conoscere quali termini maggiormente indicati possono sostituire la generalità del sostantivo che dà nome al libro”.
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