Torino avrà il suo Museo Egizio completamente rivisitato, restaurato, molto più fruibile e moderno e raddoppiato negli spazi, che passano da 4.500 metri quadrati a 9.000. L'inaugurazione il primo aprile 2015, come da programma, in tempo per la grande vetrina dell'Expo.
L'imponente cantiere del Museo Egizio, aperto nel novembre del 2011 con un investimento di 50 milioni di euro, sta infatti rispettando la time-line. Un cantiere che non chiuderà un solo giorno in agosto e la cui logistica ha comunque permesso di tenere sempre aperto il Museo al pubblico, in continuo aumento.
Solo nel mese di luglio i visitatori sono stati il 39% in più dell' anno scorso - quando i visitatori totali sono stati 540 mila -: 36.134 contro i 25.948.
"Il primo aprile sarà una data storica per il mondo della cultura torinese, italiano e internazionale, considerato quanto questo museo è nel cuore di studiosi e amanti della cultura egizia di tutto il mondo", commenta la presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, Evelina Christillin.
La ricchissima collezione del museo, spiega il direttore Christian Greco, verrà valorizzata secondo una nuova concezione mirata non tanto a raccontare cronologicamente i reperti, ma mostrando come furono reperiti, la geografia dei luoghi d'origine e 'connettendoli' agli altri reperti collezionati nel mondo. Va in questo senso anche il progetto firmato dallo scenografo italiano e Premio Oscar Dante Ferretti, che lavorerà per rendere il percorso della scala mobile (alta 32 metri) al primo piano una sorta di viaggio immaginario lungo il Nilo, da Assuan al delta del fiume. Sarà una scenografia a sorpresa con elementi di arte contemporanea e di arte povera che caleranno il visitatore nel territorio egizio, dandogli anche informazioni sul viaggio fatto dai reperti per raggiungere Torino. Non verrà invece modificato l'attuale Statuario, sempre ideato da Ferretti.
Il nuovo Museo sarà di 4 piani, due dei quali nei locali dell'ex Galleria Sabauda: al quarto si terranno mostre temporanee, frutto anche dei rapporti dell'Egizio con i più importanti musei al mondo. "Sarà un museo 'connesso' - ha aggiunto Greco - e le connessioni saranno a vari livelli, tra passato e presente, tra i reperti all'interno della collezione e quelli che si trovano altrove, tra il pubblico e il Museo".
Greco, 39 anni, da cento giorni direttore del museo che lo ha fatto tornare in Italia dopo un lungo periodo di studio e di lavoro all'estero, ha avviato molti progetti per valorizzare la collezione, il dialogo con i musei e la ricerca. Sono anche state firmate convenzioni con i Musei Vaticani, Università di Leiden, Università di Pisa.
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