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MILANO. Petrini a Expo. Agricoltura e volpi nel pollaio. Il libero mercato non esiste

MILANO. Petrini a Expo. Agricoltura e volpi nel pollaio. Il libero mercato non esiste

Carlo Petrini

"Il libero mercato in realtà non lo è affatto, si può paragonare a un pollaio in cui le volpi sono lasciate libere di entrare a fare strage". Il fondatore di Slow Food, Carlin Petrini, è intervenuto all'Expo che gli è più vicina, l'altra Expo, l'Expo dei popoli, in corso alla Fabbrica del vapore, a Milano, per affrontare in chiave 'diversa' i temi dell'Esposizione Universale. L'Expo dei popoli è il forum internazionale della società civile e dei movimenti contadini. Con immagini meno pittoresche ma analoghi contenuti, quei concetti Petrini li ha ribaditi poco più tardi, all'Expo Milano 2015, quello ufficiale, davanti a "voi che rappresentate il governo del Pianeta", ha detto rivolgendosi ai ministri dell'agricoltura di 50 Paesi riuniti per in un forum internazionale con delegati di 115 nazioni. All'Expo dei popoli, che ha chiamato a raccolta oltre 180 delegati di movimenti contadini provenienti da più di 50 Paesi, dopo la premessa, Petrini è arrivato al dunque: "Le volpi le conosciamo molto bene: fanno grandi affari sulle spalle degli umili, di contadini, pescatori e allevatori di piccola scala. Realtà locali sotto schiaffo del libero mercato, quando invece dovrebbero essere tutelate non solo perché nutrono la maggior parte delle persone, ma anche perché preservano la biodiversità". All'Expo Milano 2015 ha ribadito: "Oggi in troppe occasioni c'è la speculazione del cibo. Il libero mercato strangola i contadini, che non hanno la forza delle multinazionali: se arriva cibo che non costa niente loro non hanno lavoro. L'agricoltura non è un comparto economico, ma è la nostra storia, la nostra memoria, è il rapporto che abbiamo con madre terra, che negli ultimi 50 anni è stata trattata come una serva". Nel mondo, ha detto, "500 milioni di aziende a conduzione familiare alimentano la maggioranza dei viventi, difendendo la biodiversità, l'ecosistema e il patrimonio alimentare. Eppure sono le più sfruttate, subiscono la violenza e l'ingiustizia di una economia che pensa solo alla speculazione". A chi governa il Pianeta, Petrini ha fatto una richiesta: che venga riconosciuto "il diritto a essere proprietari dei semi. Vorrei vedere questo principio nella Carta di Milano. I semi non possono essere proprietà privata ma devono appartenere alla comunità".
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