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Ivrea
22 Febbraio 2023 - 22:50
Tempo di carnevale e di battaglia delle arance. E poi la domenica. E poi il lunedì. Tutti sul lungodora a fare festa. Lì a rimirar le stelle e la cerulea dora nel sabato dei fuochi d’artificio. Ecco, appunto, ma qualcuno lo ha capito che dal prossimo anno, e per un periodo tutto da definirsi ,non sarà più possibile?
Che in corso Re Umberto non si sfilerà più a causa del cantiere per l’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta.
Che si prevede un cantiere infinito per la sopraelevazione di circa 1 metro del piano stradale di corso Cavour sovrastante la galleria. Chi glielo dice agli aranceri e alla prossima Mugnaia? Insomma “Houston abbiamo un problema”.
Tragedia greca nella tragedia ad oggi non esiste un vero e proprio progetto. Lo si è capito chiaro e tondo nel corso di una commissione “assetto e uso del territorio” convocata, quasi imposta, all’Amministrazione Comunale dal presidente Francesco Comotto (consigliere comunale di opposizione) per vedere le carte e cercare di capire quel che ci si dovrà aspettare.
Nulla! Non c’è una cippa!
Nulla che già non si sapesse.
La verità è che l’Amministrazione in mano e nei cassetti non ha nulla. Niente di niente. Solo parole. Tante parole. Qualche promessa, ma non un scritto che sia uno.
Solo poche linee disegnate su alcuni fogli con tanta, tantissima approssimazione.
Quel che si sa è che i costi sono già lievitati, tanto da sfiorare, per la prima tranche, i 92 milioni di euro rispetto ai precedenti 67, colpa della guerra e di “gasolina”.
Il problema - lo abbiamo già detto - sta tutto nelle regole imposte dall’Europa per poter utilizzare i 200 miliardi. Una delle tante dice che i lavori dovranno essere chiusi entro il 2026. Per farlo si sono tirati fuori vecchi progetti pieni di polvere e spetterà a chi vincerà l’appalto disegnare l’opera mentre la sta realizzando. Quindi ad oggi, cosa succederà veramente a Ivrea nessuno lo sa.
Si fosse guardato all’utilità meglio sarebbe stato investire sul raddoppio della linea Chivasso-Ivrea.
“Non possiamo andare avanti così - si è lamentato Comotto - Sarà un disastro. Non è che adesso tutte le cose che si faranno con il Pnrr, perchè c’è fretta di fare, si possono fare in questo modo..”.
Incredibile ma vero non si conoscono anche le sembianze “definitive” del dosso sul lungodora. Si è detto e si è scritto che sarebbe stato di un metro circa, poi si sono ipotizzati 80 centimetri, adesso di nuovo un metro...
“Non si capisce più niente - ha stigmatizzato Comotto - Appurato che chi vincerà la gara farà anche il progetto esecutivo, mi chiedo come si possa scavare sotto Ivrea senza sapere che cosa c’è là sotto e senza una indagine geognostica. C’è roccia? C’è diorite? Si scaverà in un punto della città sensibile e sono molto preoccupato per la stabilità di cosa c’è sopra, a cominciare dall’ospedale... ”.
Quel che si continua a chiedere al sindaco è anche “di farsi mettere le cose per iscritto comprese le “compensazioni”, tra le altre una striminzita passerella pedonale a fianco del ponte ferroviario ...
Facile a dirsi, quasi impossibile da farsi. Nei giorni scorsi, infatti, due ingegneri di Rete ferroviaria italiana Nord-Ovest (Rfi) intervistati dalla Rai solo di una cosa han voluto parlare: dei benefici per l’ambiente.
Al microfono Michele Rabino, responsabile della direzione commerciale e Luca Bassani, responsabile della direzione investimenti ha definito “irricevibile” sia la proposta di utilizzare i soldi a disposizione per il raddoppio della linea Chivasso-Ivrea, sia quella di utilizzo di treni bimodali per evitare di “sfasciare” tutto il centro storico della città.
Irricevibile perché vincolerebbe la scelta del parco mezzi di tutta la linea Torino-Aosta ...
Altro capitolo, se vogliamo dai risvolti un po’ amari, fa riferimento alla notizia data da Italferr il 30 settembre sugli esiti delle analisi ambientali condotte a Ivrea, nell’area dove era stata autorizzata l’esecuzione dell’attività archeologica preventiva.Ha ammesso d’aver individuato “la presenza di agenti chimici pericolosi che avrebbero indotto gli archeologi a sospendere ogni attività ...”.
Da qui la decisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di prendere atto delle criticità e autorizzare RFI a rimandare le attività di verifica archeologica nell’ambito delle lavorazioni previste in appalto. E anche questo sembra, anzi è, assolutamente “pazzesco”.
“Dobbiamo tornare alla carica per bloccare i lavori - hanno sottolineato più e più volte alcuni esponenti dell’Opposizione - Stiamo parlando di un tunnel di pochi metri in cui i convogli potrebbero benissimo viaggiare a batteria...”.
Per la cronaca il valore complessivo dei lavori era di 146 milioni di euro del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), di cui 36 per il miglioramento delle stazioni che si trovano sull’intera linea e 110 per l’elettrificazione dei 66 km. Con l’aumento dei costi si arriverà a sfiorare e fors’anche a superare i 200.
A fine 2022 si ipotizzava l’avvio della gara (e cosi è stato) con inizio dei lavori nel gennaio del 2024 e conclusione nel giugno del 2026. Sulla tratta, ci saranno 3 cantieri base e 9 operativi. Gli interventi riguarderanno anche le stazioni di Nus, di Hone-Bard, di Montanaro e di Strambino.
Si interverrà in tutto su 18 gallerie (ce n’è anche una a Borgofranco di Ivrea) per le quali si è previsto o l’abbassamento delle rotaie per inserire la «catenaria rigida» della linea elettrica o, come a Ivrea, un «allargamento».
Durante i lavori, saranno previsti percorsi alternativi di viabilità (attraverso un ponte Bailey) e garantita l’accessibilità a ridosso dell’opera attraverso i percorsi pedonali.
Nello stesso periodo verrà attivato un servizio sostitutivo di autobus con un interscambio alla stazione di Ivrea.
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