L’intera giornata di mercoledì 20 luglio, in quel di Gassino, è stata teatro di un evento tanto peculiare quanto controverso: il canale ENEL, che corre tra la cittadina e San Raffaele Cimena, ha mietuto un’altra vittima. Questa volta, però, il malcapitato non è stato un runner o un passante scivolato, ma bensì un cucciolo di cinghiale di un anno.
Le prime segnalazioni hanno iniziato ad arrivare in mattinata, con l’animale scivolato nel corso d’acqua probabilmente la sera prima.
“A parte il fatto che il canale non è in sicurezza, non ci sono argini né protezioni - affermano da LAV Torino (Lega Anti-Vivisezione) - in mattinata sono intervenute quattro camionette dei vigili del fuoco per cercare di salvare il cinghiale. Poco dopo è arrivato un contadino della zona che ha avvisato che l’animale avrebbe potuto mordere e i vigili del fuoco se ne sono immediatamente andati. Quattro camionette per un cucciolo di cinghiale, che se ne vanno immediatamente”.
Dire, tuttavia, che sia stato il canale ENEL a mietere l’ennesima vittima è giusto, ma solamente in parte: passanti vari sono accorsi numerosi sulle sponde del corso d’acqua e i volontari di LAV, appurato il fatto che i vigili del fuoco avessero abbandonato il sito, si sono mobilitati con rampini e strumenti vari per lasciare la loro sede di Torino e andare a Gassino per tentare di salvare l’animale.
E qui, il colpo di scena.
Nel pomeriggio sul luogo, infatti, è giunta anche una veterinaria dell’ASL TO4, assieme al corpo della forestale, e in poco tempo, sotto gli occhi attoniti della folla, il cinghiale è stato abbattuto con un colpo di fucile.
“Alcuni testimoni sul posto hanno detto che il corpo è stato lasciato a decomporsi nel canale. Forse ci sarà un’ordinanza sulla peste suina e quindi erano obbligati ad agire così, però quello era un animale in difficolta e i tentativi per cercare di salvarlo sono stati pochissimi. In più, non è nemmeno dignitoso lasciare il corpo nel canale; adesso ci stiamo mobilitando per capire quanto sia legale tutto quello che è successo mercoledì” reiterano da LAV.
“Gli hanno sparato, niente da fare” il tutto detto fra pianti e singhiozzi: questo uno degli audio dei volontari sul posto, ad indice del fatto che l’azione perpetrata da veterinari e forestale abbia colpito e non di poco le persone presenti.
A seguito dell’episodio, in un video riassuntivo dell’accaduto (con tanto di audio sopracitati e le testimonianze dei presenti), DarkoAlbrizio, volontario di LAV Torino, afferma: “Vi sembra normale una cosa del genere? Va bene la peste suina, ma poi il corpo viene lasciato a decomporsi nel canale? E tutto questo accade in un paese che si dice sensibile nei confronti dei maltrattamenti nei verso gli animali. Questa cosa non è più accettabile, è un episodio di violenza gratuita e un abuso di potere gravissimo: ora noi stiamo indagando su chi abbia dato questo ordine. Inoltre, a seguito della segnalazione del contadino, i vigili del fuoco se ne sono andati immediatamente: stiamo parlando di gente che fa addestramenti durissimi, si butta nelle case in fiamme per salvare persone, e poi si fa spaventare da un morso di un animale?”.
Ordinanza per la peste suina o meno, stando ad ASL il corpo del cinghiale sarebbe stato recuperato nella serata di mercoledì per svolgere tutti gli accertamenti necessari; il motivo dell’uccisione? Evitare ulteriori sofferenze a un animale che ormai era allo stremo delle forze.
Episodio di violenza gratuita o un semplice seguire i dettami delle norme preventive? La verità probabilmente sta nel mezzo; qualunque sia la parte della ragione, i volontari di LAV al momento si stanno muovendo per fare maggiore chiarezza sull’accaduto.
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