Un nuovo sito internet, per essere al passo con i tempi, e una edizione cartacea rinnovata, che unisce due testate nello stesso fascicolo. I settimanali della diocesi di Torino, La Voce del Popolo e Il nostro tempo, oltre duecento anni di storia in due, si fondono per dare vita a una operazione "unica nel suo genere". Ambizioso l'obiettivo: combattere la crisi dell'editoria, che colpisce anche il mondo cattolico, e 'stanare' lettori non abituali continuando ad offrire un punto di vista originale.
"La chiesa deve vivere il suo tempo", ha detto oggi l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, presentando la nuova iniziativa editoriale. "Crediamo molto nell'informazione e nella comunicazione - ha sottolineato - e con i nostri giornali cerchiamo di dare un contributo alla società. Le persone hanno bisogno di messaggi positivi, di racconti di vita reale e di conoscere le potenzialità del messaggio cristiano".
Il nuovo sito internet è online da oggi, all'indirizzo www.lavocedeltempo.it, mentre il primo numero del settimanale 'unificato' uscirà il primo gennaio. La Voce del Popolo su un fronte, il nostro tempo sull'altro. In tutto 40 pagine, anziché le 24 ciascuna delle due edizioni separate. Le due testate manterranno le rispettive vocazioni - più popolare e legata al territorio quella de La Voce del Popolo; più culturale, di approfondimento e di carattere nazionale, Il nostro tempo - ma è unica anche la redazione. In tutto sette giornalisti, compresi i direttori delle due storiche testate, Luca Rolandi (la Voce del Popolo) e Paolo Girola (Il nostro tempo).
Numerose le firme prestigiose che collaborano al nuovo formato: da Ernesto Auci, ex direttore de il Sole 24 Ore, al sociologo Franco Garelli, dal professore universitario Giorgio Chiosso a Rodolfo Bosio, anche lui ex firma de il Sole 24 Ore, e Franco Chittolina.
"Si tratta di una fusione unica nel suo genere in Italia - ha sottolineato Girola -. Una scommessa, ma noi crediamo ci sia un pubblico che, oltre a quello abituato a leggere questi due fogli, va stanato". Unico è anche l'editore, la Prelum Srl, al 100% di proprietà della Diocesi. "Crediamo molto in questo progetto - conclude l'ad, Alessandro Battaglino - per altro molto atteso dai nostri lettori e non solo. La raccolta pubblicitaria, in questi mesi, è già aumentata del 7%". La tiratura resterà invariata: "Attualmente - ha spiegato Battaglino - è di 4 mila copie per ognuno dei due giornali", la maggior parte venduti tramite abbonamento o nelle chiese.
"All'inizio ne stamperemo quindi 8 mila - ha concluso - ma ci auguriamo, e attendiamo, diventino presto molte di più".
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