Sarà la giornalista Elisabetta Signetto a sedere nel cda della Fondazione dello storico Carnevale al posto di Pino Esposito.
Lo ha annunciato il sindaco Stefano Sertoli nel corso dell’ultimo consiglio comunale in risposta a due interpellanze del Pd, una firmata dal capogruppo Maurizio Perinetti e l’altra da Andrea Benedino.
Al centro del dibattito, ancora una volta, quel post di Esposito (“Un altro comunista in meno”) pubblicato su Facebook e riguardante la morte del Presidente del Consiglio Europeo David Sassoli.
Il post, correva il 13 gennaio, era poi stato rimosso e Esposito si era dimesso.
Da allora però Pino Esposito (lo prevede lo Statuto), ha continuato a partecipare alla riunioni del cda, come se nulla fosse successo, facendo buon viso a cattivo gioco…
“A distanza di due mesi – inforcava nell’interpellanza il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti – l’Amministrazione non ha ancora provveduto alla sua sostituzione. Mi chiedo se l’Amministrazione Comunale non intenda più procedere alla sostituzione e chiedere al consigliere il ritiro delle dimissioni, ammesso che questo sia possibile. E mi chiedo anche se ci siano dei motivi che ne impediscano la sostituzione… Può essere che si sia trattato di una dimenticanza. In questo caso ci dica l’Amministrazione Comunale quando intenda procedere, e in che modo, alla sostituzione…”.
Senza ripensamenti Sertoli.
“Mi ero già pubblicamente pronunciato su quel post che non avevo esitato a definire indecente - ha ribattuto - Avevamo subito richiesto le sue dimissioni. E’ ovvio che nessuno ha intenzione di fare marcia indietro e mi sorprende che si pensi il contrario. La considero una provocazione. Personalmente ho scritto alla vedova con le scuse dei cittadini. Aggiungo, perchè non tutti se ne sono accorti,che nel post si dava anche dell’eroinomane del defunto...”.
E sempre Sertoli sulla partecipazione di Esposito ad una riunione del cda.
“Risulta anche a noi - ha stigmatizzato - Mi permetto di dire che il buonsenso avrebbe suggerito un atteggiamento diverso ...”.
Vigile del fuoco in pensione, già Aiutante di campo e ufficiale di Stato maggiore ma anche No vax, No Governo, No immigrati. I suoi (quelli di Esposito s’intende) sembravano dei “no” convinti, perfettamente allineati con il pensiero dell’ultra destra. Fan di Mario Giordano, di Vittorio Feltri, di Vittorio Sgarbi, tra i suoi “commenti” ce n’erano alcuni che invocavano la “naja” e il ritorno alle armi. Uno in difesa del tifoso che aveva dato una pacca nel sedere a una “tal” giornalista. Un altro per il ritorno al nucleare. Un altro sul “vile affarista” che svenderebbe l’Italia, cioè Mario Draghi. E poi contro l’Islam, contro il green e il super green pass. Un po’ qua e un po’ là Giorgia Meloni fotografata in tute le salse.
Domani è un altro giorno, Elisabetta Signetto siederà nel cda insieme al Presidente Piero Gillardi, a Guido Santi (nominato dall’Associazione delle Componenti presieduta da Paolo Diane), a Paolo Cafasso e a Marina Zannini, questi ultimi due al secondo e ultimo mandato.
Il consiglio di amministrazione della Fondazione scadrà nel 2023, con la fine del mandato del sindaco Sertoli.
Bene dire che nel gennaio scorso adissociarsi (ci mancherebbe ancora) oltre al sindaco erano stati pure il Presidente e gli altri Consiglieri della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea. Si rammaricavano che un simile episodio avesse irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia costruito in mesi di difficile lavoro, in un contesto reso ancor più complesso dall’evolversi della pandemia. “Il Consigliere Pino Esposito ha sempre manifestato un fortissimo attaccamento ai valori della nostra festa – commentava Piero Gillardi – nonché una disponibilità e un senso di appartenenza indiscutibili. Proprio per questo siamo ancor più delusi da questo incidente, certamente evitabile, che ci ha sorpresi nella forma e nei contenuti”.
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