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IVREA. Arriva la maxi bolletta e muore di crepacuore. Tragedia in via Buozzi

IVREA. Arriva la maxi bolletta e muore di crepacuore. Tragedia in via Buozzi

via buozzi

“Paghiamo persino il giardiniere. Abbiamo costi di un residence ma facciamo una vita da cani…” ci aveva detto solo qualche settimana fa una che nella sua vita ne aveva viste davvero di tutti i colori. Tante, forse troppe. Ci aveva mostrato ogni stanza del suo appartamento. Ci aveva indicato le pareti con la muffa. Aveva ancora voglia di combattere ma adesso non c’è più e chissà se ci guarda da lassù o s’è girata da un’altra parte. C’è chi, nel quartiere di San Grato, dice sia morta di crepacuore. Morta e sepolta proprio dopo il ricevimento di una maxi bolletta per le spese di riscaldamento. E dire che avrebbe voluto mettersi in regola ma non aveva i soldi per pagare…. Si lamentava. Soffriva. Si disperava. Tutto fuorchè umiliarsi. Via Buozzi. Civico 4. Due condomini, uno di fronte all’altro. In totale 36 famiglie, la maggioranza delle quali paga l’affitto all’Atc.  Per settimane e settimane, in pieno inverno, la caldaia non ha funzionato e in tanti han vissuto come dentro ad un grande freezer… Giovani e anziani, con o senza reumatismi, poco importa. Da metà marzo in avanti, a contare i giorni, le ore e i minuti, battendo i denti e cercando un po’ di sole all’aria aperta.  Ci sarebbero stati tutti gli elementi per giustificare un mancato pagamento delle spese di riscaldamento, ma l’amministratore del condominio se n’è letteralmente fottuto.  Ne è arrivato un altro, Fabio Lova, ed ha fatto lo stesso. Si è però concentrato sugli arretrati di due anni, sui conti del dare e dell’avere (il bilancio consuntivo) e sulle bollette non pagate al gestore Exe.Gesi, pari a 55 mila euro all’anno. Nessuna penale. Nessuna forzatura. Nessun problema.  Atc s’è messa d’accordo con Exe.Gesi accollandosi il debito e da qualche giorno sta bussando alla porta delle famiglie debitrici con in mano la superbolletta consigliando un piano di rientro o  di rivolgersi al Fondo Sociale Pensa te che sforzo o, se si preferisce, che gran presa in giro,  considerando che Exe.Gesi è una società partecipata proprio da ATC e ATC è un ente che cura le sue proprietà con sufficienza. Lo si vede chiaramente anche a occhio nudo. Con quei pezzi di cemento che cascano giù dai balconi scrostati e dalle pareti dei garage. Con quei serramenti interni ed esterni rotti e pieni di fessure. Con l’umidità che sta rovinando intere pareti e pure le ossa degli inquilini. In queste condizioni si capisce fin troppo bene il perchè delle bollette così salate. Sembra o non sembra l’ennesima storia di prepotenza nei confronti di chi, se vive qui e non è proprietario, non lo ha fatto certo per scelta? La verità è che da questi parti non c’è foglia che si muova che Atc non voglia. Anche Lova, che ha preso il posto del precedente amministratore Gemma Matè, manco a dirlo, è stato nominato dall’ATC che alle assemblee di condominio ha la maggioranza. E dire che degli spazi per trovare un accordo diverso ci sarebbero stati. Un amministratore che fa davvero gli interessi degli amministrati avrebbe dovuto se non altro stare ad ascoltarli non certo trincerarsi dietro una lunga serie di “no, questo non si può”. Un amministratore intraprendente avrebbe dovuto cercare degli appigli. Per esempio, il contratto (scaduto) sottoscritto nel lontano 2009 con Exe.Gesi, prevedeva un servizio di pronto intervento 24 ore al giorno, che nessuno da queste parti ha mai visto rispettare. Per esempio la società s’era impegnata a garantire una temperatura minima di 20 gradi e anche quelli nessuno se li ricorda….  Altro capitolo sull’efficienza energetica e sul degrado in cui versano i due edifici, un fronte su cui Exe.Gesi si dice veramente impegnata. “EXE.GESI Spa – leggiamo sul sito della società – si specializza in attività di engineering e interventi di riqualificazione e…  continua a investire sul futuro: ricorriamo a fonti rinnovabili per un uso responsabile dell’energia, contribuendo a migliorare impatto ambientale e risparmio sui consumi soprattutto a vantaggio della fascia di utenti con precise condizioni di fragilità….”.  E poi ancora: “Siamo concretamente impegnati nel miglioramento dei servizi, nell’investimento nelle innovazioni tecnologiche e nella crescita delle competenze personali…”. A parole tutti bravi, nella realtà in via Buozzi, sia Atc, si Exe.Gesi (nel corso di 12 anni, tanto è durata la sua gestione del riscaldamento) non si sono praticamente mai visti, salvo che nel momento di riscuotere. Inutile chiedere il riscaldamento autonomo. Inutile pretendere l’intervento del sindaco e del direttore dell’Atc. Non ne vogliono sapere. «Ci aspettavamo almeno di veder risolti parte dei nostri problemi - commenta Nilde - Non è stato così. Mi è arrivato da pagare  5958,82 euro ma la caldaia non è ancora stata riparata. Ditemi voi io dove vado a prendere questi soldi. Ci dicono che c’è la possibilità di rateizzare o, per chi ha un reddito inferiore a poco più di 6000 euro, di attendere l’anno prossimo per accedere al fondo sociale del Comune. Un’idiozia.  Lo stipendio di mio marito è superiore ma ho già delle rate da pagare e non posso permettermi di rateizzare un altro importo....”. Nilde vive qui praticamente da sempre. Oggi come ieri la musica non è cambiata. “Anche mia madre aveva difficoltà nel fare la spesa e mettere un piatto in tavola quando a casa ricevevamo la bolletta del riscaldamento”.  Tra le ipotesi che si stanno facendo largo tra i residenti di via Buozzi c’è quella dell’intervento di un legale che si faccia carico dei problemi a titolo gratuito.  Dal canto suo ATC non ha dubbi. Gli inquilini non hanno alibi. “Potranno fissare un appuntamento ai nostri sportelli per la rateizzazione dell’importo che non facciamo a monte in modo che possano scegliere il numero di rate” ci dicono, ribadendo che “le famiglie a basso reddito potranno presentare domanda al fondo sociale regionale che copre infatti l’intera morosità cumulata sulle bollette dell’anno precedente la domanda…”.  S’aggiunge che l’assemblea dei condomini avrebbe votato lo studio di fattibilità per avviare i lavori di riqualificazione energetica con il superbonus 110%. “Questo – sottolinea Atc – significherà una nuova centrale termica e una migliore coibentazione. I consumi energetici delle prossime stagioni potranno così diminuire fino al 60%, con un risparmio anche sui costi di riscaldamento…” A tal proposito Franco Lova  ci aveva spiegato di aver richiesto tre preventivi.  “Icondomini decideranno se vogliono restare con Ex.Gesi o passare a una gestione diretta…” Lova peraltro già guarda a quel che seguirà, il conteggio dell’ultima annualità. Si dice convinto (e quasi chiede un applauso) che pur in presenza di un contratto scaduto, Exe.Gesi non potrà richiedere più dei 55 mila euro concordati essendoci nella “proroga” una sorta di  accettazione tacita. “Se si andasse in base ai consumi – specifica – le bollette schizzerebbero al doppio…”. Insomma non se ne esce... Soprattutto non c’è peggior sordo di chi non vuole stare ad ascoltare
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