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SETTIMO. “Riaprire i locali di ristorazione si può, ma servono controlli”

SETTIMO. “Riaprire i locali di ristorazione si può, ma servono controlli”

Per aprire definitivamente i locali di ristorazione, servirebbero più controlli.

E’ questo il pensiero comune di alcuni esercenti della ristorazione di Settimo: la soluzione per mettere d’accordo la salute dei cittadini e l’apertura definitiva dei propri locali, è quella di esercitare più controlli da parte delle autorità competenti. 

Salute ed economia è un binomio che ha tolto il sonno a moltissimi commercianti settimesi in quest’ultimo anno, a causa della pandemia da Covid-19. Forse, le restrizioni si attenueranno con un nuovo DPCM dal 26 di aprile: si prevede, difatti, la riapertura di molte attività tra le quali bar e ristoranti, ovviamente con delle limitazioni precise e rigide. 

A favore dell’apertura c’è il movimento IoApro, nato nell’ultimo periodo, che reclama l’alzata delle serrande di bar e ristoranti perché come ha scritto su Facebook Maurizio Stara, titolare del pub RedFox di Cagliari e promotore dell’iniziativa,: “Non spengo più la mia insegna, io apro”.

Per Momi El Hawi, ristoratore fiorentino e simbolo dell’esasperazione di tanti imprenditori: “Meglio una sanzione che morire definitivamente. Ci tengono chiusi da un anno e ci danno le briciole con i Ristori”.

Però non tutti i settimesi sono d’accordo con questo movimento.

“Secondo me, IoApro ha poco senso - ha detto Fabrizio Tirinzoni del Bakery di via Italia, - perché va bene scendere in piazza per manifestare un dissenso, ma il governo sta facendo di tutto per salvaguardarci a livello sanitario, però ci vorrebbero più controlli. Molti non stanno rispettando le norme per evitare il contagio e in questo modo non si arriva da nessuna parte. Anche se l’ipotesi dell’apertura nei dehors ha dei limiti, perché non tutti i locali hanno la possibilità di disporre di uno spazio adeguato. Le regole ci sono, basta rispettarle o farle rispettare”.

Anche Fulvio Ferriani, del Karma Café di via Dante, sul Movimento IoApro ha delle perplessità, poiché le regole ci sono, bisogna solo adeguarsi,: “Aprire andando contro le leggi? Non so, ho molti dubbi. È giusto manifestare la propria contrarietà, ma se io chiudo per andare in piazza, perdo anche quel poco di lavoro che riesco a fare in questo periodo. Ringrazio, però, l’amministrazione di Settimo per la sospensione della tassa sui dehors fino a settembre. È un bell’aiuto. Bisogna aprire, certamente, ma ci vorrebbe dell’altro per far ripartire l’economia”.

Io penso che il Governo sappia benissimo la situazioni in cui stiamo vivendo noi ristoratori - ha sottolineato Sonia Baiguera, di Casa Cioncio in via Cavour, - e, secondo me, con le dovute precauzione possiamo riaprire. Però non voglio pensare che siamo i soli untori del paese, perché le attività ristorative sono ancora tra le poche che vengono riaperte con fatica. Il movimento IoApro è utile, ma non deve essere violento o coinvolgere  persone che non c’entrano nulla con il nostro mondo. Inoltre, sono ripartiti tutti i pagamenti di tasse e altro come se noi lavorassimo a pieno regime, e invece a volte si incassa  solo il 30%. È sempre più difficile”.

C’è invece chi è in accordo con il Movimento IoApro, come Lorena Forlin del locale Logjko di via Italia, perché “Il movimento sta facendo molto per l’Italia e per la ristorazione, bisogna solo differenziare tra per le persone del movimento e chi vuole mettere in atto violenze per altri motivi. Penso che anche a Settimo questa filosofia dovrebbe attecchire e prendere forma, però molti non ci credono perché non si capisce tanto cosa accadrà dopo il 26 di aprile”.

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