Cerca

TORINO. Slot illegali, sequestrati falsi apparecchi anti-ludopatia

TORINO. Slot illegali, sequestrati falsi apparecchi anti-ludopatia

SLOT MACHINES

Venivano presentati come fantomatici 'dispositivi medicali contro la ludopatia', ma erano slot machine illegali, molto più pericolose di quelle comuni. Una giocata durava infatti due secondi, la metà del tempo di una 'giocata tradizionale', per favorire la dipendenza dal gioco d'azzardo. La truffa è stata scoperta grazie alle indagini condotte dalla Guardia di finanza di Torino e dalla Squadra mobile di Torino, Vercelli e il Servizio Centrale Operativo di Roma. Centinaia di videoslot sono state sequestrate in Piemonte, Calabria, Emilia Romagna e Toscana e cinque persone sono state indagate a vario titolo per frode, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, nonché vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Gli apparecchi venivano prodotti da una società con sede in provincia di Reggio Calabria e di fatto amministrata da Franco Femia, 60enne già noto per affari nel gioco d'azzardo e vicino ad ambienti della criminalità organizzata calabrese. 'Gold. Vinci ludopatia' era scritto sulle slot. Uno specchio per le allodole. "Non solo non esistono slot machine curative - spiegano gli esperti dell'Asl To3 che hanno fornito agli inquirenti una valutazione scientifica dei dispositivi - Ma queste erano molto più pericolose di quelle tradizionali. Interferivano effettivamente sulla salute dei giocatori, ma in modo negativo. Portando gli avventori a puntare sempre più soldi". Gli apparecchi accettavano gettoni al posto delle monete da un euro e i jackpot potevano essere convertiti in denaro. Guadagnare, però, era praticamente impossibile: le probabilità di vincita fissate esplicitamente dalle norme di settore non venivano garantite in alcun modo. Gli apparecchi erano poi scollegati dalla rete telematica dello Stato evadendo completamente il pagamento delle imposte. Anche se, per dare una parvenza di legalità, ogni macchinetta era accompagnata da un certificato del Ministero dello Sviluppo economico con tanto di logo. Un altro falso: nessuno di questi documenti è mai stato rilasciato da autorità pubbliche. La rete criminale di produttori, gestori e altri operatori del gioco d'azzardo aveva diramazioni in tutta Italia. Le persone affette da ludopatia erano le 'vittime perfette' e promuovere le slot come 'rimedio alla malattia' sembrava il modo migliore per raggirarle.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori