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IVREA. Balzola incapace di risolvere il problema della rotonda

Dei problemi (traffico, lunghe code e inquinamento) che quotidianamente girano intorno alla rotonda di Piazza Balla ne vogliamo parlare si o no? A ricordare all’assessore leghista Giuliano Balzola che esiste un problema irrisolto, fin dalla sua realizzazione risalente al lontano 2018 (governava Carlo Della Pepa) è il consigliere comunale Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Sua un’interpellanza presentata in occasione del prossimo consiglio comunale programmato per questo giovedì 31 marzo. “L’8 novembre del 2018 - ricorda il consigliere  - si è tenuta una Commissione Assetto del Territorio allargata e aperta a tutte le persone, associazioni, organizzazioni che avrebbero potuto apportare un contributo. Era stata redatta una relazione nella quale venivano individuate criticità e una serie di possibili soluzioni...” Poi la giunta aveva affidato un incarico ad una società specializzata che a sua volta aveva proposto alcune soluzioni, attuate solo in parte. “Con la pandemia e le conseguenti restrizioni alla mobilità  - ammette Comotto  - il fenomeno si è molto attenuato per riprendere però uguale a prima, se non peggio, alla riapertura delle scuole e della maggior parte delle attività. Nelle ore di punta si riscontra una coda continua sul Lungo Dora, su corso Botta e su corso D’Azeglio mentre il traffico proveniente da via Circonvallazione è decisamente inferiore.” Secondo Comotto la soluzione individuata nell’incrocio tra corso D’Azeglio, via Cappuccini e via Cascinette è inadeguata e pericolosa così come sarebbe evidente anche l’inutilità della doppia corsia in uscita dalla rotonda verso Corso D’Azeglio non potendo le auto che viaggiano sulla corsia di sinistra tagliare la strada a quelle che transitano su quella di destra, che magari vogliono procedere dritto verso via Circonvallazione, per svoltare verso corso D’Azeglio; “Abbiamo  poi - aggiunge - più è più volte puntato il dito sulla pericolosità causata dal restringimento della strada a causa dei pochi parcheggi rimasti in corso  D’Azeglio. S’aggiunge la pericolosità di una pista ciclabile solo verniciata sul marciapiede e senza protezioni... Infine, i passaggi pedonali disegnati troppo a ridosso della rotonda che potrebbero essere la causa di incidenti...”. Insomma: quel che si è fatto sino ad oggi non basta. Da qui l’invito di Comotto  a riprendere il dibattito, ma anche a modificare alcune scelte. Tra le richieste anche quella di un totem digitale collegato con la centralina ARPA di Viale Liberazione che riporti in tempo reale la concentrazione almeno delle principali sostanze inquinanti e pericolose per la salute. Finita qui? Più o meno,  considerando che in tanti hanno ricollegato a questo problema qui la sconfitta del centrosinistra  alle ultime elezioni. Chiunque al posto del sindaco Stefano Sertoli, avrebbe gli incubi di la notte. Chi se la beve ancora la storiella che è tutta colpa di chi li ha preceduti?  A ricordarlo era stato ormai più di un paio di anni fa anche il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. “I lavori sono iniziati nel luglio del 2018, poi siete arrivati voi e avete avuto tutto il tempo di correggere gli errori che si stavano evidenziando - aveva inforcato - La verità è che non vi siete mossi. Avete perso tempo lasciando una città in balia di una rotonda...”. “Calma  – aveva messo le mani avanti l’assessore Michele Cafarelli – Che non ci si venga a dire che è colpa nostra… Il progetto non l’ho fatto io. Non è mia la paternità. Noi ci eravamo insediati da due settimane, C’era un appalto già assegnato e non è che io potevo bloccarlo. E’ anche complicato rivedere una cosa mentre c’è un cantiere aperto. Lo avessi gestito io, prima di cominciare avrei richiesto uno studio vero e proprio……”. Vabbè...!
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