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RIVAROLO. Bertot vuole riportare il mercato in centro nonostante il no dei tecnici

RIVAROLO. “Lo spostamento del mercato ha evidenziato tutti i suoi effetti negativi, e bisogna capire se sul mercato ambulante l’amministrazione vuole ancora puntare. I mercati canavesani hanno ripreso tutti dopo il covid, mentre quello di Rivarolo è in sofferenza”. Era questo il nocciolo dell’interpellanza presentata dal gruppo Riparolium al consiglio comunale del 30 settembre. Si è ritornato, dunque, a parlare del mercato di Corso Meaglia. Il mercato è stato spostato, per via della pandemia, dalla centralissima via Ivrea a Corso Meaglia, e ad oggi non è ancora tornato dov’era prima. Problemi di sicurezza: i Vigili del Fuoco, così come i tecnici ingaggiati dai sindacati degli ambulanti, hanno ritenuto che non fosse il caso far tornare il mercato dov’era prima.  Gli ambulanti, inutile dirlo, non l’hanno presa bene. Si sono susseguiti, infatti, nei mesi scorsi diversi incontri con il sindaco e con l’assessore al commercio, cioè Helen Ghirmu, per trovare una quadra.  Nulla, da entrambe le parti si è arrivati alla triste conclusione per cui il mercato non potrà, almeno per ora, tornare in centro.  Non ci sarebbe la sicurezza necessaria, e l’amministrazione, giustamente, non vuole rischiare.  Lo sa bene Ghirmu, che all’interrogazione di Riparolium ha risposto senza mezzi termini.  “Dire che sia colpa dell’amministrazione che il mercato non torna in centro - ha affermato - lo trovo grave, perché noi stiamo rispettando una norma. E sottintendere che noi, come amministrazione, possiamo prenderci l’impegno di riportare il mercato in centro senza rispettare le norme è grave”.  Per Bertot, infatti, la sicurezza e i verdetti tecnici non sarebbero nulla che non possa impedire all’amministrazione di riportare, seduta stante, i banchi degli ambulanti in via Ivrea.  “Ma è un messaggio sbagliato” ha detto Ghirmu. Che ha tenuto a fare chiarezza: “Noi, come amministrazione, vogliamo portare di nuovo il mercato in centro...” L’assessore è poi passato a spiegare che “stiamo lavorando con la commissione mercatale per un accorpamento da realizzare in corso Rocco Meaglia, perché oggettivamente l’ultima parte, dalla curva del castello Malgrà ad andare verso l’asilo nido è fortemente in crisi. Stanno arrivando le planimetrie definitive”.  Ghirmu ha poi invitato tutti i consiglieri a proporre altre soluzioni.  Niente, Bertot  non ne voleva sapere: “In tre anni - ha detto - non avete fatto nulla...”. Lui la soluzione ce l’avrebbe: “Il mercato deve tornare in centro, con tutti gli adeguamenti tecnici”.  Insomma, le normative per la sicurezza sarebbero delle scuse, e il sindaco, in quanto autorità in merito, dovrebbe avere l’ultima parola: “E’ il sindaco alla fine che decide cos’è sicuro e cosa non è sicuro - ha detto Bertot, che ha poi proposto alcuni possibili adeguamenti tecnici da fare -. D’altronde di mercati simili a Via Ivrea ne esistono ovunque”.  E quindi c’è poco da discutere, Bertot non ha dubbi: “L’amministrazione ha annunciato il proprio fallimento”. A quel punto, il sindaco Alberto Rostagno, di solito pacatissimo, è intervenuto, rispiegando da zero tutte le procedure attuate dalla Giunta dall’inizio della pandemia. “Abbiamo chiesto ai Vigili del Fuoco quali soluzioni ci potrebbero essere per far tornare il mercato in via Ivrea, e ci hanno detto che non era possibile” ha detto.  “Se noi avessimo le indicazioni dei Vigili - ha poi proseguito - che ci autorizzano a trovare il modo di far ritornare il mercato in centro noi saremmo ben contenti, ma se i vigili del fuoco ci mettono il diniego e noi lo facciamo comunque compiamo un abuso!”. Roberto Bonome, nel ruolo di presidente del consiglio comunale al posto dell’assente Ricciardi, ha chiesto, come ad ogni intervento, a Bertot se fosse soddisfatto della risposta all’interpellanza. Serve poca immaginazione per capire qual è stata la risposta. fm
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