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IVREA. Nuovo ospedale. Se passa l'area Ribes il sindaco Sertoli potrebbe anche dimettersi

IVREA. Nuovo ospedale. Se passa l'area Ribes il sindaco Sertoli potrebbe anche dimettersi

Stefano Sertoli

Se si dovesse realizzare l’ospedale fuori da Ivrea sarebbe una sconfitta politica e io me ne assumerei tutta la responsabilità...” così il sindaco Stefano Sertoli, l’altra sera, senza tanti giri di parole, durante un consiglio comunale che ha visto maggioranza e minoranza, partiti di centrodestra e di centrosinistra, approvare all’unanimità una mozione per dire “no” all’area Ribes e “sì” all’ex Montefibre. Poche parole su Palazzo Uffici chiaramente considerata come l’ultima delle “pagliacciate” della Senatrice Virginia Tiraboschi. E sono (quelle di Sertoli), parole che non lasciano nulla alla libera immaginazione di chi in Regione  sarà chiamato a decidere. Significano che potrebbe valutare le “dimissioni!” o, peggio, di fare un passo indietro sulla candidatura a sindaco alle elezioni che si terranno da qui a un anno. A buon intenditor poche parole, soprattutto a chi sa che Ivrea è una delle poche città amministrate dal centrodestra in provincia di Torino. “Su un tema così importante - ha rimarcato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - questa convergenza è un fatto politico molto rilevante anche per le Istituzioni che dovranno prendere una decisione...”. E Perinetti che non crede nella raccolta firme e neanche corre dietro a chi vorrebbe metterla in “caciara” ha ricordato i tanti anni passati a discutere del nuovo ospedale in tempi in cui la sanità era commissariata e non si usciva dal limbo.  “Oggi si intravede un po’ di luce - ha sottolineato  - La Regione ha deciso quali sono gli obiettivi di edilizia sanitaria e c’è anche Ivrea. E’ probabile che non sia una priorità ma è la prima volta che lo si scrive nero su bianco... Non resta che decidere il come, il dove e il quando. Lo ha detto l’Ires che il vecchio ospedale comincia ad avere grosse criticità con costi per le manutenzioni molto rilevanti. Siamo tutti convinti che non si farà marcia indietro...”. E poi sull’area Montefibre di cui si parla da almeno 15 anni e che non è mai stata messa in discussione. “Era un’area un po’ più a sud, oggi è un po’ più a nord - ha stigmatizzato - Non mi si venga a parlare di ingorgo in via Jervis. Poteva essere un problema in certe ore della giornata, ma oggi il traffico non c’è. L’area ex Montefibre è l’unica delle tre aree prese in considerazione dalla Regione immediatamente disponibile  e con un unico proprietario: non è cosa di poco conto. E’ inoltre dotata di tutte le infrastrutture primarie: luce, gas, acqua. Portare l’ospedale fuori città sarebbe una perdita anche dal punto di vista economico. Dobbiamo difendere una città che offre servizi a tutto il territorio....” Ha parlato di legittimi interessi della città e di ricadute non solo legate al commercio anche il grillino Massimo Fresc “Ci sono una serie di servizi che solo una città riesce a dare - ha commentato - Ma ve li immaginate i  disagi di una struttura collocata, non dico nel deserto, ma quasi...”. E poi sul valore paesaggistico dell’area Ribes e su una nuova  viabilità da costruire, con svincoli e parcheggi. “L’ospedale lì sarebbe una sconfitta politica - ha aggiunto - Io vorrei ricordare che a sud dell’area Montefibre si trovano dei terreni di proprietà dell’Amministrazione  strategici anche per la nuova viabilità...”. Senza alcun dubbio Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Si è concentrato su una leadership che Ivrea non ha più e sulla “politica” sostituita dalle tifoserie e dalla competizione campanilistica territoriale “Il traffico - ha stigmatizzato - non può essere un’argomentazione. Il dibattito dovrebbe essere altro.  La politica deve avere la capacità di trovare una sintesi nelle sedi giuste. Non deve passare il concetto che lo vogliamo lì perchè dell’area Montefibre non sappiamo cosa farci....  Se la decisione la prende il consiglio regionale la politica è morta” Il dito manco a dirlo è puntato sulla conferenza dei sindaci dell’Asl To4 che non ha fatto tutto quel che avrebbe potuto e dovuto fare. Sempre sua la nota polemica su una mozione firmata da tutti i gruppi consigliari e che deve però scontrarsi con la proposta della senatrice Virginia Tiraboschi, quindi di Forza Italia, per il riutilizzo di Palazzo Uffici. “So che domani (venerdì ndr) c’è una presentazione ufficiale di questa ipotesi - è intervenuto nel dibattito il sindaco - Andrò a sentire ma come sindaco non l’appoggerò...”. E Sertoli ha raccontato di aver partecipato anche alla riunione tenutasi a Castellamonte qualche settimana fa. “Sapevo di andare nella tana del lupo. Quando è intervenuto il sindaco di Bollengo è iniziato il tifo da stadio. A quel punto mi sono scusato, ho detto che non era il clima a cui sono abituato e me ne sono andato...” Anche lui sempre più convinto che lo scontro non serva a granchè. “Mi avevano sottoposto un manifesto (“Ci vogliono rubare l’ospedale” ndr). Ho detto che non lo condividevo e il giorno dopo l’ho visto affisso in giro per la città. Continuo a non condividerlo.  Confido sull’incompletezza dello studio in cui non si fa cenno all’immediata cantierabilità per l’ex Montefibre. In cui si cita l’area Ribes salvo verifiche sull’aspetto idrogeologiche. Mi risulta che qui, se qualcuno vuole realizzare un garage seminterrato non può (lo dice il prgc di Pavone) e io di ospedali costruiti sulle palafitte non ne ho mai visti...” Infine Sertoli senza risparmiar parole ha tirato in ballo il consumo di suolo e i lavori sul nodo idraulico di Ivrea a carico della concessionaria autostradale, lavori che la dicono lunga sulla sicurezza dell’area Ribes..... Insomma, no a quest’ipotesi e “no” a Palazzo Uffici  per i vincoli della sovrintendenza e dell’Unesco  che non rilascerebbe un via libera prima del giugno del 2023. Sarebbe stato bello sentire il parere della vicesindaca Elisabetta Piccoli apertamente schieratasi con la senatrice Virginia Tiraboschi ma è caduta dalle scale pochi minuti prima dell’inizio dell’assise. Lihborio La Mattina
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