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FELETTO. Filiberto: "Faceva opposizione dentro la mia amministrazione"

FELETTO. Filiberto: "Faceva opposizione dentro la mia amministrazione"
FELETTO. Dopo l'incontro dell'altra sera, in cui il sindaco Maria Cristina Ferrero ha esposto ai cittadini quanto l'Amministrazione da lei guidata ha fatto nel corso di questi primi mesi, non tutto è andato liscio. Questo perché la sindaca, all'inizio dell'incontro, ha rivolto alcune critiche all'operato dell'Amministrazione precedente, in cui lei stessa aveva ricoperto il ruolo di assessore, salvo poi dare le dimissioni a otto mesi dalle elezioni. Il sindaco, all'epoca, era Stefano Filiberto, che oggi siede tra i banchi dell'opposizione. A Filiberto non sono andate giù le affermazioni della sindaca sul passato amministrativo del paese. Le ritiene false e infondate e vuole dare una risposta. "Nessuno ha mai affermato che gli amministratori di maggioranza siano dei ladri" inforca Filiberto riferendosi alla difesa della sindaca e della sua Giunta in consiglio comunale, dove si erano trovati a spiegare, a fronte delle critiche dello stesso Filiberto, che lo stipendio che prendevano era quello previsto dalla legge. "Affermiamo che gli aumenti dell'indennità a Sindaco e Giunta - precisa Filiberto - sono inopportuni per un bilancio come quello di Feletto. Non ci sono comuni simili al nostro in cui il sindaco percepisce un'indennità come quella del nostro sindaco. Dirò di più: non si ricorda a memoria d'uomo un sindaco che abbia percepito, anche se a tempo pieno, l'indennità prevista a norma di legge". Il punto di Filiberto è chiaro: non è tanto una questione di rispetto della legge (anzi, a Ferrero quei soldi spettano di diritto) quanto un problema politico. In un momento di crisi economica e sociale come quello che stiamo attraversando, probabilmente, duemila euro di stipendio per un amministratore pubblico possono sembrare troppi. Dopo questa breve parentesi, Filiberto passa ai fatti, e cioè agli attacchi frontali che gli sono stati rivolti dalla sindaca. Comincia col rispondere alle accuse al suo metodo di gestione della macchina amministrativa, in cui, diceva Ferrero, Filiberto non avrebbe ascoltato a sufficienza i suoi assessori. “Ferrero - scrive - è stata assessore con me, e ha condiviso tutte le scelte della passata amministrazione per ben più di quattro anni. Se davvero ero così solitario nelle decisioni, allora la sindaca avrebbe potuto rassegnare le dimissioni subito dopo la sua elezione, quando riteneva di non essere ascoltata”. Non l’ha fatto, e per Filiberto il motivo è evidente: “Sapeva bene che non sarebbe caduta la Giunta, perché nessun consigliere comunale l’avrebbe seguita”. Questa presenza “inquieta” di Ferrero dentro Giunta fa trarre all’ex sindaco una conclusione drastica: “Non ho avuto una forte opposizione in consiglio, ma ce l’avevo costantemente all’interno della mia amministrazione”. Un'altra inesattezza detta dalla sindaca riguarderebbe il suo mancato coinvolgimento, quando era assessore, nella macchina amministrativa: "E' stata più che attiva - risponde Filiberto - esorbitando e travalicando le sue deleghe, entrando a gamba tesa in quelle attribuite ad altri. La prova più manifesta sono i lavori eseguiti nel parco Mottino, per la modica cifra di 54mila euro, su cui tutti i consiglieri di maggioranza non erano d'accordo, anche perché lì erano già stati spesi dalla precedente amministrazione più di 60mila euro". Ciononostante, racconta Filiberto, "ho cercato di mediare obtorto collo con i consiglieri, e alla fine i lavori sono stati fatti sotto la supervisione della stessa Ferrero. Il risultato finale, tra l'altro, non è granché, e quei soldi potevano forse essere spesi diversamente”. “Non corrispondenti al vero” continua Filiberto “sono anche le affermazioni sul mancato pagamento di fatture per più di 30mila euro. Per quelle fatture esisteva l’impegno di spesa e non erano debiti fuori bilancio”. Nello specifico, quelle della Teknoservice, a cui probabilmente Ferrero faceva riferimento, “non furono pagate perché il funzionario del Cca che doveva vidimarle non lo faceva. Ma questa operazione era necessaria per determinarne la congruità al fine di tutelarci da controlli della Corte dei Conti”. Perciò “avevamo deciso di non pagare più: lo avremmo fatto solo di fronte a un’ingiunzione di pagamento, ma allo stesso tempo avremmo anche fatto presente alla Corte dei Conti che non erano vidimate”. Infine, per il sindaco non è vero che quelle operazioni non erano coperte a bilancio: “Dal momento in cui c’è un impegno di spesa c’è anche la copertura a bilancio. Semmai ci può essere un’indisponibilità di cassa…” Infine, la partecipazione al progetto di riqualificazione di piccoli borghi. Un punto di forza per Ferrero, per cui ha elogiato gli uffici comunali e per cui ha affermato di aver lavorato duramente al fine di presentarlo. “Peccato - risponde Filiberto - che il progetto sia stato elaborato da un professionista esterno. In più, questa delibera di Giunta ha inserito come partner delle associazioni locali, di cui due sono strettamente legate a questa amministrazione: di una fa parte il marito della sindaca, mentre dell’altra, non di Feletto, è Presidente il capogruppo di maggioranza Michele Mazzamati”. Quest’ultima è la Arcc, già al centro delle polemiche nel volantino diffuso da Filiberto stesso nelle scorse settimane.
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