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SETTIMO TORINESE. I volontari liberano un canale dopo l’allagamento degli orti

SETTIMO TORINESE. I volontari liberano un canale dopo l’allagamento degli orti

I volontari di via Monviso mostrano i rifiuti da portare via. Sotto, una delle fioriere danneggiate dalle radici

SETTIMO TORINESE. Una bomba d’acqua si era abbattuta anche a Settimo, nel tardo pomeriggio del 22 giugno. E in una zona del Borgo Nuovo, in via Monviso angolo via Frassati, ha creato diversi disagi ma fortunatamente pochi danni.

Il problema era nato a causa di un canale ostruito: al mattino, i residenti di una parte delle case di via Monviso si erano ritrovati un’area verde completamente allagata come anche gli orti e i giardini di casa.

Allora, quando il problema non viene intercettato per tempo, spunta quasi sempre un gruppo di cittadini che si arma di buona volontà e mette mani e braccia al servizio della comunità. Mario Giraulo e Roberto Villella, insieme ad altri residenti, hanno preso pale e rastrelli e hanno liberato parzialmente il canale di via Monviso da sterpaglie e immondizia.

Alcuni fanno parte anche del comitato volontari dello chalet di via Monviso, luogo ben curato e pronto a riaprire dopo l’emergenza sanitaria. “Abbiamo posato qui di fianco le sterpaglie e i rifiuti che abbiamo trovato nel canale - dicono - c’era di tutto. Noi abbiamo fatto la nostra parte: abbiamo avvisato anche gli enti pubblici per venire a caricare e smaltire ciò che abbiamo tolto. Sono venuti a fare un sopralluogo, ma i rifiuti sono ancora qui. Aspettiamo”.

Sarebbe necessario anche ispezionare quella parte di canale interrato, proprio per evitare ulteriori intasamenti, ma per fare questa operazione servono degli strumenti professionali. Intanto l’erba attorno al canale ha ormai raggiunto i due metri di altezza e il rischio è che l’immondizia messa da parte possa nuovamente ritornare nel canale, in seguito ad un potente acquazzone.

“Non vogliamo fare polemica, ci mancherebbe - concludono - noi ci abbiamo messo l’impegno e lo facciamo tutti i giorni, cercando di mantenere la cura dei giardini, dello chalet e del campo di bocce. Ma avremmo bisogno di avere altri interventi, cose che noi non possiamo fare”.

Ad esempio, le fioriere in mattone: le radici delle piante cresciute all’interno le stanno danneggiando. E poi gli spazi comuni vengono utilizzati dai ragazzi come luogo di ritrovo, ma i rifiuti del cibo fastfood non vengono quasi mai collocati nei cestini, mentre nelle aiuole ci vanno i cani, lasciati liberi di fare i loro bisogni nell’erba senza che poi nessuno raccolga gli escrementi. Una storia che si ripete e che non ha una facile soluzione. 

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