AGGIORNAMENTI
Cerca
Ivrea
24 Dicembre 2022 - 10:39
Michele Cafarelli
Figuraccia dell'assessore ai lavori pubblici Michele Cafarelli, l'altra sera in consiglio comunale. Per mettere a posto l'abuso edilizio commesso dal Circolo Canottieri con la costruzione di un campo da padel sulle rive del lago Sirio aveva deciso di portare in consiglio comunale quella che in gergo si chiama "variante non variante". Le Opposizioni han fatto ostruzionismo e la sua stessa maggioranza gli ha voltato le spalle. Morale? Dopo alcuni minuti di dibattito il presidente del consiglio Diego Borla ha sospeso la seduta, il punto è stato ritirato e Cafarelli se n'è andato via con la coda tra le gambe e la faccia nera che più nera non si può...

La "variante non variante" è un escamotage in cui si dice che c'è un errore nel piano regolatore. In questo caso sarebbe bastato spostare una linea un po' più all'interno per trasformare un terreno agricolo in un'area a servizio, in questo caso consentendo la costruzione di impianti e attrezzature sportive: chiamiamola sanatoria.
Secondo la giunta non accontentare la Società Canottieri significherà andare incontro ad un ricorso certo al Tar.
"Non è una guerra tra la Canottieri il comune... - l'ha fin da subito inforcato il consigliere comunale Francesco Comotto che è anche presidente della Commissione assetto e uso del territorio - Ci si chiede di correggere un errore del piano regolatore ma qui dov’è l’errore? Come si può chiedere ai consiglieri di riconoscere un errore che non c’è? Oltretutto parliamo di uno strumento urbanistico approvato nel 2006 e sono passati 16 anni. E’ palese a tutti che quell'area lì è inedificabile. L'approvazione creerebbe un precedente da paura....".

Francesco Comotto
Suddividerebbe, per dirla tutta, i cittadini in due, quelli di serie A e quelli di serie B a cui non è concesso alcunchè. Che poi per alcuni è davvero così, considerando che qui c’è la crème della società eporediese, quasi una casta, con tessere che si rinnovano di padre in figlio, posti barca e brandine per la tintarella prenotate di anno in anno.
"Non capisco dove sta il problema - ha stigmatizzato Comotto - Il responsabile faccia quello che fa con tutti i cittadini. Perchè ci stiamo avvitando? Di abusi edilizi in città ce ne sono a iosa. Io mi chiedo se un domani qualcuno facesse un ricorso su questa variante io che cosa gli dico al Magistrato? Facciamo tutto quel che possiamo ma non percorriamo questa strada qua...".
Gran finale di Comotto con il richiamo alla Costituzione: "Non ricostruiamo a posteriori la legalità. Non applichiamo un metodo con un soggetto e un metodo con un altro...".

Massimo Fresc
Dello stesso parere il grillino Massimo Fresc. "Questa vicenda - ha esordito - ha dell’incredibile. Tutto ciò che è stato edificato dai primi anni 2000 fino all’ultima costruzione non era edificabile. E parliamo del parcheggio, del beach volley, della pallavolo e da ultimo del padel. Malissimo che nel passato gli uffici non abbiano colto l’irregolarità. Mi stupisce che nel passato si sia lasciato costruire in una delle aree più protette e belle del nostro territorio....".
"Detto ciò - ha aggiunto - che cosa ci si chiede di fare con questa delibera? Di dire che ci eravamo sbagliati a tirare la riga nel piano regolatore e che dovevamo tirarla più in là… Noi siamo amministratori abbiamo come obiettivo il bene pubblico. Dovremmo sostenere che quelli che han fatto il prgc erano dei sottodotati. Sarebbe un falso. Il nostro compito è educare alla legalità...".

Maurizio Perinetti
La soluzione l'ha tirata fuori il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. "Dire che c'è un errore nel Prgc significa fare i furbetti - ha sostenuto - Significa aggiustare in modo violento una cosa che non è aggiustabile scaricando le responsabilità al consiglio comunale. Se si vuole cambiare la destinazione d'uso dell'area quel che ci va è una variante vera e propria al prgc...".
Che secondo Cafarelli non sarebbe retroattiva e non sanerebbe l'abuso edilizio che andrebbe comunque demolito.
Alcuni dei consiglieri comunali sono soci del Circolo Canottieri e sul punto, nel caso lo si fosse portato in approvazione, si sarebbero dovuti astenere. Sono: Tony Cuomo, Stefano Sertoli, Anna Bono e Maurizio Perinetti. Tra i soci anche la dimissionaria Monica Girelli.
Per la cronaca, stando ad una relazione firmata dal geometra Davide Luciani dell’Ufficio Tecnico del Comune i lavori al nuovo campo da padel sono stati eseguiti in base ad una semplice CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) ma ci sarebbe voluto un “permesso di costruire” vero e proprio.
I problemi rilevati non sono pochi nè di poco conto. L’impianto sarebbe stato realizzato in un’area in cui è praticamente tutto vietato salvo interventi in edifici già esistenti.
Il dilemma è che la Società Canottieri si è data al mattone e al cemento pensando che fosse giusto così, esattamente come già aveva fatto nel 2005 quando, con una semplice dichiarazione di inizio attività, aveva sistemato con pavimentazione e panchine un’area adiacente al beach volley. Come quando nel 2009 si era data un gran da fare per una nuova recinzione. E poi ancora nel 2014 con la costruzione di un muro di contenimento, di un parcheggio e di un nuovo campo da beach volley. Infine nel 2017 con nuovi autobloccanti nel parcheggio e un campo da basket... Una lunga sfilza di “abusi”, sui quali i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune chiusero un occhio o forse (vai a sapere) non ebbero neanche il tempo di guardare le pratiche
La questione si sarebbe dovuta discutere già allo scorso consiglio comunale ma le Opposizioni avevano chiesto i dovuti approfondimenti in sede di commissione.
“In effetti - scrive Davide Luciani - il campo da padel è stato realizzato su superfici in calcestruzzo armato con cordoli su cui sono installati i muri laterali, realizzato con alte pareti in vetro temperato e sostenuti da montanti in carpenteria, anch’essi ancorati al suolo, a cui si aggiungono impianti tecnologici, principalmente d’illuminazione e, spesso, ampie coperture, fisse o mobili a seconda della tecnica utilizzata. Questo impianto da gioco si configura come opera permanente, che modifica i luoghi ed il paesaggio in cui s’inserisce; pertanto è soggetta ad idoneo titolo abilitativo sia per la costruzione di campi “outdoor” su terreni liberi. ....”.
E se in linea di massima - e questo lo dice sempre Luciani - per le opere realizzate in precedenza, pur essendo “abusi a tutti gli effetti” non si può far nulla perchè è passato troppo tempo (“ il potere di autotutela deve essere esercitato dall’Amministrazione competente entro un termine ragionevole e supportato dall’esternazione di un interesse pubblico, attuale e concreto, alla rimozione del titolo edilizio tanto più quando il privato, in ragione del tempo trascorso, ha riposto, con la realizzazione del progetto, un ragionevole affidamento sulla regolarità dell’autorizzazione edilizia. ..”), per il campo del Padel questo non vale...
C'è da aggiungere che la variante del nuovo piano regolatore affidata all’architetto Giancarlo Paglia, da qui ad un paio di anni (come minimo, salvo intoppi) permetterà di fare in via Lago Sirio tutto quel che oggi non è possibile fare. In tutti i casi dolori e guai del nuovo presidente Ludovico Capussella succeduto quest’estate, allo scadere dei tre anni, a Giacomo Lettieri. Con lui nel direttivo anche Alberto Bossino, Stefano Braghin, Alessio Avetta, Enrico Bessero, Marco Marengo, Giorgio Noli, Sandra Valente e Stefano Moscarelli.
Oltre un secolo di vita
La Società Canottieri Sirio nasce nel 1887. L’iniziativa si deve ad un gruppo di eporediesi appassionati di canottaggio che desideravano avere un punto di ritrovo dove tenere le proprie barche. Presero così in affitto, e poi acquistarono, una casetta che da Ivrea saliva verso San Pietro Martire, fino alla riva del lago. Il 26 maggio del 1911 l’Assemblea dei Soci approvò a larghissima maggioranza la costituzione della Società che assume il nome di Società Canottieri Sirio. Gli anni successivi segnano un continuo e costante progresso sia come numero di Soci sia come aumento delle proprietà sociali e delle attrezzature. I soci hanno a disposizione un salone, il ristorante con relativa cucina, il bar e sulla riva l’imbarcadero con la tettoia che ospita le barche, sempre più numerose.
Le spese vengono coperte dalle quote sociali e quando occorre sono aperte sottoscrizioni straordinarie. Nel 1930 i soci sono oltre 600. Una percentuale di rilievo se rapportata alla popolazione di Ivrea di quel tempo. Seguono poi i difficili anni della la guerra con tutte le sue restrizioni alla vita civile e sociale. Dal 1945 ad oggi l’attività ha continuato a fiorire. Si annoverano la sistemazione della casetta in riva al lago a deposito di sedie, sdraio e attrezzi al piano terreno con il bar al primo piano, e le cabine degne di una spiaggia in riva al mare.
Molto spazio è dato al verde con gli ampi prati nei quali si alternano zone alberate ed altre in pieno sole. Non vanno dimenticate le feste sociali a Capodanno, a Carnevale, a inizio e chiusura della stagione estiva ed in occasioni varie. Molte le possibilità di chi vuole dedicarsi allo sport, nei campi da tennis, di calcetto, di bocce, di pallavolo. Sono organizzati tornei di giochi a carte, di biliardo ed altri giochi di società.
La Canottieri si regge sulle proprie forze o, per essere precisi, sulle quote dei Soci, con 780mila euro l’anno su per giù per un numero chiuso di circa 3400 iscritti.
La quota annuale per garantirsi un posto ai Canottieri è di 230 euro. Tanti escono e tanti entrano, si acquisisce il diritto di essere socio alla nascita e c’è chi continua a rinnovare, magari non frequentando per qualche tempo, come è accaduto in periodo di Covid, per non perdere il posto. C’è chi è in lista d’attesa da anni.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.