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Rivoli, ex scuola di Bruere nel degrado: timori per accessi abusivi e rifiuti

Fratelli d’Italia chiede interventi urgenti: «Serve sicurezza e un progetto sul futuro dell’area»

Rivoli, ex scuola di Bruere nel degrado: timori per accessi abusivi e rifiuti

Rivoli, ex scuola di Bruere nel degrado: timori per accessi abusivi e rifiuti

Un edificio lasciato al tempo, tra abbandono, degrado e rifiuti. A Rivoli torna sotto i riflettori la situazione della ex scuola di via Bruere 261, nella frazione Bruere, da anni inutilizzata e oggi al centro di nuove segnalazioni da parte dei residenti.

A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, che parlano di una struttura ormai compromessa e di una situazione che rischia di peggiorare. Secondo quanto riferito, negli ultimi tempi alcune persone sarebbero state viste all’interno dell’edificio, segno di possibili accessi non autorizzati. Un elemento che aumenta la preoccupazione nel quartiere, dove cresce il timore che l’area possa trasformarsi in un punto di ritrovo incontrollato o addirittura in uno spazio soggetto a occupazioni abusive.

Il quadro descritto è quello di un immobile in condizioni critiche, con segni evidenti di incuria. A rendere ancora più delicata la situazione è la presenza, nel cortile, di un capanno pieno di immondizia, che pone anche un problema di tipo ambientale e sanitario. Da qui la richiesta, avanzata dai consiglieri Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris, di una bonifica immediata e di interventi strutturali per mettere in sicurezza l’edificio, a partire dalla chiusura degli accessi e dalla messa in sicurezza delle finestre.

Ma il tema va oltre l’emergenza. La vicenda della ex scuola di Bruere riporta al centro una questione più ampia: la gestione degli immobili pubblici dismessi. Strutture che, in assenza di un progetto chiaro, rischiano di diventare simboli di degrado urbano e di perdita di valore per interi quartieri.

È proprio su questo punto che si concentra la richiesta politica: capire quale sia il destino dell’area. L’amministrazione intende vendere a privati o esiste un piano di recupero per restituire lo spazio alla collettività? Una domanda che, secondo i consiglieri, è condivisa da molti cittadini e che merita una risposta chiara.

Nel frattempo, resta l’urgenza di intervenire. La messa in sicurezza dell’edificio e la pulizia dell’area rappresentano i primi passi per evitare che la situazione degeneri ulteriormente. In gioco non c’è solo il decoro urbano, ma anche la sicurezza percepita e la qualità della vita dei residenti.

La vicenda di Bruere si inserisce in un contesto più ampio che riguarda molte realtà del territorio torinese, dove edifici pubblici inutilizzati attendono una nuova destinazione. Senza interventi, il rischio è che questi spazi continuino a deteriorarsi, diventando punti critici difficili da recuperare.

Per ora, la richiesta è chiara: agire subito e definire una visione per il futuro.

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