Continua la raccolta firme tra i cittadini (prima firmatario Massimo Fresc ma non come consigliere comunale dei cinquestelle ) per chiedere la realizzazione di un percorso pedonale a lato di via San Michele, dal parco della Polveriera al Canton Gabriel. E poi di un area di sosta con panchine e tavoli e due parcheggi. Magari anche un servizio navetta verso il lago Sirio e le zone collinari.
La notizia, data su queste pagine nelle scorse settimane, non ha colto impreparato il consigliere comunale Donato Malpede, che siede nel gruppo di lavoro presieduto dalla Città Metropolitana per la nascita del Parco dei 5 laghi. “Vedrete che ce la faremo. Questa petizione - ci dice -rafforza la mia proposta diriqualificazione della zona denominata “Via Lago San Michele”.
Una proposta che risale al 2020 ribadita nel corso di un consiglio comunale nel maggio del 2021. E fu in quell’occasione che l’Amministrazione comunale si disse in attesa. Da un lato della conclusione dell’iter per l’istituzione del “Parco dei 5 laghi” (bloccato dalle recenti critiche di Coldiretti) e dall’altradalle decisioni della Città Metropolitana.
E poi? Poi, in verità, non se n’è saputo più nulla.
“Non è stata lasciata in un cassetto - aggiunge oggi Malpede - E’ stata inserita nelle osservazioni alla variante generale del piano regolatore. Nei vari incontri con i professionisti si è parlato della messa a norma di edifici e impianti, del pontile, dell’approdo barche, del parco della Polveriera, del percorso pedonale e dei sentieri, delle attrezzature per le famiglie, delle panchine visita lago, dei parcheggi auto, dell’illuminazione e della rimozione dei vecchi pali abbandonati e pericolosi. di una zona wi-fi. Tutto ciò una volta realizzato, sarà orgoglio della città di Ivrea e modestamente anche mio…”.
Il punto è che non basta essere convinti dell’eccezionale valore e bellezza delle colline e dei laghi se poi non si fa nulla per curarli. L’intero territorio dei laghi, da tempo non più presidiato da attività agricole, è, infatti, in preda ad un degrado progressivo.Quasi completamente sparito, per esempio, il sistema di terrazzamenti che permetteva di coltivare viti e ortaggi. Oggi molti muri in pietra sono crollati e altri sono compromessi dalla crescita di radici e dall’acqua piovana non canalizzata. I sentieri ele antiche vie di comunicazione si presentano segnalate i modo inadeguato, con fondi sconnessi ricoperti di pietre e bordiinvasi dalla vegetazione. I boschi un tempo preziose riserve di legname, sono abbandonati e alberi secchi, rovi e passaggi inagibili sono diventati i tratti distintivi.
“Via Lago San Michele – spiegano nella petizione di cittadini – è un strada molto frequentata da pedoni, ciclisti, cittadini che risiedono a nord del lago e turisti che si spostano in direzione delle colline e del lago Sirio. Si tratta di una strada stretta tra recinzioni, siepi abbandonate e parapetti stradali che obbliga i pedoni a camminare sulla corsia stradale tracurve con ridotta visibilità. Il percorso pedonale renderebbe accessibili e fruibili le sponde del lago oggi abbandonate e non raggiungibili…”.
Grazie all’istituzione del parco, se solo la si facesse, si potrebbero attivare politiche finalizzate alla tutela della fauna, al rimboschimento e alla prevenzione degli incendi. Perchè anche questo è un problema. Mancano aree “taglia fuoco” e vaste zone sono inaccessibili ai mezzi dei vigili del fuoco il che imporrebbe quanto prima la predisposizione di un piano di sicurezza.
S’aggiungono i corsi d’acqua spesso occlusi da frane e invasi da alberi e nelle zone più abitate inquinati da alcuni versamenti del sistema fognario.
Insomma, i laghi trasparenti e ricchi di pesci sono un ricordo.
E per chi se lo fosse perso, il Protocollo d’Intesa finalizzato all’istituzione del Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea (sebbene se ne parli dal lontano 1986) è stato approvato nel 2019 dai Consigli Comunali di Ivrea, Chiaverano, Montalto Dora, Cascinette e Borgofranco. Risale invece al lugliodel 2020 l’approvazione del dossier di candidatura.
Tra i nodi da scegliere quello della sede (anche questo è previsto dal dossier di candidatura) e Ivrea spinge per l’utilizzo della Polveriera quale centro di accoglienza e informazione.
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