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La maroda ed il malandrino

La maroda ed il malandrino A maggio una volta era tempo di maroda, con le ciliegie. Ho fatto una piccola ricerca sulla parola maroda, l’origine di questo lemma è discusso. Pare che il lemma derive dal nome del gatto nei dialetti della Francia centrale e occidentale che avrebbe preso il significato di " vagabondo " con il lemma marauder. nel francese antico “marault, mendicante”, da marir o marrir, randagio, che derivano tutti dall’antico franco “marrijan, trascurare , ostacolare” affine all’antico Germanico “marzijaną, trascurare , ostacolare , rovinare. Il mar onomatopeico è il tentativo di imitare i gatti fanno le fusa o il loro miagolio quando sono in calore. Secondo altre versioni deriva dal latino “marra” strumento simile alla zappa con il ferro di forma triangolare, utilizzato per lavorare la terra in superfice, che deriva dall’antica marsa strumento analogo usato dal popolo dei Marsi. In Francia maraudise significa " atto , del lavoro dei contadini " e Marault è attestato , nel senso di " artigiano che lavora con il legno e produce armadi ", lo stesso per marreux, " i lavoratori che lavorano con i malati " come attestati da documenti del 1463. In francese il lemma In Francia troviamo il lemma marauder, derivato di maraud, con il significato di vagabondo. Da questa parola arriviamo alla “maroda” piemontese che significa razziare e vagabondare per i campi, atto questo compioti nel medioevo dagli eserciti che passavano per il Piemonte ed adesso rimasto con il significato di fare una “incursione” in un campo per mangiare di nascosto delle prelibate ciliegie. Cosa che da ragazzi abbiamo fatto quasi tutti, e dirò che le ciliegie oggetto della maroda avevano una sapore migliore, forse perché il comportamento era da malandrini. Oggi malandrini ha perso la carica negativa dei secoli passati di delinquente, e viene usata per indicare un monello. Malandrino è un lemma composto da malo e landrino, affine a landra prostituta, derivato dal tedesco medio landern vagabondare. Quindi, propriamente, vagabondo cattivo. Come già detto prima, nonostante il grave significato originario, che si rifà allo stagionato immaginario del vagabondo mascalzone, è difficile usare questa parola seriamente: il malandrino non può più essere un pericoloso delinquente, un brigante senza scrupoli, un pendaglio da forca. Il malandrino oggi è piuttosto il birbaccione che una ne fa e cento ne pensa, o il monello impertinente, o la simpatica canaglia; certo non tiene le più irreprensibili delle condotte, ma diciamo che la sua vivacità e il suo ardore gli valgono una facile indulgenza e una strizzata d'occhio. Si tratta di una parola di grande valore proprio perché il suo semplice impiego determina il tono scherzoso del discorso, come non scordare la mitica Mappa del Malandrino di Harry Potter che in inglese viene usato il vocabolo marauder, sempre li da dove inizia la maroda. Favria 19.05.2015 Giorgio Cortese Nella vita non importa quanto un uomo possa fare, non importa quanto coinvolgente la sua personalità possa essere, egli non farà molta strada nella vita se non sarà in grado di lavorare con gli altri
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