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IVREA. Nuovo ospedale: Sertoli è nei guai... Consiglieri regionali spaccati

IVREA. Nuovo ospedale: Sertoli è nei guai... Consiglieri regionali spaccati

Sertoli Stefano

Lotterò fino all’ultimo...”, va dicendo, da qualche giorno a questa parte, il primo cittadino di Ivrea Stefano Sertoli, in lungo e in largo per la città e a tutti quelli che glielo chiedono. E’ così da quando  è stato più o meno anticipato il risultato dello studio comparato portato avanti da Ires (Istituto ricerche economiche e sociali) e dalla direzione dell’Asl sui tre siti proposti per la costruzione del nuovo ospedale di Ivrea. Bocciata l’ipotesi, partorita dalla senatrice Virginia Tiraboschi, di utilizzazione di Palazzo Uffici, si salvano sia l’area ex Ribes, sia l’ex Montefibre, con la prima in netto vantaggio sulla seconda in una scala calcolata in centesimi (78 contro 58). L’altro giorno, a Cuorgnè, ad una riunione organizzata dal neo raggruppamento “Canavese riformista” a sentire più voci che denigravano l’ex Montefibre, ad un certo punto non ce l’ha più fatta e se n’è andato via. E’ successo quando ha preso la parola il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca pronto a sventolare una serie di considerazioni sullo studio comparato che non avrebbe tenuto conto dei problemi del nodo idraulico nell’area Ribes. Tant’è! Ormai è il panico anche tra i consiglieri regionali della Lega. L’altra settimana, quando sono venute fuori le prime indiscrezioni, ci han messo due minuti a chiamare a rapporto l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi, già anticipando un incredibile scenario di guerra tra sindaci suddivisi per area geografica.  “Dio mio, Dio mio, ma che cosa ci hai combinato...”, gli avrebbero urlato contro ma i “buoi”  erano ormai scappati dalla stalla. E da un lato c’erano Andrea Cane, Claudio Leone,  e Gianluca Gavazza pronti a sostenere, senza se e senza ma, la “causa” dell’ex Montefibre a Ivrea, dall’altra Mauro Fava, solo e ramingo a fare da sponda ai Canavesani dell’area Ribes. Da quel che si è capito sarebbero volate parole non tanto grosse, comunque pesanti, fino al raggiungimento di una strategia. Sostituire alla decisione tecnica (che non avrebbe potuto discostarsi dallo studio comparato) una decisione politica del consiglio regionale. In sostanza una delibera approvata dalla maggioranza per promuovere l’ex Montefibre a scapito dell’area Ribes.  Un modo come un altro per consentire all’assessore Icardi di lavarsene le mani, come  Ponzio Pilato.  E sarà, da qui in avanti, tutto un gioco di equilibri tra i partiti di centrodestra, considerando che lo studio comparativo riguarda anche i nuovi ospedali di Saluzzo-Savigliano-Fossano, Verbano Cusio Ossola e Asl/To5. Inutile star qui a chiedersi attraverso quale strumento (mozione, ordine del giorno ecc..) possa  un consiglio regionale prendere una decisione come questa, in difformità rispetto ad una relazione tecnica.  Di sicuro nessuno ha messo in conto le possibili denunce per abuso d’ufficio o, perchè no, i ricorsi al Tar degli scontenti. “Al posto loro farei molta attenzione a prendere decisioni non in linea con lo studio...” mette le mani avanti qualche consigliere di opposizione. Sullo sfondo il giallo di chi ha trafugato e fatto circolare un  documento, definito “bozza”, prima della stesura definitiva. Una tattica per temporeggiare e spostare  più in là nel tempo l’investimento? Un modo per sparare e affondare l’iniziativa? Boh! Quel che ne viene fuori, anche a fronte delle ultime novità, è l’ingenuità con cui la classe politica ha trattato la questione, a cominciare dalla Conferenza dell’Asl un tempo capace di prendere decisioni importanti con qualche telefonata tra i sindaci dei Comuni più grossi, (Settimo Torinese, Chivasso, Ivrea e Ciriè) senza alcuna considerazione per i più piccoli. Altro che comitato ristretto riunito a Bollengo, che per il solo fatto di essersi riunito a Bollengo aveva fatto storcere il naso a più di un primo cittadino. A Grijuela, Corgiat, Fluttero e Brizio non sarebbe mai venuto in mente di cercare un compromesso fino alla sfinimento, come ha fatto Sertoli. Chiamiamola “geopolitica”. Anti democratica finchè si vuole comunque funzionale. S’aggiungono le colpe dell’assessorato regionale che se davvero aveva già un’ipotesi di lavoro nel cassetto avrebbe dovuto affidarsi al massimo, ma proprio solo come ultima spiaggia, al parere di un consulente pronto ad avvalorare la tesi non certo ad uno studio comparato.  Il problema più grosso comunque, adesso, è tutto del sindaco Stefano Sertoli. Dovesse mai perdere il nuovo ospedale nell’area ex Montefibre verrebbe messo in croce per tutta la campagna elettorale e si vota da qui ad un anno. “La procedura annunciata dall’assessore regionale - commenta a questo proposito il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta - è alquanto singolare. Sta alla giunta e non al consiglio decidere. L’assessore si assuma le sue responsabilità di governo e arrivi in consiglio con una decisione e con le risorse a bilancio che ad oggi sono ancora virtuali. Se così non sarà a cosa serva l’assessore alla sanità?” A difendere Icardi ci pensa il consigliere regionale Andrea Cane. “ Sui siti ci sarà un passaggio in consiglio regionale. Un confronto complessivo che riguarda anche le altre Asl”. Liborio La Mattina
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