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RIVAROLO. "Illegale l'affidamento diretto del parco del Malgrà": Bertot prepara le carte per la Procura

RIVAROLO. "Illegale l'affidamento diretto del parco del Malgrà": Bertot prepara le carte per la Procura
RIVAROLO. In quello che ha fatto la Giunta ci sarebbero gli estremi per una denuncia. Questo, almeno, è quello che è venuto fuori stando a sentire una delle tre minoranze rivarolesi, quella di Riparolium. I lavori del consiglio comunale di venerdì 30 settembre stavano andando avanti abbastanza velocemente. Cosa strana a Rivarolo, dove i consigli comunali durano ore e ore, diluiti nelle controversie, nei battibecchi, nelle dispute. L’equilibrio si è interrotto al punto 5, quello dedicato interamente alle interpellanze. La prima tra queste era del gruppo Riparolium, formato dall’ex sindaco Fabrizio Bertot e dal consigliere Aldo Raimondo.  La domanda contenuta nel documento era semplice: “Chiediamo al sindaco relativi alla delibera 172 del 27/07/2022. In particolare, si chiede che venga illustrata la cronologia degli eventi e le ragioni che hanno portato alla scelta politica con conseguenze economiche di affidare per il mese di agosto a un ente privato la disponibilità del più importante spazio verde pubblico cittadino”.  L’ente privato di cui parlano i consiglieri di Riparolium è Associazione Sapori dal Mondo A.p.s., con sede a Torino, che, si legge sulla delibera citata dai consiglieri, ha portato sulla scrivania dell’amministrazione una “proposta di eventi denominata ‘Estate al Parco’ da svolgersi presso il Parco Dante Meaglia del Castello Malgrà, per il periodo dal 28 luglio al 28 agosto 2022”.  L’interrogazione pareva abbastanza innocua, forse mirata a  sottolineare qualche cavillo burocratico che non andava. Oppure semplicemente una richiesta di chiarimenti, che le minoranze spesso fanno. E infatti l’assessore Helen Ghirmu ha dato una risposta abbastanza “rilassata”, enunciando tutte le attività che l’amministrazione aveva portato avanti per organizzare la stagione estiva.  “Abbiamo proposto diversi eventi, dalle presentazioni librarie agli eventi musicali e al cinema all’aperto” ha detto Ghirmu.  “Ma abbiamo sentito la mancanza di un punto di ristoro, e infatti negli anni scorsi abbiamo fatto delle manifestazioni di interesse” ha proseguito l’assessore.  Ghirmu ha poi esposto tutte le procedure che la Giunta ha seguito per l’organizzazione dell’estate al castello. Si voleva realizzare anche una manifestazione di interesse per mettere in gestione lo spazio delle scuderie, ma i tempi non l’avrebbero reso possibile. Questo nonostante se da progetto iniziale avrebbero dovuto avere un ruolo centrale nell’organizzazione degli eventi estivi.  “Abbiamo così ricevuto istanza - ha proseguito Ghirmu - da Sapori dal Mondo per proporre un progetto, inizialmente pensabile solo su San Giacomo anche se poi la proposta si è allargata, all’interno del parco”.  Ghirmu lo ha poi specificato a chiare lettere: “Tutto ciò è avvenuto regolarmente, perché come da regolamento comunale di concessione del parco, secondo cui, su istanza, possiamo dare un’autorizzazione a un’associazione per la gestione di un evento temporaneo”. Eppure per Bertot, nella procedura con cui il Comune ha selezionato l’associazione c’è qualcosa che non va... “L’assessore - ha infatti replicato Bertot - ha cercato di mischiare un pochino le cose, non facendo confusione perché sicuramente non è confusa, ma ha cercato di ingenerare confusione negli altri...”. Per Bertot “non c’entrano nulla gli eventi culturali al castello, che vanno benissimo, ma qui siamo di fronte a qualcosa che lascia molti dubbi...”. Nel senso che, mentre ci sono cose per cui l’amministrazione, a detta di Bertot, sarebbe molto lenta, a dare l’autorizzazione a Sapori dal Mondo sarebbe stata velocissima.  “L’11 luglio - ha detto infatti l’ex primo cittadino - l’amministrazione riceve una proposta di utilizzo del parco del castello da parte di un soggetto privato e pochi giorni dopo la delibera è già approvata... roba che non si è mai vista per questa amministrazione”. “E’ efficienza” gli rispondeva qualcuno fuori dal microfono. “Eh... ma è un’efficienza strana, e penso anche che dovrete giustificarla...” ha ribattuto subito Bertot.  E il motivo  è presto detto: “Mi sembra strano - ha infatti spiegato - che abbiate dato il parco del castello a un soggetto privato in uso gratuito e caricandoci sopra un contributo, senza aver chiesto ad altri operatori di Rivarolo se fossero interessati a fare la stessa cosa...”.  La questione, per il consigliere di minoranza, non sarebbe solo politica: “Dal punto di vista legale non è stata fatta nessuna manifestazione di interesse prima di affidare un bene pubblico a un soggetto privato che peraltro opera a fini di lucro...”.  Questa, per Bertot, sarebbe un’ingiustizia, e non solo dal punto di vista strettamente legale: “Suggerirei - ha detto - a tutti i ristoratori di Rivarolo di chiedere quantomeno l’esenzione del pagamento dei dehors per tutto il mese di agosto”.  Insomma, il punto di Bertot non è complesso: i ristoratori, dice lui,  pagano i dehors mentre a un soggetto esterno viene dato gratuitamente uno spazio pubblico, peraltro con un contributo. Quell’attribuzione diretta, senza manifestazione di interesse, per Bertot è un atto grave che merita attenzione, e non soltanto attenzione politica:  “Ho già preparato - ha annunciato in consiglio - una nota con tutti i riferimenti normativi, perché ritengo che questa cosa non sia stata fatta a dovere. Non si può prendere in giro la gente così, affidando con una disinvoltura allarmante lo spazio più importante che abbiamo a Rivarolo senza chiedere a nessun altro. E’ uno schiaffo alla città e agli operatori”.  Per questo Bertot ha promesso che “entro la prossima settimana avviserò Procura della Repubblica e Corte dei Conti”. “Non ho nessun problema - ha risposto Ghirmu - a dare risposte e spiegazioni perché ritengo di aver lavorato facendo un bene alla città e offrendo un servizio. Se dovrò rispondere, risponderò senza alcun problema, perché questo è anche il dovere a cui sono chiamata”. Caustica la controreplica dell’ex sindaco: “Dal punto di vista legale non c’è niente di legittimo in questa delibera e nell’operato relativo a questi fatti”.
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