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Trino

Demichelis: «Macché riduzione, le aree protette vanno ampliate»

Il gruppo di minoranza “Impegno per Trino e Robella” contro la delibera della Giunta Pane

Alessandro Demichelis

Alessandro Demichelis

«Bisogna procedere con l’ampliamento delle aree protette, non certo con la loro riduzione». Il gruppo di minoranza “Impegno per Trino e Robella” porta avanti la battaglia sui parchi e ha scritto a vari soggetti, a partire dalla Regione Piemonte. «Il Parco naturale del Po piemontese rappresenta nella sua unitarietà un corridoio ecologico di rilevanza non solo nazionale ma anche comunitaria. Il sistema dei Parchi garantisce la tutela della biodiversità e delle aree naturali, promuovendo lo sviluppo sostenibile delle comunità locali a beneficio della collettività. Ridurre e frammentare la continuità del corridoio ecologico non risulta coeren- te con le direttive europee in materia e con le normative nazionali e regionali. Questa era la premessa dell’istruttoria tecnica del febbraio 2023 redatta dall’Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese per fornire un parere sulle proposte pervenute all’Ente da alcuni Comuni e associazioni. Tutte le motivazioni addotte nelle richieste dei Comuni non trovano alcun fondamento scientifico. Sono da ricercare altrove».

Alessandro Demichelis

Alessandro Demichelis a nome del gruppo aggiunge: «Per Trino si ritiene necessario sottolineare la nostra completa contrarietà alla richiesta della delibera di Giunta del 2022 che porterebbe alla forte riduzione delle aree parco e alla completa eliminazione delle aree contigue nel nostro Comune. La Giunta chiede non solo di tornare alla situazione della legge regionale 19/2009 ma di eliminare completamente le aree contigue. Così il Bosco delle Sorti della Partecipanza rimarrebbe senza aree contigue, un’isola verde in mezzo alla zona agricola con difficoltà gestionali facilmente immaginabili. Proteggere e incentivare la biodiversità, promuovere e valorizzare il capitale naturale sono presupposti indispensabili per la crescita del nostro territorio: riteniamo che il Comune di Trino, recentemente riconosciuto come Comune a vocazione turistica, abbia nel Parco del Po piemontese e nel Parco della Partecipanza e delle Grange vercellesi, importanti opportunità di sviluppo futuro che vengono minacciate dalla delibera di Giunta e dalla delibera n. 17 del Consiglio del Parco. Oltre agli innegabili benefici sulla salute e sul futuro del clima che possono derivare dalla sussistenza di aree protette sul territorio piemontese, rileviamo che i nostri territori, a vocazione risicola e aventi attività d’interesse legate al turismo enogastronomico, traggano non secondari vantaggi di natura economica ad insistere in aree tutelate quali le aree contigue del Parco del Po. La crescita di aree protette all’interno del nostro territorio può essere un valore aggiunto nell’am- bito del cicloturismo che vede nella ciclovia VenTo un possibile volano di sviluppo».

Daniele Pane sindaco di Trino

Poi la questione cinghiali: «I dati dimostrano che l’Ente Parco ha sufficiente esperienza e professionalità per garantire la gestione della presenza di questi animali senza dover ricorrere alle associazioni venatorie, spesso più attente al fine ludico che a quello conservativo. Il piano di controllo demografico dei cinghiali in provincia di Vercelli per il periodo 2019-‘24 dice che sono stati abbattuti 2844 cinghiali, di cui 1994, il 70 per cento, nella pianura vercellese, 850 nelle aree montane della Bassa Valle del Sesia».

In conclusione: «Chiediamo quindi che non venga accolta la proposta di modifica dei confini delle aree protette e delle aree contigue».

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