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Giudiziaria
14 Novembre 2022 - 10:59
Marco Salemi è stato condannato la scorsa settimana
Condannato per l’aggressione, assolto dall’accusa di maltrattamenti. Pena comminata: 1 anno ed 8 mesi.
E’ questa la sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea nei confronti di Marco Salemi, il consigliere comunale di Ronco resosi protagonista all’inizio dell’estate di un clamoroso fatto di cronaca. Era il 4 giugno, un sabato pomeriggio, quando in piazza era scoppiato un diverbio familiare.
Insieme a lui c’erano la compagna, le due figlie di lei e la madre, nei confronti della quale si erano scatenate le ire dell’accusato.
Alcuni fra i presenti avevano cercato di fermarlo, altri avevano chiamato i carabinieri ed il sindaco Lorenzo Giacomino. Fortunatamente non era successo nulla di irreparabile ma la signora colpita era finita all’ospedale di Ivrea per accertamenti, mentre la compagna di Salemi e le sue figlie erano state accolte in un “luogo sicuro”.
Di fattacci come questo ne accadono purtroppo frequentemente.
La particolarità era che fosse avvenuto in un paese delle dimensioni di Ronco, dove tutti conoscevano i protagonisti, e soprattutto che Salemi detto “Genepy” ricoprisse un incarico pubblico e quale incarico!
Marco Salemi da tutti conosciuto come Genepy
Quello di ”Delegato alla Felicità”, una delega molto speciale introdotta insieme ad altre simili ricevuta dal sindaco Giacomino l’autunno precedente, all’insediarsi della nuova amministrazione.
Dovendosi occupare del benessere dei suoi concittadini, Salemi aveva anche il compito di tenere i rapporti con la Pro Loco: per ironia della sorte, alcuni esponenti dell’associazione, presenti in piazza in quel momento, erano intervenuti per sedare gli animi finendo a loro volta coinvolti nella collutazione. Inutile dire che pochi giorni più tardi le deleghe del consigliere erano state revocate.
Era andato a processo con due accuse: quella di lesioni personali e danneggiamento di beni nei confronti della signora con la quale era avvenuta la collutazione; quella di maltrattamenti nei confronti dell’ex-compagna. Rispetto all’aggressione gli venivano contestate due Aggravanti: la premeditazione e la presenza di un coltello.
L’imputato aveva chiesto il Rito Abbreviato ed in aula aveva ammesso le proprie responsabilità in merito all’aggressione, chiedendo scusa ed offrendosi di risarcire la parte lesa. Aveva invece sempre respinto l’accusa di maltrattamenti.
La sentenza del tribunale è arrivata giovedì 10 novembre: Salemi – che era difeso dagli avvocati Daniela Dematteis e Mauro Pianasso - è stato condannato per lesioni personali e danneggiamento con esclusione delle aggravanti (ovvero la premeditazione e la presenza di un coltello, del quale i carabinieri non avevano trovato traccia). Prosciolto invece dall’accusa di maltrattamenti verso l’ex-compagna.
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