A volte dormono e non si capisce se lo facciano apposta, oppure son proprio dei dormiglioni... Sveglia! Giù dalle brande! Parliamo, naturalmente dell’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli. Lo scorso mese di ottobre si era proceduto con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, scaduto da quasi due anni, ma non avevano fatto in tempo a nominare Pino Esposito, su indicazioni del gruppo della Lega, che il 13 gennaio s’era già dimesso. Il tutto a valle di alcune sue indecenti dichiarazioni pubblicate su Facebook e riguardanti la scomparsa del Presidente del Consiglio Europeo David Sassoli. “A distanza di due mesi - inforca oggi il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - l’Amministrazione non ha ancora provveduto alla sua sostituzione. Mi chiedo se l’Amministrazione Comunale non intenda più procedere alla sostituzione e chiedere al consigliere il ritiro delle dimissioni, ammesso che questo sia possibile. E mi chiedo anche se ci siano dei motivi che ne impediscano la sostituzione...”.
Un’inadempienza che, secondo Perinetti, equivale a inefficienza o comunque a scarsa attenzione della Giunta nei confronti dei propri Enti Partecipati.
“Può essere che si sia trattato di una dimenticanza - inforca Perinetti prendendoli anche un po’ per il sedere - In questo caso ci dica l’Amministrazione Comunale quando intenda procedere, e in che modo, alla sostituzione...”.
Tra l’altro Pino Esposito, così come previsto dallo Statuto, in questi due mesi, ha continuato a partecipare alla riunioni del cda, come se nulla fosse successo, facendo buon viso a cattivo gioco...
Vigile del fuoco in pensione, già Aiutante di campo e ufficiale di Stato maggiore del carnevale,Pino Esposito aveva scritto ‘Un altro comunista in meno”.Il post era poi stato rimosso, non prima che fosse segnalato all’Amministrazione comunale.
Il brutto è che non c’era solo questo a far dire a Sertoli “Questo non lo voglio più”. C’era un intero profilo di Facebook che la diceva lunga sul personaggio.
No vax, No Governo, No immigrati. I suoi sembravano dei “no” convinti, perfettamente allineati con il pensiero dell’ultra destra. Fan di Mario Giordano, di Vittorio Feltri, di Vittorio Sgarbi, tra i suoi “commenti” ce n’erano alcuni che invocavano la “naja” e il ritorno alle armi. Uno in difesa del tifoso che aveva dato una pacca nel sedere a una “tal” giornalista. Un altro per il ritorno al nucleare. Un altro sul “vile affarista” che svenderebbe l’Italia, cioè Mario Draghi. E poi contro l’Islam, contro il green e il super green pass. Un po’ qua e un po’ là Giorgia Meloni fotografata in tute le salse.
A dissociarsi (ci mancherebbe ancora) oltre al sindaco erano stati pure il Presidente e gli altri Consiglieri della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea. Si rammaricavano che un simile episodio avesse irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia costruito in mesi di difficile lavoro, in un contesto reso ancor più complesso dall’evolversi della pandemia. “Il Consigliere Pino Esposito ha sempre manifestato un fortissimo attaccamento ai valori della nostra festa – commentava Piero Gillardi – nonché una disponibilità e un senso di appartenenza indiscutibili. Proprio per questo siamo ancor più delusi da questo incidente, certamente evitabile, che ci ha sorpresi nella forma e nei contenuti”.
Nei prossimi giorni il sindaco potrebbe chiedere ai capigruppo di suggerire una rosa di nomi da cui scegliere, oppure potrebbe attingere dalla lista stilata nell’ottobre scorso. A quella lista, come si ricorderà, le Opposizioni s’erano rifiutate di dare un contributo con il dito puntato sulla rinomina diPiero Gillardi.A loro, probabilmente si aggiungerà oggi anche il silenzio di Forza Italia, il cui senatore di riferimento Virginia Tiraboschi viaggia ancora con il mal di denti per la mancata nomina a presidente del manager milanese Roberto Binaghi.
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