Per anni con il suo negozio, con il suo carisma, con la sua frizzante età, con il suo sorriso e le tante iniziative, ha mantenuto viva quella beneamata e bistrattata via Arduino. Meliloto non c’è più. Debora Noro ha chiuso i battenti e lo ha fatto svendendo tutto e raccontandosi minuto dopo minuto sul profilo facebook, conciò rendendo la “dipartenza” meno impegnativa per i tanti che in città l’hanno amata per davvero.“I negozi - ha scritto lanciando un appello ai naviganti - quelli piccoli, le botteghe, illuminano con le loro vetrine e la loro vitalità, le vie delle nostre città. Ma non sono arredi urbani, dentro ci lavorano persone, piccoli imprenditori che hanno bisogno di lavorare, ci sono vite! Comprate nei negozi delle vostre vie, mantenete quella luce nelle vostre città! Un negozio che chiude è una sconfitta per tutti!Grazie a chi ha amato il mio Meliloto, che ha voluto bene a me, e siete stati tanti! È stato un piacere ed un onore conoscere ognuno di voi. Nel mio negozio ci ho messo il cuore, e nel mio cuore c’è il ricordo di ognuno di voi!”.
Poche parole, nessun rimpianto,il groppo in gola che c’è anche se non si vede, la certezza di non doversi dare delle colpe in un mondo che di colpe non ne ha.
“In queste 2 settimane - aggiungerà qualche giorno dopo - mi avete dimostrato tanto affetto.Ho visto gente comprare nella mia bottega cose che forse non userà mai giustificandosi dicendo di essere in fase di sperimentazione culinaria o inventando patologie improbabili.Siete fantastici ed emozionanti! Spesso mi fate venire la lacrimuccia,come quando Salvatorenon smetteva più di piangere, perché lui è emotivo, ed ha fatto commuovere altre 2 signore che si stavano destreggiando tra pelati,e passata di pomodoro.Tanti amici di Torino mi hanno ordinato spese solo vedendo i prodotti sui social. Qualcuno è riuscito a farmi ridere a crepapelle,e meno male, perché c’è tanto bisogno di leggerezza in questi momenti! Se entrate al Meliloto sembra svuotato, in realtà i prodotti che sono sugli scaffali e che sembrano pochi, sono un bel pò di soldini (monetizzando volgarissimamente!). Soprattutto i famigerati lassativi,le tinte per capelli, le farine strane ed i dentifrici. Ho paura, è vero! Ma l’affetto che mi sta arrivando è tanto e soffoca difficoltà, burocrazia e quei bastoni tra le ruote che in alcuni momenti mi terrorizzato.Grazie.Davvero. Col cuore! Se passate per un saluto o per una pigrizia intestinale inventata mi farete felice!”.
Tra gli ultimi post pubblicati la foto di una pergamena ricordo firmata da un mucchio di eporediesi. “Poche persone - scrivono - hanno la capacità di far sentire un negozio come una casa pur restando professionali allo stesso tempo. Tu sei stata una di quelle. Auguri per tutto quello che verrà”.
Ciao Debora: buone cose e buona vita.
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